Crea sito

Orizzonte degli eventi

a cura di Francesco Sasso

Mese: Novembre 2017

L’Inferno di Dante

SUL TAMBURO n.58: Simona Lo Iacono, “Il morso”

Simona Lo Iacono, Il morso, Vicenza, Neri Pozza, 2017

_____________________________

di Giuseppe Panella

.

Il titolo del quinto romanzo di Simona Lo Iacono (vincitrice nel 2017 della trentesima edizione del Premio Chianti con Le streghe di Lenzavacche, pubblicato dalle Edizioni E/O) si può estrarre dai versi di Salvatore Quasimodo che fanno da epigrafe al libro. I versi, citati dalla raccolta Giorno dopo giorno del 1947, esprimono lo strazio e l’angoscia legati alle vicende della guerra appena finita e le cui macerie sono ancora visibili agli occhi di tutti: “Vi riconosco, miei simili, / o mostri della terra. / Al vostro morso è caduta la pietà, / e la croce gentile ci ha lasciati. / E più non posso tornare nel mio eliso”. Il “morso”, di conseguenza, rappresenta il male di vivere, il dolore che nasce dalla sofferenza inflitta da chi ha dimenticato la propria umanità, l’impossibilità di condividere con gli altri esseri umani sentimenti di amore e di compassione. Lucia Salvo è soggetta alla necessità del male che la colpisce improvvisamente e inopinatamente, il “fatto”, gli attacchi epilettici che la lasciano stravolta e quasi annientata e che hanno convinto gli altri della sua natura di creatura “babba”, stupida, pazza, incapace di ragionare correttamente. Mandata a servizio a Palermo dalla nativa Siracusa, la ragazza si trova ad essere oggetto dei desideri lascivi del Conte figlio i cui desideri nella vita si riducono essenzialmente alla soddisfazione del ventre (i cibi succulenti ed elaborati che vengono cucinati dai “monsù”, i cuochi di scuola francese che dettano legge sul gusto delle grandi famiglie patrizie di Palermo) e al godimento sessuale ottenuto facilmente grazie a signorine mercenarie e compiacenti. Lucia, appena arrivata a palazzo e sottoposta al controllo severo e minuziosamente feroce del nano Minnalò, si rifiuta di soggiacere al desiderio impetuoso e insincero del Conte figlio, sempre in attesa del matrimonio combinato con Assunta Agliata, una ragazzina testarda e capricciosa che patti di alleanza precedenti e legati di famiglia gli impongono di prendere in sposa. Questo suo rifiuto così inconsueto per l’uomo lo getterà in una crisi profonda che lo condurrà poi successivamente alla consapevolezza della vera natura dei propri istinti sessuali (e a ri-conoscere il proprio desiderio omosessuale nei confronti del “castrato signorino”, il cantore di famiglia innamorato di lui).

Continua a leggere

Ann Lawson Lucas, “Emilio Salgari. Una mitologia moderna tra letteratura, politica, società, volume I”

Ann Lawson Lucas, Emilio Salgari. Una mitologia moderna tra letteratura, politica, società, volume I, Fine secolo. 1883-1915. La verità di una vita letteraria, Firenze, Leo S. Olschki editore, «Biblioteca dell’Archivum Romanicum» (456), 2017, 441 pp.

_____________________________

di Luca Di Gregorio (Université de Liège)

.

Appassionata traduttrice e studiosa di alcuni nostri classici della cosiddetta letteratura per l’infanzia (ha volto in inglese, di recente, Le avventure di Pinocchio di Collodi), Ann Lawson Lucas, con questo nuovo lavoro edito da Olschki, rinnova il dialogo con Emilio Salgari, dialogo che intrattiene ormai da cinquant’anni, dalla metà degli anni Sessanta ai nostri giorni. Qui più che altrove, il discorso dell’autrice si fa ambizioso, dando l’avvio a un’impresa in più volumi che vorrebbe essere esaustiva, nonostante accampi, qua e là, una certa modestia.

Di fatto, non ci troviamo di fronte, almeno per quanto riguarda questa prima uscita, a un opus perfectum. Certo, i tre volumi seguenti —dedicati alla ricezione fascista di Salgari, alla riabilitazione critica tra 1945 e 2000 e infine agli ormai vastissimi materiali bibliografici — colmeranno, con buona probabilità, i non pochi vuoti relativi ad aggiornamenti e ad argomenti non banali, frequentati da un più o meno giovane gruppo di studiosi, negli ultimi tre lustri almeno. Insomma, si ha come l’impressione che la Lawson Lucas, in questo primo volume, ricuperi, seppur in modo parziale, analisi e sequenze critiche già consegnate a La Ricerca dell’ignoto. I romanzi d’avventure di Emilio Salgari, saggio diversamente importante, uscito sempre per Olschki, ma nel 2000.

Continua a leggere

La Divina Commedia in HD

La Divina Commedia su Youtube:

 

https://www.youtube.com/user/LaDivinaCommediaDVD

 

 

SUL TAMBURO n.57: Fabrizio Coscia, “La bellezza che resta”

Fabrizio Coscia, La bellezza che resta, Siena, Melville Edizioni, 2017

_____________________________

di Giuseppe Panella

.

Con questo suo non facilmente definibile testo narrativo (né romanzo, né saggio, né testo di critica letteraria), Fabrizio Coscia tenta un’interpretazione molto azzardata e molto affascinante del problema fondamentale di ogni vita umana: quello della morte che attende tutti ma che ognuno vive, fino all’ultimo, a modo suo – con rassegnazione, con coraggio, con rabbia, con volontà di sapere, con la certezza che dopo il trapasso ci sarà un’altra vita, con la sicurezza che dopo di lui non ci sarà più nulla, con pudore, con sfrontatezza, con desiderio …

Coscia esamina, con la consueta acribia, le opere finali di una serie di intellettuali e di artisti verificando, attraverso una ricostruzione del loro dispositivo formale ma anche ovviamente del loro contenuto, come scrivendo o componendo o registrando opere musicali (è il caso di Glenn Gould) o dipingendo, essi si siano avviati alla morte, si siano apprestati “a cominciare a morire” (come dice un personaggio del romanzo Chadži-Murat di Tolstoj, il soldato Avdèev, che è stato ferito gravemente e che sa che la sua vita è al termine).

E’ il caso dell’”ultima stazione” di Tolstoj – la sua fuga finale che culminerà con la morte in una piccola stazione, Astàpovo, sulla linea ferroviaria a duecentocinquanta miglia a sud-est di Mosca.

Continua a leggere

La vita di Dante Alighieri e la Divina Commedia


 

Alberto Laiseca, “Uccidendo nani a bastonate”

Alberto Laiseca, Uccidendo nani a bastonate, Traduzione di Loris Tassi e Lorenza Di Lella, Salerno, Arcoiris 2016, pp. 156, euro 12,00.

_____________________________

di Primo De Vecchis

.

La mummia (e i nani) di Laiseca

Alberto Laiseca (1941-2016) è uno scrittore argentino singolare, bizzarro, grottesco, ma non caotico, nel suo “realismo delirante” si cela un sovrano ordine, che appartiene solo a lui, e compito di un lettore critico dovrebbe essere quello di identificare alcuni punti fermi di questo apparente delirio letterario. Non sta a me fornire una bussola veritiera per orientarsi nell’oscuro universo di Laiseca, che tra l’altro conosco solo per sparsi frammenti: posso però mettere insieme alcune considerazioni, che nascono dalla lettura attenta e divertita di un racconto contenuto nella raccolta Uccidendo nani a bastonate (Salerno, Arcoiris 2016), ovvero La mummia del clavicordio.

Elenchiamo alcuni esempi o invarianti formali.

1. La storpiatura dei nomi dei personaggi, che possono anche divenire nomi parlanti: Roberto Prescott (ricorda William Prescott, tra l’altro) e Pedro Pecarí de los Galindez Fagián (che fa ridere solo a pronunciarlo). Si tratta di due egittologi che cercano la tomba di Tutancajkovskij nella Valle dei Re della Musica. La fusione ludica tra egittologia e musicologia è evidente.

2. La presenza di strumenti tecnologici bizzarri, inventati, quasi bambineschi: «una pistola a ultrasuoni che sparava la a raffica» (p. 42).

3. I riferimenti alla magia, all’esoterismo, all’occulto, in chiave però parodistica, come a esorcizzare un terrore reale del Mondo dell’Oscurità: «I sacerdoti le avevano dato l’ordine magico di intervenire solo nel caso in cui qualcuno avesse suonato lo strumento» (p. 45).

Continua a leggere

RETROTECA: Tadeusz Kantor, La Classe Morta

Ricostruzione dello spettacolo in base all’ultima versione manoscritta di Kantor, con registrazioni effettuate fra il 1976 e il 1991.
Trasmesso da RAI5 il 06/04/2015, in occasione del centenario della nascita dell’autore.

RETROTECA: http://www.youtube.com/user/retroguardia

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén