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Orizzonte degli eventi

a cura di Francesco Sasso

Mese: Febbraio 2018

1915-1918: i fumetti in trincea

1915-1918: i fumetti in trincea

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di Claudio Bertieri

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Quando si stava profilando il centenario del primo conflitto mondiale, un po’ dappertutto sono iniziati ad apparire progetti di mostre, di eventi, rievocazioni, testimonianze, riletture storiche, analisi critiche e via sunteggiando. Molti indubbiamente i testi riuniti assieme, da semplici ricordi personali a più strutturate indagini prospettive, i quali, nel loro insieme, hanno accostato argomenti al massimo disparati. Comunque, recando in ogni caso un utile contributo alla rievocazione di una immane tragedia che l’arte figurativa, il cinematografo, la narrativa, la satira, la cartellonistica, e sicuramente ancora altre forme creative, non hanno ignorato di accostare.

Probabilmente, tra tanto scrivere, parlare, esporre, indagare, un particolare capitolo, senz’altro di variante tensione e mutevole sguardo, non ha goduto di altrettanto interesse. Quindi, di una indagine ampia ed approfondita che ne ponesse in rilievo la non risicata partecipazione al drammatico evento, seppure espressa in maniera contrastante, giacché le atmosfere della sua presenza trapassano -nonostante la diversa nazionalità- dall’acceso entusiasmo alla ferma denuncia, dal patriottismo esaltato alla testimonianza di una realtà amara e sofferta. Per dirlo in stretti termini, dal sorriso che tende ad allentare la tensione al rispetto della verità.

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SUL TAMBURO n.66: Franco Manescalchi, “Riviste di poesia del secondo Novecento a Firenze”

Franco Manescalchi, Riviste di poesia del secondo Novecento a Firenze nella memoria di Franco Manescalchi, Firenze, Polistanpa, 2017

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di Giuseppe Panella

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Quale è stato il ruolo di Franco Manescalchi nella cultura poetica del secondo Novecento a Firenze?

In che modo questo ruolo è stato centrale non cos’altro che a livello di testimonianza?

Il libro, attraverso la memoria evocata e ancora viva dei fatti, cerca di dare una risposta a questa domanda. Le riviste le cui vicende vengono riproposte ed evocate nel nucleo centrale del libro sono state parte importante della ricostruzione culturale del paese all’alba della caduta del fascismo e in vista della fondazione di una nuova coscienza morale e politica per l’Italia repubblicana appena nata. Nel primo dopoguerra, infatti, insieme alla continuazione di riviste già consolidate e nate in periodo fascista (L’Approdo di Carlo Betocchi, Letteratura di Alessandro Bonsanti, ecc.), sorgono e vivono, spesso come meteore, espressioni di gruppi ristretti di intellettuali e di scrittori che si pongono il compito di svecchiare la cultura provinciale fiorentina (e italiana), proponendo giovani autori, rilanciando correnti e personaggi apparentemente dimenticati, creando occasioni d’incontro e di amicizia letteraria.

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Bibliografia sui DSA

Obiettivi comuni a quelli della classe.

Modalità di svolgimento diverse.


Riferimenti Bibliografici 1

Berton, M.A., Lorenzi, E., Lugli, A., Valenti, A., Meloni, M. (2006). Dislessia Lavoro fonologico tra scuola dell’infanzia e scuola primaria. Firenze: Libri Liberi.

Bianchi, M.E., Rossi, V., Ventriglia, L. (2011). Dislessia: la legge 170/2010. Firenze: Libri Liberi.

Blandino, G; Granieri, B. (1995). La disponibilità ad apprendere, Milano: Raffaello Cortina

Bombi, A. S., Pinto, G. (2000). Le relazioni interpersonali del bambino, Roma: Carocci

Boscolo, P. (1998). Continuità, apprendimenti e competenze in un curricolo verticale, in “Gli istituti comprensivi”, Studi e Documenti degli Annali della P.I., n. 83

Canevaro, A. (2013). Scuola inclusiva e mondo più giusto. Trento: Erickson

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La Reggia di Versailles

Italian Journal of Educational Technology

Dal 1993, una rivista quadrimestrale di tecnologie didattiche

L’Italian Journal of Educational Technology (ex TD Tecnologie Didattiche) è una rivista open access che pubblica articoli di ricerca di taglio teorico, metodologico o sperimentale, nonché review della letteratura, nell’ambito delle tecnologie didattiche. La rivista si rivolge a ricercatori, studiosi e operatori del settore e accetta contributi su tutti i temi che riguardano le tecnologie didattiche in contesti formali, non-formali e informali, per tutte le età e i livelli scolari, la formazione professionale e l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, e in tutte le discipline e settori interdisciplinari.

http://ijet.itd.cnr.it/index

 

SUL TAMBURO n.65: Cinzia Della Ciana, “Passi sui sassi”

Cinzia Della Ciana, Passi sui sassi, prefazione di Adriana Gloria Marigo, Arcidosso (Grosseto), Effigi, 2017

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di Giuseppe Panella

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Si tratta della prima raccolta di poesie di Cinzia Della Ciana ad essere pubblicata in forma organica ma non è certo il suo primo tentativo di scrittura lirica e di messa in scena poetica del suo universo interiore. La tentazione della poesia, infatti, attraversa da sempre la sua scrittura e la sua modalità di intervento letterario e anche il suo romanzo d’esordio (Acqua piena d’acqua pubblicato per il medesimo editore nel 2016) non è mai privo di concessioni alla liricità di una narrazione densa di eventi descrittivi e non soltanto aneddotici o puramente narrativi.

Passi sui sassi è un libro “petroso”, scabro, rotto, frantumato, impietoso. Scrive Adriana Gloria Marigo nella sua densa Prefazione alla raccolta della Della Ciana:

«In questo scenario petroso, la parola di Cinzia Della Ciana segue la specchiatura: la parola è scelta e al contempo proviene dalle profondità psichiche, dagli ascendenti culturali, da certe radicalizzazioni geoantropologiche, dal centro di una terra che risuona di voci trecentesche, molto sonore. È parola che s’aggruma attorno al suono bruno di densità potente e arcaica, parola che sembra coniata nella fucina di Vulcano, parola che non necessita d’aggettivazione tanto s’avvale di specificità immediata, verticale, regale, austera e che si distende in stellazioni semantiche provenienti dalla capacità di rinnovare “i contorni più sottili delle parole” (Walter Pater)» (p. 8).

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SUL TAMBURO n.64: Amelia Casadei, “La grotta della Chimera”

Amelia Casadei, La grotta della Chimera, Firenze, Polistampa, 2017

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di Giuseppe Panella

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Chi abita la grotta della Chimera? Tanti personaggi bizzarri e misteriosi, tante figure diseguali e inespresse, tante occasioni perdute. La Chimera è il simbolo dell’imprevedibile e dell’aspirazione all’altrove, il suo volto impaurisce e sconvolge, il suo rito fondativo è l’aspirazione umana a trovare quello che non c’è laddove il piacere e il dolore si esauriscono e svaniscono tra i bagliori guizzanti della speranza e dell’amore.

 

Non so se fu un dolce vapore, / Dolce sul mio dolore, / Sorriso di un volto notturno: / Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti / E l’immobilità dei firmamenti / E i gonfii rivi che vanno piangenti /
E l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti / E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti / E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera (Dino Campana, Notturni. La Chimera)

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Crisi

Il termine crisi deriva dal greco Krino, che significa “separare”, ma anche “valutare”, “discernere”. Considerata la sua origine, questa parola può dunque assumere un significato positivo. Infatti se la crisi rappresenta da un lato un cambiamento traumatico rispetto alla situazione precedente, cioè un momento che separa ciò che viene dopo da ciò che era prima, contemporaneamente esso permette anche un momento di riflessione, di valutazione, che potrebbe costituire il presupposto per una rinascita.

E’ per questo che ogni rinascita spirituale ha bisogno della crisi.

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