Lettera di un lettore a Biagio Cepollaro

Lettera di un lettore a Biagio Cepollaro di Francesco Sasso Le stagioni arrivano gradatamente, si fanno precedere da cauti messaggi, secondo leggi immutabili. Sono prima brevi annunci, che poi si definiscono in caratteri ben distinti, e pur mantengono aspetti diversi secondo l’ambiente e lo stato d’animo di chi le contempla. Così come le stagioni naturali, anche quelle letterarie che ci … Continue reading

Elogio degli amanuensi

Chi è scettico in materia di editoria elettronica, provi a pensare di non essere il solo nella storia della cultura ad avere dubitato delle nuove tecnologie applicate al libro. Scettici ce ne sono stati fin dall’invenzione della stampa: Giovanni Tritemio (1462-1516), abate del monastero benedettino di San Martino a Sponheim, scriveva nel De laude scriptorum, ovvero nell’Elogio degli amanuensi (1492), … Continue reading

Guido Guinizelli

Guido Guinizelli Il nome del Guinizelli (1240?- 1276) segna una tappa molto importante nella nostra storia letteraria, poiché questo poeta è considerato l’iniziatore del dolce stil novo, cioè di quella nuova lirica d’amore che, superate l’artificiosità, la convenzionalità e la durezza dei poeti fin qui considerati, vide nell’Amore l’essenza della perfezione morale umana e nella donna colei che influisce beneficamente … Continue reading

“Io uccido” di Giorgio Faletti

Recensione/schizzo #3 Premetto di aver letto Io uccido un mese fa, incuriosito dal successo ottenuto da Giorgio Faletti; per di più, non sono un lettore di romanzi di genere. Il libro è un thriller poliziesco, del tipo caccia al serial killer, privo di spunti originali, farcito di luoghi comuni del genere, compresa la figura del protagonista: poliziotto che cerca disperatamente di rifarsi un’esistenza … Continue reading

Il totem che ci inghiotte

Il totem che ci inghiotte. Uno dei motivi principali all’origine dei << racconti di fate >> è quello dell’iniziazione (il rito mediante il quale gli adolescenti vengono a far parte della comunità degli << uomini >>) citeremo solamente un esempio che si riferisce appunto a questo istituto. Nei racconti di un gran numero di popolazioni, si ritrova spesso il motivo … Continue reading

New Thing di Wu Ming 1

Recensione/schizzo #2 New thing è un bel libro. Esso ti trasporta in un periodo storico fondamentale degli Stati Uniti (’67, Martin Luther King, Malcolm X, Black Power, Pantere Nere, free jazz, quello di Archie Shepp, John Coltrane) e lo vivi, lo afferri, ci sei dentro, respiri quell’aria. In più, è scritto con una precisione e una sicurezza che ti brucia … Continue reading

Beat Generation & bop

Fin dal suo atto di nascita, il linguaggio della Beat Generation è stato linguaggio musicale. I riferimenti di Kerouac & soci erano Charlie Parker e Thelonious Monk, Miles Davis e Art Blakey, Charlie Mingus e Dizzy Gillespie. Ritmo della sintassi, struttura associativa e spesso analogica della frase venivano da lì, dalla nuova forma bop del jazz del dopo-guerra. Il linguaggio … Continue reading

Critica della lettura di Vittorio Spinazzola

Una lettura feconda ci modifica, ci arricchisce: <<Una via privilegiata per fuoriuscire dai limiti della prassi esistenziale consiste nell’aprire il campo dell’immaginazione. Ecco un modo agevolmente perseguibile per risanarci interiormente dei danni, delle frustrazioni accumulati giorno per giorno, ad opera non solo degli altri ma, quel ch’è peggio, di noi stessi. La finzione ci permette di vivere quante altre vite … Continue reading

“Questo è il giardino” di Giulio Mozzi

di Francesco Sasso Gli otto racconti de Questo è il giardino sono storie dell’accadimento minimo. Nota dominante dei racconti di Mozzi è il massimo livellamento delle distanze tra il personaggio e il lettore, tra la realtà e i simboli. Nei racconti di Questo è il giardino due livelli di significato diversi, quello reale e quello simbolico, si incontrano e dialogano … Continue reading

“Per cosa si uccide” di Gianni Biondillo

di Francesco Sasso Leggendo Per cosa si uccide di Gianni Biondillo, pubblicato da Guanda nel 2004, si noterà subito una cosa: omicidi ed enigmi vi sono ammessi, purché in piccolo formato e solo come pretesti narrativi. Infatti, a mio parere, lo scrittore milanese non imbastisce schemi narrativi studiatamente congegnati, bensì s’impegna “sentimentalmente” per ritrarre l’anima di una città (Milano), di … Continue reading