La scuola di transizione (‘200)

Nel Duecento i poeti toscani, secondo me, rendono l’imitazione dei provenzali ancor più gretta e pedante e diventano più oscuri e artificiosi dei siciliani nelle rime d’amore; però introducono due novità importanti, in primo luogo perché trattano anche di argomenti morali e politici, poi perché arricchiscono la lingua siciliana, prettamente aulica, cioè cortigiana, di forme […]

Da Saggi critici di F. De Sanctis: “Il critico è simile all’attore”

(Amanuense web) trascrivo: Il critico è simile all’attore; entrambi non riproducono semplicemente il mondo poetico, ma lo integrano, empiono le lacune. Il dramma ti dà la parola, ma non il gesto, non il suono della voce, non la persona; indi la necessità dell’attore. Togliete alla poesia drammatica la rappresentazione e rimarrà necessariamente un genere monco […]

Poesia realistica e sensuale (‘200)

In questo spazio elettronico abbiamo già accennato al Dolce stil novo, cioè la lirica del duecento che vide nell’amore l’essenza della perfezione morale umana e della donna colei che influisce beneficamente sull’uomo, ispirandogli i sentimenti più puri ed elevati che lo conducono a Dio. E’ però naturale che i poeti di questo periodo trovassero motivo […]