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Orizzonte degli eventi

a cura di Francesco Sasso

Mese: Luglio 2016

SUL TAMBURO n.22: Mariagrazia Carraroli, “Paesaggio condominiale”

Mariagrazia Carraroli, Paesaggio condominialeMariagrazia Carraroli, Paesaggio condominiale. Poesie, illustrazioni di Luciano Ricci, Firenze, Florence Art Edizioni, 2015

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di Giuseppe Panella

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Ciascuno di noi vive insieme agli altri, in circostanze che sono sempre diverse ma, in fondo, restano sempre le stesse, ripetute e rinnovate giorno dopo giorno, ora dopo ora. I condominii sono parte integrante del nostro paesaggio mentale, del nostro modo di vivere associato. Convivenza non sempre agevole (talvolta spiacevole, talvolta turbolenta ma anche fonte di sorprese), quella condominiale è un’esperienza comune a tutti che merita, proprio per questo, di essere trasformata in emozioni e in situazioni liriche. Mariagrazia Carraroli ne è ben consapevole nel suo libro che nasce da esperienze quotidiane e personali rivissute e trasformate in parole di consapevolezza raggiunta:

«PAESAGGIO CONDOMINIALE. Oltre il balcone / il pino marittimo in burrasca / lancia segnali. // Travolto legno / in mare sconvolgente / per folle nocchiero / ha il fiato di Monte Morello. // Il telo del quarto piano / e la selva degli aghi / ricuciono lesti la quiete. // Dipana l’azzurro / appena sbiancato / da orme fuggitive di tempesta» (p. 12).

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Vivian Maier Photographer

Vivian Maier Photographer | Official website of Vivian Maier | Vivian Maier Portfolios, Prints, Exhibitions, Books and documentary film http://www.vivianmaier.com

Yuja Wang: Prokofiev – Piano Concerto No. 3 in C major, Op. 26 (Claudio Abbado, LUCERNE FESTIVAL)

Caravaggio raccontato da Federico Zeri

Achille Campanile, PREMIO LETTERARIO

PREMIO LETTERARIO
Personaggi:
IL POETA
L’AMICO
La scena si svolge dove vi pare. All’alzarsi del sipario tutti i personaggi sono in scena.

IL POETA
Ho scritto nove sonetti e un’ode saffica.
L’AMICO
Cosicché, in totale, quanti componimenti poetici ci saranno nel tuo nuovo – e speriamo ultimo
– volume?
IL POETA
Dieci con l’ode.
(Galoppo di cavalli in lontananza. Sipario)

da TRAGEDIE IN DUE BATTUTE

Lettura creativa e scrittura mimetica per lavorare con lentezza

La frase “i giovani non leggono più” echeggia come un mantra ovunque. La realtà? Leggono più o meno quanto i loro adulti di riferimento, ma sono monitorati in modo più sistematico e capillare. Un progetto racconta come provare a stimolare la lettura attraverso la scrittura.

Leggi il saggio su laricerca

CRESTOMAZIA 24: Callimaco, Davanti a una porta chiusa

Davanti a una porta chiusa

Conopio, vorrei che tu dormissi come costringi me
a dormire, sotto questo portico gelato.
Donna insensibile, vorrei che tu dormissi come fai
dormire il tuo innamorato, senza un’ombra di compassione.
I vicini hanno un po’ di pietà, tu neanche un’ombra. Ma presto
i capelli bianchi ti rinfrescheranno la memoria, su tutto.

(trad. Marina Cavalli)

Callimaco, Epigrammi, Mondadori, 2008, p.37


“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

“Sergente nella neve” e “Ritorno sul Don”: nutrirsi in guerra e in pace. Saggio di Domenico Carosso

Sergente nella neve e Ritorno sul DonSergente nella neve e Ritorno sul Don: nutrirsi in guerra e in pace

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di Domenico Carosso

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Il limite intrinseco, invalicato e invalicabile, delle mie paginette, è che non ho mai incontrato Rigoni, né visto o visitato i suoi luoghi, i luoghi della Grande Guerra, e della Seconda. Per tutto ciò rinvio alle osservazioni di Eraldo Affinati, nel «Meridiano» dedicato al classico che è non da ora, ma fin dal primo libro, Il Sergente nella neve Mario Rigoni Stern.

Il Sergente nella neve, uscito la prima volta (anno 1953) nei famosi Gettoni curati da Vittorini, con un giudizio che lo accoglie e insieme lo respinge («MRS non è uno scrittore di vocazione») è il racconto sobrio e testimoniale, la cronaca quasi, della vicenda degli alpini in Russia, nel corso della Seconda guerra mondiale. Diviso in due parti, dai titolo rispettivamente de “Il caposaldo” e “La sacca”, cioè la postazione prima tenuta, poi perduta dai soldati chiusi in un cerchio di neve, gelo e fuoco.

Il libro di MRS, pubblicato con straordinario successo da Einaudi e ancora a disposizione dei lettori, è ormai un classico, per la lingua forte e concreta, priva di qualsiasi retorica, che lo attraversa e lo colma di esempi attivi e solidali, tra amici e anche coi nemici.

Dunque, «le pallottole battevano sui reticolati mandando scintille. Improvvisamente tutto ritornò calmo, proprio come dopo la sagra tutto diventa silenzioso e nelle strade deserte rimangono i pezzi di carta che avvolgevano le caramelle e i fiocchi delle trombette. Solo ogni tanto si sentiva qualche fucilata solitaria e qualche breve raffica di mitra come le ultime risate di un ubriaco vagabondo».

Un paragone, un confronto tra il fuoco micidiale degli spari e le innocue trombette, tra le scintille e i pezzi di carta della festa ormai giunta al termine – un confronto che propone, in modestia e quasi sottovoce, l’inevitabile distanza tra il lettore col libro in mano e i soldati presi nel morso tenace della neve e del gelo.

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SUL TAMBURO n.21: Salvatore Martino, “Cinquant’anni di poesia 1962-2013”

Salvatore Martino, Cinquant'anni di poesiaSalvatore Martino, Cinquant’anni di poesia 1962-2013, a cura di Donato di Stasi, Roma, Edizioni Progetto Cultura, 2015

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di Giuseppe Panella

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Cinquant’anni, mezzo secolo di poesia, sono tanti e va da sé che non si possono racchiudere in una formula, in una frase che abbracci un percorso tanto lungo e tanto variegato. Il tentativo, tuttavia, va comunque fatto perché l’esperienza poetica di Salvatore Martino ha caratteristiche sue peculiari che non debbono passare inosservate nel mare magnum del calderone della poesia contemporanea.

Il percorso di Martino, peraltro ben ricostruito da Donato di Stasi nella sua massiccia Introduzione al volume, inizia nel 1969 (anche se molti testi raccolti in questo volume risalgono già al 1962) con Attraverso l’Assiria (Caltanissetta, Casa Editrice Terzo Millennio, 1969) e La fondazione di Ninive (Roma, Carte Segrete, 1977), due raccolte che incidono già, nel mondo poetico e culturale del poeta, il segno pieno della sua scrittura e della sua aspirazione a una visione colorata e sanguigna del mondo con cui si confronta. In essi – scrive di Stasi:

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CRESTOMAZIA 23: René Char, “Giorno orrendo…”

Giorno orrendo! Ho assistito, qualche centinaio di metri distante, all’esecuzione di B. C’era solo da premere il grilletto del mitra e poteva essere salvo! Eravamo sulle alture che dominano Céreste, la boscaglia piena zeppa d’armi e noi in numero almeno pari alle SS, ignare della nostra presenza. Agli occhi dovunque imploranti attorno a me il segnale del fuoco, ho risposto di no col capo… Sotto il sole di giugno un freddo polare mi filtrava nelle ossa.
E’ caduto come non ravvisando i suoi carnefici e così leggero, m’è parso, che il minimo soffio di vento avrebbe dovuto sollevarlo da terra.
Non ho dato il segnale perché il villaggio doveva a qualunque costo essere risparmiato. Che cos’è un villaggio? Un villaggio simile a un altro? Forse lo ha saputo, lui, in quell’ultimo istante?

(trad. Vittorio Sereni)

René Char, Fogli d’Ipnos in Poesia e prose, Feltrinelli, 1962, pp.132-133


“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

Antonino Contiliano, “Futuro eretico”

cop-stamapata futuro eretico copiaAntonino Contiliano, Futuro eretico, Ed. Fermenti, 2016

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di Franca Alaimo

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Scrive Antonino Contiliano nel testo “Le radici del passato” (pag. 36) “Farfalle vorrei tossiche i poeti”, enunciando una poetica fedelmente perseguita, fin dai suoi esordi nella letteratura in un clima di protesta sessantottina, che non soltanto fallì i suoi obiettivi, ma che mise in atto un riflusso reazionario, da cui sono stati generati altri mostri, non ultimo “il piatto della solitudine collettiva” in seguito al dominio del “world facebook”, in cui è del tutto annegata ogni capacità individuale di reattività critica, di indipendenza deragliante, di visionarietà trasformatrice.

Contiliano usa ancora la poesia come un’arma che un’inusuale e composita tessitura linguistica rende tagliente e, appunto, tossica. Lanuzza, nella sua recente, pluricentrica opera “Il bosco, il mondo, il caos”, così scrive (pag. 41): “Contro il conformismo vestito d’obiettività, la poesia produce linguaggi ‘altri’ e diversi da quelli egemoni mai definitivi o legiferati; e interagenti con la prassi d’una critica generale e permanente, non addomesticabile dal pervasivo codice del dominio e delle sue predeterminate garanzie di senso”.

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Giovanni Segantini – Magia della Luce


Giovanni Segantini è tra le figure più affascinanti e carismatiche della pittura europea di fine Ottocento: nato ad Arco nel 1858, ha poi trascorso una vita intensa e tormentata che lo ha portato a ricercare la vertigine dell’altitudine fino alla morte precoce nel 1899. Giovanni Segantini – Magia della luce ne ricostruisce le vicende biografiche ricorrendo alle parole della sua ricca corrispondenza, alle immagini dei luoghi dove ha vissuto e delle opere che ha realizzato, dando vita a un saggio visivo capace di introdurci nell’animo di un artista straordinario.

CRESTOMAZIA 22: Percivalle Doria, “Come lo giorno…”

Come lo giorno…

Come lo giorno quand’è dal maitino
claro e sereno – e bell’è da vedere,
per che gli augelli fanno lor latino,
cantare fino, – e pare dolze audire;

e poi ver’ mezzo giorno cangia e muta,
e torna in poggia la dolze veduta
che mostrava;
lo pellegrino ch’a securo andava
per l’alegrezza de lo giorno bello,
diventa fello, – pieno di pesanza:
così m’ha fatto Amore a sua possanza.

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Ippolito Desideri, primo studioso occidentale del Tibet e del buddhismo

Sito dedicato a Ippolito Desideri S. J. (Pistoia 20.12.1684 – Roma 13.4.1733), autore di una grande impresa esplorativa e primo studioso occidentale del Tibet e del buddhismo, trattati in una Relazione che ancora oggi, a distanza di tre secoli, ha molto da insegnare.

In onore di questo precursore e alfiere del dialogo e dell’incontro fra popoli lontani e tradizioni diverse, il sito ospita e ospiterà non solo  scritti suoi, o a lui riferiti, ma anche interventi (relazioni, articoli, immagini, notizie), editi o inediti, comunque connessi al Tibet (o più in generale all’Oriente) e al buddhismo (o più in generale al pensiero orientale), con particolare riguardo all’incontro Oriente-Occidente.

[QUI] il sito

«tre anni, cinque mesi e ventidue giorni dopo la mia partenza da Roma; due anni e quattro mesi dopo la partenza da Goa; un anno e quasi sei mesi dopo la nostra uscita da Delly; e dieci interi mesi dopo d’esser partiti da Cascimìr; a’ 18 di marzo dell’anno 1716, vigilia del glorioso patriarca S. Giuseppe, col favor divino arrivammo alla città di Lhasà, capitale del terzo e Massimo Thibet, termine di sì lungo viaggio e luogo da me stabilito e prefissomi per incominciar la mission di quel regno» (Ippolito Desideri)

FONTE: http://www.ippolito-desideri.net/

Festival “Notti d’Estate” 2016

[Riceviamo e volentieri pubblichiamo. (f.s.)]

All’attenzione
di tutti gli autori-lettori

Le scriviamo perché avremmo intenzione di averla come autore-lettore partecipante ad uno dei tre momenti letterari previsti all’interno del nostro Festival “Notti d’Estate” 2016, una particolare stagione teatrale (completamente autogestita) che ogni anno (sin dal 2008) si svolge all’interno dello scenario naturale del “Parco delle Rimembranze” circostante l’ex chiesa di San Sebastiano e in tutto il centro storico del borgo medioevale di Belforte del Chienti (piccolo paese dell’entroterra Marchigiano, in Provincia di Macerata), e che prevede vari appuntamenti di Danza, Teatro, Poesia e Musica (tutti eventi artistici che si svolgono all’aperto; cioè una sorta di Teatro città).

Per ulteriori dettagli rimandiamo comunque alla lettura di tutti gli allegati (con particolare attenzione alla lettera invito e al Regolamento), alla visione delle foto inoltrate (che si riferiscono ad alcune delle precedenti edizioni del Festival), alla visita di tutti i nostri riferimenti web ecc.

Le ricordiamo infine che nel caso in cui desiderasse veramente contribuire alla crescita del nostro progetto, ci dovrà indicare, come già detto, uno dei tre momenti previsti per il Festival in cui preferisce essere inserito (per ulteriori dettagli consulti sempre i nostri allegati lettera invito e Regolamento):

24 luglio 2016 – ore 17.00

28 agosto 2016 – ore 17.00

25 settembre 2016 – ore 17.00

 

Attendiamo un suo cortese riscontro per poterla poi, se necessario, ricontattare telefonicamente.

 

Cordiali saluti

 

Alfonso Caputo

Presidente di Terra dell’Arte

Direttore Artistico del Festival

“Notti d’Estate”

 

 

Per approfondimenti:

www.nottidestate.org

https://www.facebook.com/nottidestatefestival/

Associazione Culturale Terra dell’Arte
cell. 393.2140065
tel. 0733.906405
whatsapp 393.2140065
e- mail  [email protected]


Festival “Notti d’Estate” 2016: regolamento dei momenti letterari
Leggere perché
Incontri di lettura
Belforte del Chienti (MC)
Ex Chiesa di San Sebastiano
Museo MIDAC
Sessioni previste
Domenica 24 luglio 2016
ore 17.00
Domenica 28 agosto 2016
ore 17.00
Domenica 25 settembre 2016
ore 17.00
Come si svolge
Ciascun  partecipante  potrà  portare  un  libro  (a  libera  scelta)  e  leggere  alcuni  passi  dello  stesso,
dando  poi,  a  fine  lettura,  una  breve  motivazione  della  propria  scelta  (ogni  partecipante  avrà  a
disposizione 10 minuti circa)
Come si partecipa
Chiunque intenderà partecipare, dovrà fornire:
‐ i propri dati personali (nome, cognome e città di provenienza)
‐ un proprio recapito telefonico
‐ indirizzo di posta elettronica (e‐mail)
‐ il titolo del libro scelto
‐ il testo dei brani scelti
‐ se possibile copia del libro (a Palazzo Bonfranceschi, Via Cavour n. 14 – 62020 Belforte del Chienti
– MC)
‐ in caso di opera inedita il testo integrale
Nel proporre la propria candidatura si dovrà inoltre indicare se si partecipa in qualità:
 autore
 lettore
 autore/lettore
Nel  caso  di  partecipazione  diretta  all’evento  va  indicato  se  si  vuole  o  meno  usufruire
dell’eventuale  appoggio  dell’organizzazione  per  alloggiare  e/o  mangiare  a  Belforte  del  Chienti
godendo della formula convenzionata. Per comunicare con la nostra segreteria: cell. 393 2140065
– e‐mail  [email protected]
Chi  non  può  venire  personalmente  e  desidera  partecipare  in  veste  di  autore  deve  indicarlo  con
chiarezza  nella  comunicazione;  in  questo  caso  l’organizzazione  provvederà  ad  individuare  lettori
che presentino i testi di questi autori.
Le iscrizioni scadranno nei seguenti giorni:
10 luglio 2016 (per la prima sessione del 24 luglio 2016)
20 luglio 2016 (per la seconda sessione del 28 agosto 2016)
20 agosto 2016 (per la terza sessione del 25 settembre 2016)
La partecipazione è gratuita (massimo n. 7 partecipanti per ogni sessione prevista che verranno
selezionati dall’organizzazione).
Non sono previsti premi e rimborsi spese (ma solo l’eventuale appoggio dell’organizzazione per
alloggiare e/o mangiare a Belforte del Chienti usufruendo della formula convenzionata con uno
sconto pari al 10%).
Verrà consegnato a tutti i partecipanti un attestato.

 

SUL TAMBURO n.20: Guido Guidi Guerrera, “La truffa”

Guido Guidi Guerrera, La truffaGuido Guidi Guerrera, La truffa, Reggio Emilia, Imprimatur Edizioni, 2016

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di Giuseppe Panella

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La più grande (e riuscita) truffa della storia dell’Occidente avvenne a Lisbona tra il 1925 e il 1926. Le sue ripercussioni furono enormi per la storia della nazione lusitana – senza il gravissimo scandalo suscitato dalla burla (come viene chiamata in portoghese) orchestrata da Arturo Virgilio Alves do Reis e dai suoi complici di tutta Europa, e dalle sue ripercussioni a livello economico nazionale e internazionale, l’inflazione non avrebbe dilagato in Portogallo e i militari non avrebbero trovato la forza e il consenso necessari a prendere il potere (con il colpo di stato del 28 maggio 1926 che portò al potere António de Oliveira Salazar per lunghi decenni fino alla “rivoluzione dei garofani” del 1975). Non si trattò, allora, solo di un evento criminale sia pure di livello notevolmente alto per conseguenze e implicazioni ma della tipica goccia che fece traboccare un vaso fino allora rimasto colmo soltanto fino all’orlo (analoghe conseguenze ebbero storicamente eventi dello stesso tipo: l’affaire Stavisky nella Francia del 1934 con le imponenti conseguenze che ebbe sul governo del radicale Camille Chautemps costretto alle dimissioni e, più indietro nel tempo, nel 1786, l’affaire del collier della regina Maria Antonietta all’alba della grande stagione della Rivoluzione Francese – sembrerebbe che, dal punto di vista della storia universale, grandi truffe siano i prodromi di grandi eventi successivi, siano rivoluzionari o meno).

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