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Orizzonte degli eventi

a cura di Francesco Sasso

Mese: Dicembre 2015

SUL TAMBURO n.10: Alfonso Cardamone, “Dell’entropia ancora. Versi”

Alfonso Cardamone, Dell'entropia ancoraAlfonso Cardamone, Dell’entropia ancora. Versi, prefazione di Marcello Carlino, Roma, Cultura e dintorni Editore, 2015

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di Giuseppe Panella

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Alfonso Cardamone ritorna alla poesia dopo Diario del mare (Cosenza, Pellegrini, 2011) con una nuova plaquette di versi scabri e accuratamente torniti come sassi lavorati da tormentose maree estive. L’entropia appare come allegoria di una condizione poetica (e non solo esistenziale) che lega la vita quotidiana di ognuno allo sforzo di ricavarne una plausibile (anche se impossibile) spiegazione che non sia banale o cursoria, accidentale o elusiva.

Scrive Marcello Carlino nella sua Prefazione, lucida e perentoria nella sua vocazione affabulatrice:

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“È guasto il giorno”. Il gusto dell’utopia




copertina di Marco PalladiniQui le croirait! on dit, qu’irrit contre l’heure /

De nouveaux Jousués au pied de chaque tour /

Tirainet sur le cadrans pour arrêter le jour

anonimo

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di Antonino Contiliano

Irritato contro il tempo presente, l’anonimo poeta della “Rivoluzione francese”, in corso gli avvenimenti, spara sulle lancette dell’orologio per arrestarne il giorno cui era stata assegnata la funzione di scandire la permanente continuità d’essere etico-politico travolto, e segnalare l’inizio di una svolta simbolica differente. Ma in questo frammento poetico, anonimo non è solo l’autore della scrittura in versi, anonimo è anche l’ipotetico lettore espresso con l’impersonale “on dit”, in quanto espressione di un’astrazione generica quanto generale e impersonale che riguardava tutti (il “noi” come molteplicità di “io” in movimento relazionale) e nessuno in particolare!

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IL TERZO SGUARDO n.50: Rossana Cavaliere, “Leonardo Sciascia e le immagini della scrittura. Il poliziesco di mafia dalla letteratura al cinema”

Rossana Cavaliere, Leonardo Sciascia e le immagini della scritturaRossana Cavaliere, Leonardo Sciascia e le immagini della scrittura. Il poliziesco di mafia dalla letteratura al cinema, Pisa, Felici, 2015

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di Giuseppe Panella*

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Leonardo Sciascia è stato tra gli scrittori italiani più importanti del Novecento quello che è stato maggiormente prediletto dai registi e dai produttori cinematografici. Quasi tutta la sua opera romanzesca è stata trasferita sullo schermo sia al cinema che in televisione, con risultati spesso pregevoli e importanti (anche se talvolta non graditi dall’autore stesso che ne parlò, in relazione alla loro uscita, in termini poco elogiativi1). Inoltre l’aspirazione di Sciascia sarebbe stata quella di diventare egli stesso un cineasta anche se tale desiderio non si sarebbe potuto realizzare mai. In uno scritto pubblicato poco prima della morte e poi rifluito in Fatti diversi di vita civile e letteraria2, il valore dell’esperienza e della scrittura cinematografica andava al di là del puro e semplice “piacere dello spettatore” per divenire una vera e propria metafora della conoscenza.

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Una galassia per 10 poesie

Antonino Contilianodi Giacomo Cuttone

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“OnDevaStar” è l’ultimo libro di poesie di Antonino Contiliano. Il libro esce per i tipi di EUREKA Edizioni (Associazione Culturale, Via T. Tasso, 30 – 70033 Corato, Bari 2015; [email protected]). Curata da Oronzo Liuzzi e Rossana Bucci, la nuova raccolta poetica di Antonino Contiliano, “OnDevaStar”, è la quarta edizione con cui EUREKA porta a compimento il suo progetto editoriale di libri d’arte:
“100 esemplari in piccolo formato, numerati, firmati e personalizzati da interventi diretti degli autori con un loro segno distintivo di originalità che rende il libro un connubio unico di poesia e di arte”.

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Renzo Favaron, “Balada Incivile,tartufi e arlechini”

Renzo Favaron Balada Incivile,tartufi e arlechiniRenzo Favaron, Balada Incivile,tartufi e arlechini, Arcolaio edizioni, 2015, 110p., € 12

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di Alberto Mori

 

Nell’ultimo libro di Renzo Favaron Balada Incivile,tartufi e arlechini (Arcolaio edizioni, 2015), assistiamo ad un vero e proprio riorientamento del tempo e dello spazio dell’autore.
Siamo nel Nord Est della sua anima ed egli si incammina chiedendosi che cosa può lasciare e che cosa può portare via con sè:”Senza perdere di vista la luce che fa l’ombra uguale al corpo” poiché non è più tempo di indugio perché per raggiungere l’altra riva bisogna fare tomba di rimpianti ed è chiaramente finito anche il pronto soccorso delle metafore di poesia.

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