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Orizzonte degli eventi

a cura di Francesco Sasso

Mese: Giugno 2016

Lezioni di Storia organizzati dagli Editori Laterza

Primo ciclo di lezioni (2013-2014): I giorni di Trieste

Nove grandi storici raccontano nove momenti cruciali per Trieste: dalla antichità all’età contemporanea saranno rievocati gli eventi che hanno fatto la sua storia.

27 ottobre 2013  (senza video)
Giusto Traina, LA CITTÀ ANTICA – Tergeste: la colonia romana

3 novembre 2013  (senza video)
Paolo Cammarosano, LA CITTÀ MEDIEVALE – 1382: la dedizione di Trieste all’Austria

17 novembre 2013  (senza video)
Luigi Mascilli Migliorini, LA CITTÀ NAPOLEONICA – 1797: Napoleone conquista Trieste

1 dicembre 2013   (con video)
Simona Colarizi, LA CITTÀ DELL’IRREDENTISMO – 1882: l’impiccagione di Guglielmo Oberdan

15 dicembre 2013  (con video)
Mario Isnenghi, LA CITTÀ IN GUERRA – 1914: “Trieste deve tornare all’Italia”

12 gennaio 2014  (con video)
Quirino Principe, LA CITTÀ DELLA CULTURA – 1918: Finis Austriae

26 gennaio 2014  (con video)
Marta Verginella, LA CITTÀ DELLE NAZIONALITÀ – 1920: l’incendio del Narodni dom

9 febbraio 2014  (con video)
Raoul Pupo, LA CITTÀ IN BILICO – 1945: la corsa per Trieste

23 febbraio 2014  (con video)
Andrea Graziosi, LA CITTÀ CONTESA – 1954: la restituzione di Trieste

 

Secondo ciclo di lezioni (2014-2015):  Guerra 1914-1918

È il 2 luglio del 1914. I corpi dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo e della moglie Sofia sfilano in corteo per le strade di Trieste. Il loro funerale è la prima sequenza del funerale d’Europa. In pochi mesi il mondo intero sarà segnato da una guerra senza precedenti per strategie, per impiego di mezzi tecnologici e per numero di morti.

18 gennaio 2015  (con video)
Emilio Gentile, PROLOGO. A Trieste il funerale d’Europa

25 gennaio 2015  (con video)
Gian Enrico Rusconi, DIPLOMAZIA. 1914: la neutralità italiana davanti all’Europa

1 febbraio 2015  (con video)
Nicola Labranca, MODERNITA’. Futuro e arcaicità nella guerra combattuta

15 febbraio 2015  (con video)
Antonio Gibelli, SCRITTURA. Lettere, diari e memorie di gente comune

8 marzo 2015  (con video)
Bruna Bianchi, RIBELLIONE. Resistenze alla guerra: disertori e folli

15 marzo 2015  (con video)
Alessandro Barbero, DISFATTA. I fallimenti di Caporetto

29 marzo 2015  (con video)
Giovanna Procacci, SOCIETA’. Il fronte interno

12 aprile 2015  (con video)
Sergio Luzzatto, CORPO. Il milite ignoto, figlio d’Italia

26 aprile 2015  (con video)
Paolo Rumiz, EUROPA. Viaggio sui fronti degli altri

 

Terzo ciclo di lezioni (2016): La storia nell’arte

L’arte è una straordinaria fonte per comprendere il passato; dal mondo antico a oggi i pittori e gli scultori hanno raffigurato la realtà, conosciuta e immaginata, dando corpo e memoria alle idee e agli avvenimenti del proprio tempo, fissando su tela e marmo la loro testimonianza immortale e unica.

17 gennaio 2016 (con video)
Alberto Mario Banti, LA BORGHESIA IN MOSTRA – a partire da «Il balcone» di Edouard Manet

24 gennaio 2016 (con video)
Maria Giuseppina Muzzarelli, ADAMO, EVA E LA ‘SERPENTA’ – a partire da un particolare della volta della Cappella Sistina di Michelangelo Buonarroti

7 febbraio 2016  (con video)
Giulio Mellinato, CRESCITA E SVILUPPO? – a partire dalla “Prosperità commerciale di Trieste” di Cesare Dell’Acqua

14 febbraio 2016  (con video)
Massimo Firpo, FALSI RITRATTI – a partire dai volti di due celebri fiorentini, Niccolò Machiavelli e Alessandro de’ Medici

21 febbraio 2016  (con video)
Anna Foa, L’ACCUSA DEL SANGUE – a partire dalla predella sul “Miracolo dell’Ostia profanata” di Paolo Uccello

6 marzo 2016  (con video)
Paolo Possamai, TRIESTE SI RACCONTA – a partire dai fregi e dalle decorazioni di Palazzo Carciotti e Palazzo Stratti

20 marzo 2016  (con video)
Maurizio Viroli, POTERE E GIUSTIZIA – a partire dalle Allegorie del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti

3 aprile 2016  (senza video)
Andrea Giardina, LA PATRIA E LA BELLA MORTE – a partire da “Il giuramento degli Orazi” di J.-L. David

10 aprile 2016  (senza video)
Emilio Gentile, D’ANNUNZIO E MUSSOLINI RIVALI – a partire da un disegno sul “Sesto centenario dantesco” di E. Anichini

Fonte: http://lezionidistoria.triestecultura.it/

Remainders n.17: Miguel de Cervantes Saavedra , “Don Chisciotte della Mancia”

Don Chisciotte della ManciaMiguel de Cervantes Saavedra , Don Chisciotte della Mancia

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di Francesco Sasso

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Miguel de Cervantes Saavedra è l’autore del Don Quijote, unito alla sua creatura in un binomio indissolubile, quasi una persona sola, è la grande figura, l’emblema della letteratura spagnola, l’immagine stessa della Spagna.

Per quanto nulla di certo si sappia sulla data di composizione del Don Chisciotte si può ritenere che la trama ne sia stata abbozzata, forse come novella, durante uno dei periodi trascorsi dall’autore nelle carceri di Andalusia. Quando Cervantes giunse a Valladolid nel 1603, la prima parte del Don Chisciotte era terminata; il libro fu pubblicato nel 1605 ed ebbe successo immediato. Nel 1614 ne erano già state stampate otto edizioni; questa larga diffusione spinse uno scrittore rimasto anonimo a pubblicare con lo pseudonimo di Alonso Fernàndez de Avellaneda una grossolana continuazione delle avventure di Don Chisciotte. A questo falso va riconosciuto di aver spronato il Cervantes a completare ed a pubblicare l’autentica continuazione delle avventure dell’ingenioso hidalgo, che, pubblicate nel 1615 a Madrid, immediatamente spegnevano la facile ilarità suscitata dal misterioso Avellaneda.

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SUL TAMBURO n.19: Donatella Giancaspero, “Ma da un presagio d’ali. Poesie”

Donatella Giancaspero, Ma da un presagio d'aliRIMUOVERE IL SUPERFLUO. Donatella Giancaspero, Ma da un presagio d’ali. Poesie, Milano, La Vita Felice, 2015

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di Giuseppe Panella

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“Rimuovere il superfluo” dal dettato lirico e linguistico sembra la parola d’ordine di questo prezioso libretto di versi che distilla il percorso poetico di lunghi anni di riflessione di Donatella Giancaspero:

«Eppure vorremmo / rimuovere / tutto il superfluo / da noi stessi, raschiare via / ogni vanità / e la finzione, / che oscura l’animo / e ci fa vili, / soli / nella vita. // Vorremmo possedere / il nucleo / primigenio del cuore, / cellula intatta, / da cui rinascere / così chiari ed essenziali, / come lo spazio / che si rinnova infinito / nella tua mente / e si fa luce in movimento, / si fa suono, vento… // e strada, / ancora strada / da percorrere» (p. 55).

Quella di cogliere “il nucleo primigenio del cuore” è l’aspirazione poetica all’impossibile, all’impervio, all’assoluto, è volontà di cedere al rilievo infinito dei sentimenti che si propongono così come sono, senza scorie e senza compromessi, come sensazioni pure e incoercibili.

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CRESTOMAZIA 21: Gyula Illyés, “Fantasma”

FANTASMA

Stamani, l’aria è di vetro:
stupito, cammino attraverso un muro di cristallo
e un altro muro,
perché tu veda − anche se
di sera il mio cuore si incrina −
com’è semplice
vivere un miracolo
vivere ancora.

(Traduzione di Umberto Albini)

da “La vela inclinata”, Edizioni S. Marco dei Giustiniani, Genova, 1980


“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

Vogliamo il colonnello di Arlt. Roberto Arlt, “Saverio, il Crudele / L’isola deserta”

Roberto Arlt, Saverio, il Crudele, L'isola desertaRoberto Arlt, Saverio, il Crudele / L’isola deserta, Traduzione di Raul Schenardi e Violetta Colonnelli, Postfazione di Carolina Miranda, Salerno, Edizioni Arcoiris, 2016, pp. 120, euro 11,00.

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di Primo De Vecchis

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Torno ad occuparmi ciclicamente dello scrittore argentino Roberto Arlt (1900-1942), poiché da una parte aumentano le iniziative editoriali di traduzione e recupero delle sue opere “minori”, e dall’altra reputo che uno scrittore così immerso nel suo presente risulti oggi ancora attuale. Il motivo è presto detto. Nessuno come Arlt seppe descrivere la rovinosa inquietudine che percorse il globo negli anni Trenta, subito dopo la grande crisi economica del ’29 (insieme ad Alfred Döblin e a pochi altri). Nessuno come Arlt (in Argentina e altrove) seppe dare voce in modo grottesco alle paure e ai deliri di una classe media urbana, di piccolo-borghesi “bottegai”, piombati d’un tratto nella precarietà quotidiana, e terrorizzati dall’idea di un repentino declassamento sociale, che li avrebbe condotti alla miseria. Il piccolo-borghese minacciato dalla crisi, ansioso, delirante, invidioso, razzista, si trasforma sempre in un mostro, ma soprattutto consegna il potere (democraticamente o accettando passivamente un golpe militare) all’Uomo Forte, al Salvatore della Patria, al Capo in grado di ripristinare l’ordine con ogni mezzo. I romanzi urbani di Roberto Arlt (I sette pazzi, I lanciafiamme) hanno affrontato questi temi con maestria, parodiando la figura del “capo carismatico” (per citare Max Weber), che si afferma in Europa a partire dal fascismo italiano, per poi diramarsi nel nazismo e nel franchismo. È noto inoltre quanto le caste militari argentine fossero affascinate dalle ideologie totalitarie fasciste europee (benché non ne condividessero in parte un certo “populismo”). Il golpe militare del 6 settembre 1930 del generale José Félix Uriburu si autodefinì “rivoluzione”, il che suona quasi come una farsa, considerando che c’è ben poco di rivoluzionario in un golpe militare reazionario, repressivo, appoggiato dai “bottegai”. Roberto Arlt da sagace giornalista immortalò quelle vicende nei suoi articoli di costume per «El Mundo». Non solo, fu inviato dal suo giornale come corrispondente in Europa tra il 1935 e il 1936, per seguire gli sviluppi della crisi politica in Spagna, che sarebbe sfociata nella guerra civile. Soggiornò anche in nord Africa. Al ritorno dai suoi viaggi, cominciò a dedicarsi ancora più proficuamente al teatro.

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CRESTOMAZIA 20: Attila József, “L’inventario è pronto”

L’inventario è pronto

Confido in me fin dall’inizio –
Per chi non ha niente, non è che costi molto;
ad ogni modo non più che all’animale, che se ne va
per sempre. Pur avendo paura
ho retto al mio posto – son nato
mi sono messo insieme e mi sono distinto.
Ho anche pagato, secondo il dovuto
e a chi mi ha datisgrato, l’ho ripagato con l’amore.
Se donna si è intrattenuta con me per darmi ad intendere
davvero io l’ho creduta – e si contenti!
Ho lucidato navi, ho impanato la gramigna,
tra signori intelligenti ho fatto il finto tonto.
Ho smerciato semi di girasole, pane, libri
giornali, versi – quel che al momento era più facile.
Non in lotte trionfali, né col cappio al collo,
avrò fine in un letto, come spero a volte.
Come che sia, ormai l’inventario è pronto.
Ho vissuto – e di ciò sono morti altri.

Traduzione di Edith Bruck


“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

Psicologia e scuola: Mag-Giu 2016 n. 45

Sommario del numero
  • STARE BENE A SCUOLA
    L’insegnante tra lavoro e salute: il Work-Health Balance 
    a scuola   
    M. Miglioretti, A. Gragnano
  • RELAZIONI E AFFETTIVITÀ
    Gli educatori e la solitudine del bambino –
    P. Corsano
  • APPRENDIMENTI
    Non solo numeri: imparare a pensare attraverso i problemi  
    S. GermagnoliUna didattica per l’educazione  
    A. Borsese
  • DSA E BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
    Allievi disattenti e iperattivi e mappe concettuali 
    D. FedeliLe immagini aiutano gli studenti con difficoltà di attenzione a studiare i testi? 
    A. Antonietti, P. Iannello, E. Zugno

Rubriche

  • CHE FARE CON…
    I bambini che devono affrontare un lutto
    Risponde Diletta Arzilli
  • UNO SPAZIO PER DIRE
    La qualità delle relazioni per stare bene nel sistema classe
    di F. Cantaro
  • ESPERIENZE
    Il doposcuola come strumento di crescita
    di N. Giacopuzzi
 Qui trovi la rivista

Folio.net (giugno 2016)

Numero di giugno della rivista Folio.net (didattica dell’italiano).

Ecco l’indice del numero:
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E DI SECONDO GRADO
I compiti delle vacanze: pro e/o contro? Interviste ad Agostino Miele e Maurizio Parodi

Tra pochi giorni le lezioni saranno concluse; per alcuni studenti si aprirà la breve, ma intensa, stagione degli esami di stato conclusivi (della scuola secondaria di primo o di secondo grado), ma per tutti gli altri si spalancheranno le porte del meritato riposo… Normalmente il periodo estivo per gli studenti è accompagnato dai compiti delle vacanze, un rito ripetitivo e stanco e perciò non sensato, secondo alcuni, una pratica necessaria e salutare, secondo altri. Ormai da qualche anno in Italia la questione è discussa: già due ministri dell’istruzione si sono espressi contro, nel 2012 Francesco Profumo e nell’estate 2013 Maria Chiara Carrozza sono stati molto critici sui compiti estivi.
Il consenso sulla necessità di non caricare troppo i ragazzi di lavoro durante l’estate (ma anche durante l’anno scolastico) è piuttosto unanime. Per alcuni però non si tratta solo di limitare la misura dei comp iti: questi dovrebbero proprio essere aboliti. Per altri invece i compiti conservano un valore fondamentale.
Abbiamo chiesto a due dirigenti scolastici di presentarci le ragioni a favore e quelle contro l’assegnazione di compiti per il periodo estivo.

I compiti delle vacanze sono un esercizio utile: intervista ad Agostino Miele

I compiti delle vacanze sono un ossimoro: intervista a Maurizio Parodi

SUL TAMBURO n.18: Paolo Marati, “L’intrusione delle onde anomale”

Paolo Marati, L'intrusione delle onde anomalePaolo Marati, L’intrusione delle onde anomale, Siena, Barbera Editore, 2014

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di Giuseppe Panella

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Nella vita quotidiana, chi aspira alla normalità talvolta si trova di fronte a delle esperienze o a delle condizioni di vita che trova anormali e che, quindi, rifiuta come “intrusioni anomale” – tali anomalie, però, permettono alla soggettività di svilupparsi in direzioni e in ambiti che altrimenti rimarrebbero soffocate sotto la cappa di piombo di un vivere grigio e sempre uguale.

Nel suo primo romanzo, Paolo Marati sviluppa, in maniera contrastata e spesso provocatoria, questo concetto che solo apparentemente deriva dalla fisica ondulatoria ma che più propriamente può essere ricondotto all’esperienza di forme di vita che sono presenti nel tessuto sociale corrente ma sfuggono allo sguardo di chi non sa coglierle.

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RETROTECA: Il gabinetto del dottor Caligari (1920) di Robert Wiene.

Il gabinetto del dottor Caligari (Das Cabinet des Dr. Caligari) è un film muto del 1920 diretto da Robert Wiene.

RETROTECA: http://www.youtube.com/user/retroguardia

l’Ulisse n.19: Forme ed effetti della scrittura elettronica

Editoriale

Il numero 19 de L’Ulisse intende indagare gli effetti del word processing, e più in generale dell’ambiente elettronico e della rete, sulle strutture stilistiche, retoriche, verbo-visive e macrotestuali delle scritture poetiche e narrative contemporanee. Sono individuabili, a tale proposito, forme inedite o ibride, che non si lascino spiegare se non in riferimento all’interazione con i nuovi media? Vi sono fenomeni di lunga durata, legati alla persistenza di forme tradizionali, ed eventualmente alla loro reviviscenza grazie alle tecnologie attuali? Si tratta di un territorio d’indagine ancora per lo più inesplorato e trasversale, rispetto al quale il numero presenta una prima, parziale incursione, che ci è parsa necessaria poiché a nostro avviso tale problematica coinvolge le scritture contemporanee nel loro complesso, su diversi fronti, e nei prossimi anni dovrà impegnare intensamente la critica, i cui paradigmi sono ancora tarati per lo più su un contesto precedente. Un territorio che richiede indagini che prendano in esame nuovi generi, modalità inusuali di frequentare i generi tradizionali, ed anche eventualmente pratiche di scrittura nate direttamente dalla rete.

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CRESTOMAZIA 19: José Hierro, “ACCANTO AL MARE”

ACCANTO AL MARE

Se muoio, che mi mettano nudo,
nudo accanto al mare.
Saranno le acque grigie il mio scudo
e non si dovrà lottare.

Se muoio che mi lascino da solo.
Il mare è il mio giardino.
Non può, chi amava le onde,
desiderare un’altra fine.

Sentirò la melodia del vento,
la misteriosa voce.
Sarà finalmente vinto il momento
che miete come falce.

Che miete incubi. E quando
la notte inizierà ad ardere,
sognando, singhiozzando, cantando,
io nascerò di nuovo.

(1953)

José Hierro, Poesie scelte, a cura di Alessandro Ghignoli, Raffaelli Editore, Rimini 2003

 


 

“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

Laboratorio Formentini: eventi giugno (Milano)

Giu 07

15:0017:00
Open Day Mimaster illustrazione
Di: Mimaster Illustrazione
– Incontro per soli iscritti
18:0019:30
Invenzione editoriale – Libri involontari
Di: Laboratorio Formentini per l’editoria
– Incontro aperto
Giu 08
18:0019:30
Tradurre in versi attraverso le immagini
Di: Il Castoro
– Incontro aperto
Giu 09
15:0019:00
Il regolamento UE sulla privacy
Di: InfoTech Law Firm
– Incontro aperto
19:3021:00
Poesia e ambiente: Marcia Theophilo
Di: La Casa della Poesia
– Incontro aperto
Giu 11
10:0017:00
Tradurre dallo svedese
Di: Swedish Arts Council
– Incontro per soli iscritti
14:0018:00
Distinguersi per non estinguersi
Di: AITI Lombardia
– Incontro per soci
Giu 12
10:0017:00
Tradurre dallo svedese
Di: Swedish Arts Council
– Incontro per soli iscritti
Giu 13
09:0018:00
Stabilire e mantenere una relazione di qualità
Di: Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri
– Incontro per soli iscritti
Giu 14
15:0017:00
Open Day Mimaster illustrazione
Di: Mimaster Illustrazione
– Incontro per soli iscritti
Giu 15
14:0018:00
Le buone pratiche del teatro
Di: Associazione Culturale Ateatro
– Incontro aperto
Giu 16
19:3021:00
Padri
Di: La Casa della Poesia
– Incontro aperto
Giu 18
20:0023:30
La notte bianca del libro e dei lettori
Di: Letteratura Rinnovabile, piedipagina e Laboratorio Formentini per l’editoria
– Incontro aperto
Giu 21
15:0017:00
Open Day Mimaster illustrazione
Di: Mimaster Illustrazione
– Incontro per soli iscritti
19:3021:00
Guido Gozzano
Di: La Casa della Poesia
– Incontro aperto
Giu 23
18:0019:30
Ci manchi!
Di: Laboratorio Formentini per l’editoria
– Incontro aperto
Giu 28
15:0017:00
Open Day Mimaster illustrazione
Di: Mimaster Illustrazione
– Incontro per soli iscritti
Giu 30
19:3021:00
Oltre il Bloomsday: leggere l’Ulysses di Joyce
Di: La Casa della Poesia
– Incontro aperto
FONTE: http://www.laboratorioformentini.it

Wabi

Lo stile di vita che Massimo Carloni ha raffinatamente dipinto con il termine giapponese wabi: «minimalismo esistenziale che disdegna la ricchezza, il potere e l’onore, a vantaggio di una pienezza tutta interiore, d’una nobiltà di spirito che attinge l’essenziale, ossia la consapevolezza del vuoto e della fluttuante transitorietà di tutte le cose» (p. 10).

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