QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.39: “Enciclopoesia” per tutti e per nessuno. Il “Libro grosso” di Ennio Cavalli

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante … Continue reading

Effrazioni nell’intimità del personaggio. Renzo Paris, “La vita personale”

di Francesco Sasso La vita personale di Renzo Paris rientra nel novero di quei romanzi che sollecitano la curiosità indiscreta del lettore verso le biografie romanzate, le confessioni, vere o false, le ricostruzioni storiche, il racconto di cose viste che permettono al lettore, tramite il narratore, di operare vere e proprie effrazioni nell’intimità di altri esseri: i personaggi. Ne La … Continue reading

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.38: Sapere salem (et sapientiam). Aldo Roda, “Figure del sale”

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante … Continue reading

IL TERZO SGUARDO n.3: Alla ricerca di una possibile verità. Gustavo Micheletti, “Lo sguardo e la prospettiva”

Il primo sguardo da gettare sul mondo è quello della poesia che coglie i particolari per definire il tutto o individua il tutto per comprenderne i particolari; il secondo sguardo è quello della scrittura in prosa (romanzi, saggi, racconti o diari non importa poi troppo purché avvolgano di parole la vita e la spieghino con dolcezza e dolore); il terzo … Continue reading

“Le perizie” di William Gaddis

di Amedeo Buonanno   “L’errato giudizio di una generazione è sempre fonte di sorpresa per la successiva.” Uguale stupore, suggerisce Steven Moore nel suo saggio “William Gaddis”, ci prende ora quando veniamo a conoscenza che “Le perizie”, opera prima di William Gaddis pubblicata nel 1955, fosse stata largamente ignorata per 20 anni fino alla pubblicazione, nel 1975, di “JR”. Sfortunatamente … Continue reading

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.37: Il sogno di una farfalla felice. La nuova lirica di Innocenza Scerrotta Samà in “Nel cerchio della rete”

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante … Continue reading

Ero(s)diade. Intervista a Nino Contiliano sulla sua ultima opera letteraria

a cura di Roberta Matera * L’ultima intervista fatta al poeta marsalese Antonino Contiliano risale alla fine dell’estate 2009. Il nostro giornale, allora, lo aveva sentito su due particolari avvenimenti. Uno riguardava  i risultati della sua attività di animatore delle serate estive poetiche  “Ong non-estinti poetry” sullo scoglio marsalese – le note “2rocche”  – di Capo Boeo. L’altro toccava la … Continue reading

STORIA CONTEMPORANEA n.40: Lirica dialettale e poesia regionale. Pietro Civitareale, “La dialettalità negata. Annotazioni critiche sulla poesia dialettale contemporanea”; Paolo Saggese, “Storia della poesia irpina (dal primo Novecento a oggi)”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e … Continue reading

Dissacrazione del romanzo. Antonio Pizzuto, “Testamento”

di Francesco Sasso La narrativa di Antonio Pizzuto (Palermo, 1893 – Roma, 1973) è complessa e, credo, senza un vasto pubblico di lettori. Gran merito, quindi, l’aver ripubblicato Testamento (Polistampa 2009). In quest’opera, Pizzuto realizza una sistematica e radicale demolizione degli istituti del romanzo tradizionale. Lo scrittore siciliano sottopone ad una impietosa dissacrazione lo statuto conoscitivo della tradizione romanzesca, adottando … Continue reading

QUEL CHE RESTA DEL VERSO N.36: Parole dall’esilio. Alessandro Ghignoli, “Amarore”

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante … Continue reading

IL TERZO SGUARDO n.2: Il rizoma e la parresia del saggio. Stefano Berni – Ubaldo Fadini, “Linee di fuga. Nietzsche, Foucault, Deleuze”

Il primo sguardo da gettare sul mondo è quello della poesia che coglie i particolari per definire il tutto o individua il tutto per comprenderne i particolari; il secondo sguardo è quello della scrittura in prosa (romanzi, saggi, racconti o diari non importa poi troppo purché avvolgano di parole la vita e la spieghino con dolcezza e dolore); il terzo … Continue reading

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.35: “Nulla è sicuro, ma scrivi” (Fortini). Giovanni Stefano Savino, “Canto a occhi chiusi. Anni solari V”

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante … Continue reading

STORIA CONTEMPORANEA n.39: Trittico per Camilleri. 2. Del buon uso della mafia. Andrea Camilleri, “Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e … Continue reading