QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.34: Non ci resta che ridere… Giancarlo Tramutoli, “L’ ultimo tram”

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. […]

IL TERZO SGUARDO n.1: Il Bardo sullo schermo. Stefano Socci, “Shakespeare fra teatro e cinema”

Il primo sguardo da gettare sul mondo è quello della poesia che coglie i particolari per definire il tutto o individua il tutto per comprenderne i particolari; il secondo sguardo è quello della scrittura in prosa (romanzi, saggi, racconti o diari non importa poi troppo purché avvolgano di parole la vita e la spieghino con […]

“Scrittori dell’eccesso: Pardini e Magliani”. Postfazione di Arnaldo Colasanti a “Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo”

  [Per gentile concessione dell’autore Colasanti e dell’editore, pubblichiamo  la postfazione al volume  Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo di Marino Magliani e Vincenzo Pardini, Transeuropa,  2010 (f.s) ]  ______________________________  di Arnaldo Colasanti 1. Sarà forse eccessivo dire che la letteratura nella sua profondità parla solo di vita e di morte, ma è un fatto che Vincenzo Pardini e […]

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.33: Luci d’inverno, solstizio di primavera. Giorgina Busca Gernetti, “Parole d’ombraluce”

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. […]

STORIA CONTEMPORANEA n.38: Quel che resta di Beckett. “Fallire ancora, fallire meglio. Percorsi nell’opera di Samuel Beckett”, a cura di Sandro Montalto

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende […]

Patrizia Vicinelli, “Non sempre ricordano”

di Francesco Sasso Poeta della generazione successiva allo sperimentalismo tematico e stilistico dei Novissimi e del Gruppo ’63, amica e discepola di Emilio Villa e Adriano Spatola, Patrizia Vicinelli (1943-1991) si impone per l’originalità, coerente persistenza ed esistenza, e per una ricerca poetica, nei modi e nelle misure variate, delirante, nutrita di una ossessiva, autobiografica, […]

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.32: Cupo d’amore e con il sogno del mito. Nicola Prebenna,”Come per acqua cupa”

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. […]

STORIA CONTEMPORANEA n.37: Fulmini e saette, Bancomat e computer troppo saggi. A proposito di Maria Letizia Grossi, “Ci salveranno i fulmini e il deserto?”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende […]

Non c’è esperienza senza linguaggio. Tiziano Scarpa, “La vita, non il mondo”

di Francesco Sasso Tutto accade sempre nell’esperienza. E l’esperienza ordinata su un foglio bianco è scrittura, giacché non c’è esperienza senza linguaggio. Ora, l’esperienza artistica mira a cogliere la molteplicità dei sensi racchiusa nell’esperienza umana. E’ ciò che ha tentato di fare Tiziano Scarpa scrivendo La vita, non il mondo (Laterza 2010, collana Contromano). In questo libro […]

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.31: Brevi flashes da altroquando. Nunzio Festa, “Dieci brevissime apparizioni (brevi prose poetiche)”

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. […]

STORIA CONTEMPORANEA n.36: Evoluzione della bellezza e analisi dell’Altro. Letizia Lanza, “Mirabile bruttezza”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende […]

Il piacere di leggere ovvero la scrittura impossibile. “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino

  di Giovanni Inzerillo   Il piacere di leggere ovvero la scrittura impossibile. Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino.        Pubblicato nel 1979 e presto diventato un caso letterario internazionale, il testo di Calvino non può essere facilmente definito come un romanzo in senso stretto. Sebbene il Novecento ci abbia abituato […]

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.30: Scrittura lirica e scelta etica nella poesia di Renzo Ricchi. A proposito di “La cetra d’oro (Poesie 1950-2005)”

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. […]