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Orizzonte degli eventi

a cura di Francesco Sasso

Mese: Aprile 2019

Bibliografia: insegnante di sostegno

Cottini L., Didattica speciale e inclusione scolastica, Carocci, Roma, 2017.
D’Alonzo L., Pedagogia speciale per l’inclusione, Scholè – Editrice Morcelliana, Brescia, 2018.
Ianes D., L’evoluzione dell’insegnante di sostegno. Verso una didattica inclusiva, Erickson, Trento, 2014.
Pavone M., L’inclusione educativa. Indicazioni pedagogiche per la disabilità, Mondadori Università, Milano, 2014.

Alfadomenica #2 – aprile 2019: John Cage

La nuova uscita di Silenzio di John Cage per il Saggiatore è lo spunto che dà origine al corposo speciale a più voci con cui apriamo l’alfadomenica di oggi, seguito – per un gioco di contrasti – dall’analisi della mostra Il corpo della voce, dedicata a Demetrio Stratos, Cathy Berberian e Carmelo Bene, e allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Completano il sommario altre recensioni (Zappa su Bill Viola, Tolve su You Got Burn To Shine e Alfano su Alexander Kluge).

E adesso, buona lettura!

Il sommario

Andrea Cortellessa, Speciale Cage / Bisogna andarsene da qui

Nanni Balestrini, Speciale Cage / Empty cage

Cecilia Bello Minciacchi, Speciale Cage / Balestrini, «perché tutto possa accadere»

Arianna Agudo, Speciale Cage / La trasparenza del silenzio

Mario Gamba, Speciale Cage / Dopo il silenzio

Ida Alessandra Vinella, Stratos, Berberian, Bene: la voce come corpo

Cristina Zappa, Bill Viola e Michelangelo, un processo catartico

Antonello Tolve, Per risplendere devi bruciare. Un’arma chiamata riflessione

Giancarlo Alfano, Alexander Kluge, la guerra incisa

Fonte: https://www.alfabeta2.it/

 

SPIRALALALA – singing architecture

Sull’educazione del carattere

L’educazione che merita questo nome è essenzialmente educazione del carattere. Infatti, il vero educatore non ha di mira semplicemente alcune funzioni del suo allievo, come uno che voglia comunicargli soltanto certe conoscenze o abilità, ma deve fare tutto l’uomo.

Se devo insegnare l’algebra posso contare sul fatto che mi riesca di dare ai miei alunni una conoscenza di che cosa sono le equazioni di secondo grado con due incognite; anche chi dispone della più piccola capacità di comprensione le capirà. Se io, invece, devo educare il carattere, tutto diventa problematico. Tento di spiegare ai miei alunni che l’invidia è dannosa e avverto già l’opposizione latente di coloro che hanno meno dei loro compagni; tento di spiegare che non è giusto picchiare il più debole e già vedo un sorriso trattenuto sulle labbra dei più forti; tento di spiegare che la menzogna distrugge la vita e accade qualcosa di terribile: il più grande bugiardo della mia classe scrive un meraviglioso tema sulla forza distruttiva della menzogna.

Se gli alunni notano che voglio educare il loro carattere, alcuni di loro, che hanno in sé la capacità di possedere un vero carattere indipendente, si ribellano; non si vogliono far educare o meglio non vogliono che li si voglia educare.

(Da: Martin Buber, “Sull’educazione del carattere”, in Anna Kaiser (a cura di), “La Bildung ebraico-tedesca del Novecento”, Bompiani, Milano 1999)

Freud, “Introduzione alla psicoanalisi”

Avviciniamo una persona qualsiasi, cui la psicoanalisi sia estranea, e chiediamole che spiegazioni si dà degli atti mancati. A tutta prima essa risponderà certamente: “Oh, non son cose che val la pena di spiegare, si tratta di piccoli eventi casuali”. Che cosa intende con ciò? Vuole forse affermare che accadono cose così insignificanti da rimanere al di fuori dell’universale concatenazione degli eventi e che, come ci sono, potrebbero altrettanto bene non esserci? Chi spezza così il determinismo naturale in un singolo punto, manda all’aria l’intera concezione scientifica del mondo. Gli si può far osservare che perfino la concezione religiosa del mondo è più conseguente giacché dichiara espressamente che nemmeno un passero cade dal tetto senza uno specifico volere di Dio. [1] Penso che il nostro amico non vorrà trarre la conclusione che discende dalla sua prima risposta; cambierà rotta e dirà che, se studiasse queste cose, troverebbe certamente qualche spiegazione; che si tratta di piccole deviazioni funzionali, imprecisioni della prestazione psichica, e che si potrebbe indicare che cos’è che le determina. Una persona che di solito sa parlare correttamente può incorrere in lapsus verbali: 1) quando è leggermente indisposta e affaticata; 2) quando è eccitata; 3) quando è assorbita eccessivamente da altre cose. È facile trovare conferma a queste affermazioni. [2] I lapsus verbali, in realtà, si presentano con particolare frequenza quando si è affaticati, si ha mal di testa, o se incombe un’emicrania. In queste stesse condizioni si verificano facilmente le dimenticanze di nomi propri. Alcune persone sono abituate a riconoscere l’avvicinarsi dell’emicrania da questo loro dimenticare i nomi propri. Anche quando si è eccitati si scambiano spesso le parole – nonché le cose: “si prende una cosa per l’altra”. La dimenticanza di propositi e tante altre azioni non intenzionali si presentano quando si è distratti, ossia, propriamente parlando, quando si è concentrati su qualcos’altro. Un noto esempio di questa distrazione è il Professore del settimanale umoristico “Fliegende Blätter”, che dimentica l’ombrello e scambia il suo cappello con quello di un altro perché pensa ai problemi che tratterà nel prossimo libro. Esempi di come si possono dimenticare propositi e promesse, perché nel frattempo qualche avvenimento ci ha intensamente assorbiti, ognuno di noi può ricavarli dalla propria esperienza.

(Da: Freud, “Introduzione alla psicoanalisi”)

P. Levi, La chiave a stella

Ho trovato al secondo piano la targa che cercavo: Oddenino Gallo. Dunque sorelle della madre, non del padre: o forse zie alla lontana, o nel senso vago del termine. Sono venute ad aprirmi tutte e due, ed al primo sguardo ho notato fra loro quella falsa rassomiglianza che spesso e assurdamente ravvisiamo fra due persone, per quanto diverse, che veniamo a conoscere nella stessa sorte ed allo stesso tempo. No, in realtà non si rassomigliavano molto: nulla al di là di una indefinibile aria di famiglia, dell’ossatura solida e della decorosa modestia delle vesti. Una aveva i capelli bianchi, l’altra castani scuri. Tinti? No, non tinti: da vicino si distinguevano alcuni pochi fili bianchi sulle tempie che facevano fede. Hanno ritirato il pacco, mi hanno ringraziato e mi hanno fatto sedere su un piccolo divano a due posti, piuttosto consunto e di una forma che non avevo mai visto: quasi diviso in due da una strozzatura, e con le due metà disposte fra loro ad angolo retto. Sull’altro posto del divano si è seduta la sorella castana; la sorella bianca, su una poltroncina di fronte.

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“L’Infanta sepolta” di Anna Maria Ortese

Capita a volte che due persone, un uomo e una donna, nelle quali passa in quel momento il fluido misterioso e potente della primavera, s’uniscano e mettano al mondo un bambino. Nei primi tempi della sua vita, quel piccolo essere, intriso ancora di tutta la freschezza e beltà che costituì il sentimento dei suoi genitori, è oggetto, da parte di questi, delle più trepide e appassionate cure. In lui, padre e madre accarezzano e contemplano, quasi incoscientemente, quella che fu la propria recente e ineffabile felicità. Ma a poco a poco, e cioè quando il bambino, trascorsi i primissimi anni, comincia a perdere quella certa aureola di animalità che lo circondava, dai capelli leggeri come piume ai piedi morbidi come fiori; e i suoi sguardi, fino allora ridenti e incerti, acquistano un’interiorità, manifestano un pensiero e annunciano quasi la capacità di un distacco da coloro che lo hanno generato; e, in altre parole, uno sconosciuto «io» compare in quella carne con l’intento preciso di mutarla, e correggerne via via il disegno, e finalmente (cosa che avverrà nel tempo) distruggerla: allora quella prima trionfante e come inesauribile tenerezza dei genitori si arresta, disorientata, e, senza che essi neppure se ne avvedano, comincia a perdere rapidamente tutta la sua forza (da:«L’Infanta sepolta» di Anna Maria Ortese, Milano sera, Milano, 1950).

I cimiteri cristiani

I cristiani, i cui primi nuclei si trovavano in varie regioni dell’impero fin dal primo secolo, solo agli inizi del IV, in seguito all’editto di Costantino (313), cominciano a costruire pubblici edifici adibiti al culto.

Forse ne esistevano anche precedentemente, come sembra di capire da un passo dello stesso editto, nel quale l’imperatore ordina di restituire immediatamente ai cristiani ‘i luoghi ove essi avevano precedentemente l’abitudine di radunarsi’. La frase può fare riferimento alle case private, sede normale dell’assemblea religiosa come, già nel I secolo, è provato da questi passi delle lettere di San Paolo, in cui si salutano, fra gli altri, coloro nelle cui case si raduna «la chiesa». Tuttavia le ricerche archeologiche sembrano confermare l’esistenza, almeno a partire dal III secolo, anche di ambienti non privati adibiti al culto cristiano (resi forse necessari dal numero crescente di nuovi fedeli), detti domus ecclesiae. Scomparsi questi ambienti (pubblici o privati) precedenti il IV secolo, restano, a testimonianza del primo cristianesimo, i cimiteri (non anteriori comunque al II-III secolo).

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Proprietà

Sulla base dell’art. 832 del codice civile, si definisce la proprietà il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico.

Il proprietario ha, dunque, in primo luogo, la facoltà di godere della cosa, il che significa che può usarla per il soddisfacimento dei propri interessi. Accanto alla facoltà di godere sta la facoltà di disporre, che si esercita sia trasferendo ad altri la proprietà della cosa, sia concedendone ad altri il godimento (a titolo gratuito o a titolo oneroso). Tali facoltà, tuttavia, devono essere esercitate dal proprietario con l’osservanza dei limiti e degli obblighi stabiliti dalla legge, che può ridimensionarle notevolmente.

Caratteristica della proprietà è il modo pieno ed esclusivo con il quale il godimento e la disponibilità della cosa sono assicurati al proprietario: in modo «pieno» significa che il proprietario può fare tutto della sua cosa (nei limiti del lecito); in modo «esclusivo» significa che egli ha diritto di escludere chiunque altro da ogni ingerenza nell’esercizio del suo diritto e che non è possibile la coesistenza sulla stessa cosa di distinti diritti di proprietà.

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WikiCodex: Codici di Nag Hammadi

I codici di Nag Hammadi sono un insieme di testi gnostici cristiani[1] e pagani, rinvenuti nei pressi di Nag Hammadi (Egitto), nel dicembre 1945.[2]

Storia
Si tratta di 13 papiri, che furono ritrovati nel 1945 in una giara di terracotta da un gruppo di beduini del villaggio di al-Qasr,[3] nei pressi di un monastero cenobita fondato da San Pacomio nel IV secolo nell’isola di Nag Hammadi, detta anche “isola elefantina”.[4] La zona del ritrovamento è situata accanto alla parete rocciosa di Jabal al-Tarif, circa 450 km a sud del Cairo. I papiri rimasero nascosti per lungo tempo dopo il ritrovamento e in seguito ad una complessa vicenda,[5] dopo essere stati dispersi, furono recuperati e messi a disposizione degli studiosi.

I testi contenuti nei codici sono per la maggior parte scritti gnostici cristiani, ma includono anche tre opere appartenenti al Corpus Hermeticum ed un brano della Repubblica di Platone.[6] Gli studiosi ritengono che tali codici appartenessero alla biblioteca del monastero cenobita, e che i monaci li abbiano momentaneamente nascosti per salvarli dalla distruzione dopo che Atanasio, vescovo di Alessandria d’Egitto, nel 367 inviò una lettera a tutte le Chiese d’Egitto con l’ordine di considerare canonici solo i 27 libri del Nuovo Testamento, mentre tutti gli altri erano probiti perché eretici.[7]

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John Cage in Italia

Chi è John Cage? La domanda sorge spontanea dal momento che ho voluto creare un sito appositamente su questo personaggio. La risposta però non è così semplice. E infine, cosa ha combinato in Italia?

In rete si possono trovare diversi siti su John Cage che illustrano, catalogano e spiegano l’opera di questo compositore di arte musicale e visiva e ad essi vi rimando (nella sezione links) in quanto non aggiungerei nulla, anzi (Perché peggiorerei solo le cose, parafrasando proprio John Cage).

Dato che John Cage si rese protagonista di alcuni significativi eventi proprio in Italia, eventi che hanno segnato persone e la storia della musica, e di cui però poco si sa fuori e dentro l’Italia, ho sentito la necessità di creare questo sito. La mia idea di partenza è stata quella di mettere in evidenza tali episodi disponendoli in ordine cronologico (per una lista dei passaggi di John Cage in Italia vedi la sezione cronologia) e ampliando via via i riferimenti incrociati ad altre attività che John Cage svolse o avrebbe svolto di lì a poco altrove e che proprio da tali esperienze italiane furono determinate.

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CONCRETA 1 – Festapoesia

Tutti i materiali di CONCRETA 1 – Festapoesia (Roma, Accademia d’Ungheria-Palazzo Falconieri, 21 aprile-5 maggio 2018), da un’idea di Giuseppe Garrera, István Puskás, Sebastiano Triulzi.

Volume a cura di Sebastiano Triulzi, 2 gennaio 2019, pp. 368, formato PDF, open access, ISBN 978-88-31913-072

http://diacritica.it/wp-content/uploads/1.-CONCRETA-1-a-cura-di-S.-Triulzi.pdf

LA POESIA E L’ALTRO

LA POESIA E L’ALTRO​

Nona edizione del Festival Internazionale di Poesia

12-13-14 Aprile 2019

Milano – Como – Brunate

Il tema della nona edizione sarà “l’altro”, cioè capacità di comprendere lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore capacità dunque di capire “l’altro da sé”, comprenderne gli stati d’animo e i sentimenti, apprezzare la ricchezza che  culture diverse dalla nostra possono portare, mantenendo sempre viva tuttavia la propria identità culturale.

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BIBLIOGRAFIA: Storia della letteratura italiana

Punto di partenza della moderna storia della letteratura italiana è F. De Sanctis, Storia della letteratura italiana , Napoli, Morano, 1870-1871 (ed. recente a c. di G. Ficara, Torino, Einaudi-Gallimard, 1996). L’impostazione positivista della Scuola Storica, orientata all’accertamento rigoroso dei documenti e dei testi, ha prodotto la Storia letteraria d’Italia , Milano, Vallardi, I ed. 1898-1926, aggiornata e rielaborata nel corso del Novecento, con l’apporto di nuovi collaboratori (l’ultima edizione a c. di A. Balduino, Padova, Piccin Nuova Libraria, completata nel 2007). Dagli anni Sessanta sono apparse altre grandi storie collettive: Storia della letteratura italiana , diretta da E. Cecchi e N. Sapegno, Milano, Garzanti, 1965-1969 (ed. aggiornata 1987-1988); Letteratura italiana. Storia e testi , diretta da C. Muscetta, Bari, Laterza, 1970-1980 (con antologia di testi); Letteratura italiana , diretta da A. Asor Rosa, Torino, Einaudi, 1982-2000 (ai primi volumi, di carattere tematico e dedicati alle questioni fondamentali della civiltà letteraria italiana, si aggiungono le sezioni su Storia e geografia , Gli Autori. Dizionario bio-bibliografico e Indici , Le Opere , Dizionario delle opere ); Storia della civiltà letteraria italiana , diretta da G. Bárberi Squarotti, Torino, UTET, 1990-1996; Storia generale della letteratura italiana , diretta da N. Borsellino e W. Pedullà, Milano, Motta, 1999; Storia della letteratura italiana , diretta da E. Malato, Roma, Salerno, 1995-2005. Con diversi criteri di organizzazione è stata impostata la collana Orientamenti culturali. Letteratura italiana , Milano, Marzorati, 1956-1974, suddivisa in diverse sezioni: Le correnti, I minori, I contemporanei, I critici.

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