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Orizzonte degli eventi

a cura di Francesco Sasso

Mese: Febbraio 2017

SUL TAMBURO n.34: Domenico Cacopardo, “Semplici questioni d’onore”

domenico-cacopardo-semplici-questioni-donoreDomenico Cacopardo, Semplici questioni d’onore, Venezia, Marsilio, 2016

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di Giuseppe Panella

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Concetto Granaleo, detto Tino, studente a Scienze Politiche, innamorato perso della cugina carnale Ornella che lo ricambia, è stato allevato dalla zia Antonia: la madre è morta quando lui era piccolissimo e il padre è scomparso da Messina il 31 dicembre 1943 e non ha più fatto avere alcuna notizia di sé. Il giovane è molto legato a uno dei suoi tanti cugini, Demetrio, con il quale ha condiviso esperienze di vita, di caccia e di aspirazioni al successo con le donne e con la futura professione. Ma una notte, al suo ritorno a casa in tarda notte, succede qualcosa: due individui pericolosi si introducono in casa convinti che il giovane non ci sia e uccidono la zia con un colpo di coltello in pieno petto. Tino sente tutto ma non si muove dal nascondiglio improvvisato di camera sua: in seguito accuserà se stesso di una vigliaccheria congenita e meschina, umiliante e vergognosa, ma salverà in questo modo la vita (come gli dice il cugino Demetrio cui confiderà la sua debolezza).

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Materiali seminari regionali 2016

Elvira Cretella, Progettare e valutare per competenze. Azione di accompagnamento per il rafforzamento delle conoscenze e competenze degli alunni del primo ciclo (3,022 KB)

Pier Cesare Rivoltella, Valutare e certificare le competenze (488 KB)

Dino Cristanini, Progettare il curricolo per competenze. Insegnare per sviluppare le competenze. Valutare e certificare le competenze (411 KB)

Luisa Zecca/Angela Pessina, Ambienti di apprendimento e didattica per competenze (1,573 KB)

Elisabetta Nigris, Progettare per competenze. Quali orizzonti possibili? (2,250 KB)

Mario Castoldi, Elaborazione unità di apprendimento: incontro del 28/11 (1,110 KB) e incontro del 12/12 (719 KB)

Franca Zuccoli, Progettare e valutare per competenze (1,785 KB)

Lilia Teruggi, Progettare e valutare per competenze prima parte (1,628 KB) e seconda parte (1,834 KB)

FONTE: http://usr.istruzione.lombardia.gov.it/aree-tematiche/didattica-per-competenze/materiali-seminari-regionali-2016/

Il coraggio di Cion. Intervista a Daniele La Corte

daniele-la-corte-il-coraggio-di-cionDaniele La Corte, Il coraggio di Cion, Fusta Editore, 2016, pp.208, € 16
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di Marino Magliani
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Magliani: La letteratura della Resistenza è un po’ strana, come per certi aspetti lo è la Resistenza. Si scrivono migliaia di libri sull’epopea dell’esercito scalzo, mostrandola da ogni angolatura, quota, marginalità, e poi occorre aspettare il 2016 per veder sulla copertina di un libro Il coraggio di Cion (Fusta Editore) di Daniele La Corte. Cosa c’è di strano? Una sola cosa: Cion, nome di battaglia di Silvio Bonfante, nato nel 1921 e morto nel 1944, è quanto di più leggendario, assieme a Felice Cascione, ha combattutto nazisti e fascisti sulle montagne e sulle colline imperiesi. Le battute che lasciano il tempo che trovano sarebbero pronte come i mortai partigiani piazzati contro la cima di Montegrande: Cion è il Che Guevara di noialtri. Ringraziandoti per aver colmato questa lacuna, mi chiedo perché si è atteso così tanto? Era così difficile recuperare le testimonianze, i documenti, o quella sua morte, il colpo di pistola che si è sparato davanti a sua madre per non cadere in mano al nemico nasconde ancora qualcosa? Inoltre, uno dei meriti di questo libro – assieme al pericolo di incorrere nel «sensazionale» da cui sei sfuggito – sta proprio nel non essere stato concepito come la solita narrazione di una morte annunciata.

La Corte: “Cion” è una figura che potremmo, a distanza di tanti anni dalla morte, definire mitica. E’ l’uomo che ha alimentato sogni attraverso una realtà cruda anche se a tratti fin troppo umana. Ricostruire le sue gesta, la sua vita e la sua tragica morte poteva essere esercizio più facile negli anni immeditamente dopo la guerra. Occorre però tenere ben presente come le due Chiese, quella cattolica e quella comunista, reagivano di fronte al suicidio. Bonfante è morto suicida per non cadere nelle mani del nemico. Il Dopoguerra vide il ricordo della Resistenza prevalentamente gestito dal Pci e solo in parte dai cattolici. C’era la separazione netta. Da una parte l’Anpi, l’Associazione Partigiani Italiani, vicina ai comunisti, dall’altra la FIVL, Federazione Italiana Volontari della Libertà, che vedeva prevalere i cosidetti partigiani bianchi. Silvio Bonfante non era l’icona da sostenere, da ricordare. Il suicidio era una macchia difficile da accettare, da cancellare. Scelsero Felice Cascione, medico, ideologo del Pci. Oggi posso dire di avere riportato alla luce un personaggio di indubbio valore umano e pratriottico. Pochi, quasi inesistenti i documenti su cui ricostruire il personaggio “Cion”. Indispensabili, importanti le testimonianze della sorella e di alcuni dei suoi uomini ancora in vita. I loro nomi aprono il libro con accanto i loro ricordi. Per me la morte di Silvio Bonfante non mette la parola fine al mio libro e il “sensazionale” sta nel fatto che non ho voluto mettere la parola fine. La resistenza del “Cion” non è finita e si incarna oggi nel bambino di Aleppo, nuovo coraggioso partigiano. Nella parte iconografica ho messo in evidenza i disegni dei bambini siriani in fuga dalla bombe e dalla morte. “Cion” ha combattutto per la pace, ma purtroppo la guerra continua. Tutto ciò è racchiuso nel dipinto del retrocopertina, opera realizzata dal pittore greco, perseguitato e condannato a morte del regime dei colonnelli, Giorgio Oikonomoy. L’artista ha tratto spunto dal mio libro per illustrare la conteporaneità del sacrificio del partigiano Bonfante.

M: Chi era dunque questo uomo dal fisico potente e il sorriso bianco, cattolico che ha saputo comandare e guidare rossi e bianchi contro un nemico ben più numeroso e meglio armato?
L: Era qualcosa di straordinario perché prima di prendere la decisione di salire in montagna ha meditato a lungo la scelta. Da credente, come aveva risposto alla chiamata della vocazione, aveva fatto la scelta di diventare “ribelle”. Alla madre, prima di lasciare la sua casa, disse «Devo andare lassù in montagna. Quei ragazzi sono pecore senza pastore». E qui viene fuori la sua religiosità, la mai sopita voglia di diventare pastore più di anime che di pecore. Nel suo caso, però, il suo essere pastore significava diventare comandante di un gruppo di sbandati malvestiti e male armati a cui far capire che il gregge doveva restare sempre unito per non diventare vulnerabile ai tanti lupi che popolavano le montagne.

M: Parlaci per favore dei testimoni, di come sei riuscito a convincerli.
L: Rispondere a questa domanda è facilissimo perché facilissmo è stato organizzare l’incontro con i testimoni. Nessuno si è tirato indietro. Tutti hanno collaborato con lucidità per ricostruire la storia. Ci sono voluti mesi di lavoro, ma è stata una bellissima esperienza che mi ha arricchito non solo sul piano storico ma anche umano.

M: Quando si parla di Resistenza (e questo si respira nel libro) si tocca la piaga della delazione. Mimmo Franzinelli ne fa un vero e proprio catalago, ma anche tu ti dedichi parecchio al fenomeno. Ce ne vuoi parlare?
L: Il delatore, la spia, non sono un fenomeno esclusivo della Resistenza. In qualsiasi guerra, sia essa armata piuttosto che politica o industriale, la figura di chi è pronto a tradire è sempre viva. “Cion”, come altri personaggi grandi e minimi della storia, ha dovuto fare i conti con più spie. L’ultimo atto della sua vita è stato scritto da una spia sulla quale però non c’è mai stata sicurezza. Si è parlato a lungo di un guardiacaccia indispettito dal fatto che i partigiani fecessero razzie nella riserva di cui era custode. Avrebbe segnalato la presenza dei partigiani ai tedeschi che così avbrebbero circondato la zona. A volte, però, la fantasia popolare non permette a chi cerca la verità di trovarla veramente, anzi mette il bastone tra le ruote.

M: Iniziavo con: la letteratura della Resistenza è strana, come lo è la Resistenza stessa per certi aspetti. Intendevo qualcosa che la mia generazione non è mai riuscita a spiegarsi, anche se tutto questo con Il coraggio di Cion ha poco a che fare, ed è che sono stati messi al muro fascisti e nazisti colpevoli di crimini ben minori di quelli commessi da boia come il capitano Ferraris di Ordine Pubblico e gente come costui è morta più o meno anziana in un letto. La domanda te la sei fatta naturalmente anche tu, come tutti, ma l’hai mai posta a chi una risposta potrebbe dovercela? Sono solo uno scrittore che si è occupato di narrazioni partigiane, il più delle volte di partigiani bianchi ai quali è stato imposto o con noi o contro (parlo del nostro microcosmo, la soffitta dell’Italia chiusa tra le Alpi Liguri), o di soldati tedeschi che tornano quarant’anni per spostare qualche scogliosa colpa come dei Sisifo. Tu no, tu hai parlato e le hai intervistate le persone che hanno lottato e popolato quei casolari. Tu non sei al primo libro sulla Resistenza ma in qualche modo hai tracciato un sentiero, hai rimpolpato un filone e l’hai fatto con onestà occupandoti sia di coraggiosi ignoti che di icone.
L: La lotta di Liberazione è stata un’esperienza irripetibile, come irripetibile è quanto hanno saputo scrivere i Padri della Patria nella nostra Costituzione. Le tante domande che ti poni e che poni avrebbero bisogno di fiumi di inchiostro che si riverserebbero soltanto in ipotesi. Unica certezza è che l’Italia democratica è nata anche grazie a quell’aministia che permise l’apertura delle carceri anche a chi aveva, tra mille nefandezze, aderito alla Repubblica di Salò. Oggi non bisogna più fare diversificazioni parlando di storia resistenziale, tra partigiani bianchi e rossi. Occorre solo ricordare che l’Italia è stata liberata grazie al coraggio di quegli uomini e di quelle donne che, come “Cion”, hanno dato la vita per cacciare nazisti e fascisti. La Resistenza è stata fatta da comunisti, democristiani, socialisti, repubblicani, liberali, monarchici e dai tanti senza partito che chiedevano soltanto di poter vivere liberi. Ma la domanda di come molti criminali abbiano vissuto indisturbati rimane viva, parte dei tanti misteri che costellano questo nostro mondo.

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[Leggi tutti gli articoli di Marino Magliani pubblicati su Retroguardia 2.0]

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SUL TAMBURO n.33: Mario Quattrucci, “Ogni giorno è quel giorno””

mario-quattrucci-ogni-giorno-e-quel-giornoMario Quattrucci, Ogni giorno è quel giorno. Versi, Torino, Robin, 2015

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di Giuseppe Panella

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Memoria / non è peccato fin che giova. Dopo / è letargo di talpe, abiezione / che funghisce su di sé (Eugenio Montale, La bufera) – è una delle quattro epigrafi che campiscono con nitore e secchezza espressiva sulla prima pagine del libro di Mario Quattrucci. Politico militante degli anni d’oro del Pci, operatore culturale (è Presidente del Premio Feronia Città di Fiano fin dalla sua fondazione), poeta e noto come il creatore della serie poliziesca legata alla Roma del commissario Marè (almeno dieci volumi ma potrei sbagliare il conto), il poeta romano si conferma autore duttile e capace di modulare tutte le gamme della scrittura lirica.

Ne è conferma questa sua ultima raccolta di poesie dove allo sperimentalismo delle poesie “in forma di rosa” (in un incontro-scontro-confronto con Pasolini) si mescola il lirismo della tradizione italiana e la capacità di legare “memoria e desiderio” (per citare solo di sfuggita Eliot).

Il poeta Quattrucci è scabro come una pietra pomice (quella del libellum di Catullo) e i suoi versi sono pervasi, da un lato, dalla nostalgia per un passato che è già trascorso e talvolta invano, dall’altro da una consapevole accettazione di un presente che non piace ma che pure bisogna prendere in considerazione e che è necessario, in qualche modo, accettare.

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Il caso Polleri: la scrittura tra follia e totalitarismo. Felipe Polleri, “Germania, Germania”

felipe-polleri-germania-germaniaFelipe Polleri, Germania, Germania!, A cura di Loris Tassi, Salerno, Arcoiris, 2016, pp. 220, euro 14,00.

Il caso Polleri: la scrittura tra follia e totalitarismo

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di Primo De Vecchis

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Può risultare interessante capire come funziona la prosa di Felipe Polleri, scrittore uruguaiano nato nel 1953 a Montevideo, autore del romanzo Germania, Germania!, edito da Arcoiris (collana: Gli eccentrici). Troviamo sempre un narratore in prima persona, che cattura la nostra attenzione con i suoi discorsi lucidi e al tempo stesso ossessivi. Mentre avanziamo nella lettura scopriamo dettagli sempre più inquietanti, bizzarri o meschini. Inoltre il narratore passa da un argomento all’altro con estrema disinvoltura, creando una sensazione di caos controllato. Gli episodi insignificanti e i dettagli nevrotici costituiscono la trama evidente di questa prosa, che avviluppa il lettore nella sua morsa, per non abbandonarlo più fino alla fine. A un certo punto si palesano delle fiammate di follia pura: «Questo, in fin dei conti, è solo un romanzo di guerra scritto da un morto, anzi da uno che morì due volte» (p. 31). Spuntano come funghi immagini allucinogene: «È che simpatizzo con i pazzi, oltre a diventare come loro di tanto in tanto» (p. 35). Ecco quindi arrivare marziani, nani, i Krak (un incrocio tra gli uomini e gli insetti). Eppure stiamo parlando di uno scrittore minore, che lavora nel controspionaggio al servizio degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale! Si chiama Christopher, come Marlowe, il tragediografo: infatti è inglese. Da ciò si evince che i temi del libro sono almeno due: la follia e il totalitarismo (nazista).

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SUL TAMBURO n.32: Simona Lo Iacono, “Le streghe di Lenzavacche”

simona-lo-iacono-le-streghe-di-lenzavaccheSimona Lo Iacono, Le streghe di Lenzavacche, Roma, Edizioni E/O, 2016

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di Giuseppe Panella

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Come può una famiglia di sole donne continuare a perpetuarsi se non fosse composta da streghe la cui attività meritoria (anche se considerata criminale) dura ininterrotta dal 1600? E’ il punto di partenza che scatena la scrittura di Simona Lo Iacono e la spinge a narrare una storia che trae origine in un determinato periodo storico (il 1938, l’anno del massimo consenso tributato al regime fascista in Italia) e si distende diacronicamente a raccontare le vicende di un paese e delle sue abitanti più ostinate e più straordinariamente coerenti nella resistenza al conformismo sempre imperante nella penisola e ai costumi bigotti e reazionari che lo contraddistinguono.

Le streghe di Lenzavacche (in realtà una piccola località nel comune di Noto che qui acquista respiro simbolico e molto più rilevante rispetto alla sua ampiezza topografica quasi a indicare e a prefigurare la lotta contro le prevaricazioni del Potere e la volontà di sconfiggerle sia pure parzialmente) è un romanzo che vuole indicare una strada e proporre delle soluzioni anche se si attiene al registro della narrazione storica di fatti quasi-veri.

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Storia e Geografia

Storia e Geografia

 Aggiornamenti, carte, video, approfondimenti, news, sitografie e molto altro per entrambe le discipline, offrendo anche materiali in ottica geostorica.

Qui il sito dell’editore Loescher:

https://storiageografia.loescher.it/

 

Normativa Disabilità

Normativa Disabilità – Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) – Bisogni Educativi Speciali (BES)

Disabilità

Disturbi Specifici dell’Apprendimento – DSA

Alunni con bisogni educativi speciali (Bes)

  • Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica – Chiarimenti – (Nota prot. n. 2563 del 22 novembre 2013)
  • Indicazioni operative concernenti la direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 recante “Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” – (C.M. n. 8 del 6 marzo 2013)

Disabilità – Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) – Bisogni Educativi Speciali (BES)

Disabilità

L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo. La scuola italiana, infatti, vuole essere una comunità accogliente nella quale tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità funzionali, possano realizzare esperienze di crescita individuale e sociale. La piena inclusione degli alunni con disabilità è un obiettivo che la scuola dell’autonomia persegue attraverso una intensa e articolata progettualità, valorizzando le professionalità interne e le risorse offerte dal territorio.

Linee guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità.

Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

Disturbi Specifici di Apprendimento
La Legge 8 ottobre 2010, nº 170 riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, denominati “DSA”.
Il diritto allo studio degli alunni con DSA è garantito mediante molteplici iniziative promosse dal MIUR e attraverso la realizzazione di percorsi individualizzati nell’ambito scolastico.

Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento

Bisogni Educativi Speciali (BES)

Gli alunni con disabilità si trovano inseriti all’interno di un contesto sempre più variegato, dove la
discriminante tradizionale – alunni con disabilità / alunni senza disabilità – non rispecchia pienamente la
complessa realtà delle nostre classi. Anzi, è opportuno assumere un approccio decisamente educativo, per il
quale l’identificazione degli alunni con disabilità non avviene sulla base della eventuale certificazione, che
certamente mantiene utilità per una serie di benefici e di garanzie, ma allo stesso tempo rischia di chiuderli in
una cornice ristretta. A questo riguardo è rilevante l’apporto, anche sul piano culturale, del modello
diagnostico ICF (International Classification of Functioning) dell’OMS, che considera la persona nella sua
totalità, in una prospettiva bio-psico-sociale. Fondandosi sul profilo di funzionamento e sull’analisi del
contesto, il modello ICF consente di individuare i Bisogni Educativi Speciali (BES) dell’alunno
prescindendo da preclusive tipizzazioni.
In questo senso, ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi
Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è
necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta.

Per saperne di più: Direttiva Ministeriale 27 Dicembre 2012

Marino Magliani, “Il creolo e la Costa”

marino-magliani-il-creolo-e-la-costaMarino Magliani, Il creolo e la Costa, Fusta editore, 2016, pp.155, € 16

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di Stefano Costa

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C’è qualcosa che nasce dalla penna di Marino Magliani e che riesce sempre, romanzo dopo romanzo, a narrare di uno specifico tassello di mondo: e per uno scrittore qual è Magliani, mi dico, quel mondo è sempre lo stesso, eppure in espansione.

Quest’illusione – quella di abitare un mondo unico e plurale assieme – è generata dalla specificità semantica: luce, solitudine, qualcosa che ha a che fare con il silenzio. Qui, ne Il creolo e la Costa, la semantica del silenzio è stata declinata all’esperienza dell’attraversamento. La figura principe – quella di Manuel Balgrano: il generale che ha dato i natali all’Argentina – è personalità storica e personaggio romanzesco insieme. Dal Nuovo continente al Vecchio, da Buenos Aires a Londra, da Londra a Costa d’Oneglia: l’attraversamento fisico è solo una rotta, niente più.

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Formazione. Associazione Italiana Insegnanti di Geografia

Ciclo di incontri rivolti ai docenti di Geografia e di Lettere della Scuola secondaria di I e II grado e agli studenti universitari

Comunicazione:

MIUR.AOODRLO.2267.02-02-2017
Filename : miur-aoodrlo-2267-02-02-2017.pdf (248 KB)

FOLIO.NET Anno 4 – numero 3

Qui la rivista:

https://it.pearson.com/aree-disciplinari/italiano/folio-net.html

Qui l’indice:

  • Tullio De Mauro: le maniere semplici di un grande maestro

    Tullio De MauroAPPROFONDIMENTI DISCIPLINARI – SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO

    Nella figura di Tullio De Mauro non c’è mai stata frattura tra la dimensione della ricerca accademica e quella dell’impegno civile, politico, e culturale nella vita del nostro paese. In tal senso si spiega la sua costante attenzione al mondo della scuola: De Mauro ha infatti lavorato ininterrottamente alla ridefinizione di una politica scolastica portatrice di un reale rinnovamento degli obiettivi, dei metodi e dei programmi.

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  • I Disturbi Specifici dell’Apprendimento

    DSA e BES

    Non è mai troppo tardi per riconoscerli e intervenire

    DIDATTICA INCLUSIVA – SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO

    In questo articolo cerchiamo di spiegare cosa si intende per DSA (e per BES) e quali sono i segnali a cui prestare attenzione durante le attività didattiche. L’eventuale certificazione non è il punto di arrivo ma il punto di partenza per costruire un piano didattico personalizzato per lo studente.

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  • Includere gli allievi con DSA e BES nelle lezioni di italiano

    Includere Allievi con DSA e BESDIDATTICA INCLUSIVA – SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

    In italiano gli studenti con DSA e BES possono avere problemi non solo nella lettura e nella scrittura, ma anche in grammatica e più in generale nello studio. In questo articolo diamo consigli concreti per favorire l’apprendimento degli studenti in difficoltà nelle lezioni di italiano (e non solo).

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  • Le difficoltà di letto-scrittura

    Le difficoltà di letto-scrittura

    Suggerimenti per rendere la didattica più efficace

    DIDATTICA INCLUSIVA – SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

    Quando possiamo parlare di difficoltà e quando di disturbo specifico dell’apprendimento? Chiarire i due ambiti e conoscere le differenze è fondamentale per proporre una didattica focalizzata e incisiva. Nella seconda parte dell’articolo forniamo alcuni suggerimenti operativi per aiutare gli studenti in difficoltà nella letto-scrittura e nella comprensione di un testo.

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  • Libri in classe – Haruki Murakami, Norwegian wood

    Libri in classe: Haruki Murakami, Norwegian woodCONSIGLI DI LETTURA – SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

    Titolo: Norwegian wood
    Autore: Haruki Murakami
    Editore: Einaudi
    Temi: crescita, amore, distacco, scelte di vita, perdita, dimensione del ricordo
    Destinazione: scuola secondaria di secondo grado

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  • Libri in classe – Booklist – Amore di libri

    Amori di libriCONSIGLI DI LETTURA – SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO

    In questo numero abbiamo stilato una booklist tutta dedicata all’amore… per la scuola secondaria di primo grado abbiamo privilegiato libri che raccontino la nascita e la dolcezza dell’innamoramento, mentre per quella di secondo grado le letture scelte affrontano aspetti più profondi dell’amore, toccando le dimensioni del ricordo, del sogno e della passione.

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[Milano] Ricerca universitaria e prassi scolastica

Pearson Academy e Istituto Gonzaga vi invitano al convegno “Ricerca universitaria e prassi scolastica: alcuni esempi per la costruzione di percorsi e/o moduli di lingua, civiltà e letteratura”, che si terrà in due giornate, mercoledì 22 e giovedì 23 febbraio 2017 a partire dalle ore 14.15 a Milano, presso l’Istituto Gonzaga, via Vitruvio 4.

 

Programma

Mercoledì 22
Ore 14.30 – 16.30
LUCA SERIANNI
Un esercizio cardine per l’italiano scritto: riassumere un testo
MASSIMO GIOSEFFI
Cosa evitare (e cosa no) nello studio della letteratura latina. Qualche istruzione per l’uso
Ore 16.30 – 17.00
Pausa
Ore 17.00 – 18.00
CARLO CAMPANINI
Storia della letteratura o letteratura della storia?

Giovedì 23
Ore 14.30 – 16.30
MARIO LENTANO
Memoria e potere. Censura intellettuale e roghi di libri a Roma antica
GIUSEPPE LANGELLA
Le ceneri dell’eroe. Metamorfosi e crisi del personaggio novecentesco
Ore 16.30 – 17.00
Pausa
Ore 17.00 – 18.00
MICHELE NAPOLITANO
Che futuro per il greco? Alcune riflessioni, e una proposta

 

Informazioni e iscrizioni

La partecipazione è gratuita. Pearson Italia è ente accreditato quale soggetto che offre formazione al personale della scuola (AOODGPER12676). I nostri eventi godono dell’esonero ministeriale e prevedono il rilascio dell’attestato di partecipazione.

Per informazioni e iscrizioni potete rivolgervi ai vostri consulenti di zona Caracciolo & Mariani.

Classe virtuale

 Fidenia


Sistema italiano online di creazione e gestione di classi virtuali, per lo sviluppo del social learning nella scuola, con funzionalità di e-learning, pubblicazione e distibuzione di contenuti, verifiche, calendario e registro elettronico.

 

 

 
 

 

Edmodo

Piattaforma didattica che consente di gestire la propria classe come gruppo virtuale.

 

 

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Alexandria

Ambiente di rete, prodotto e gestito da WikiScuola, che consente di pubblicare, condividere creare contenuti didattici digitali, in formati e licenze aperte (OER – Open Educational Resources). Funzioni di ricerca, metadatazione, esportazione in formato ePub3.

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Impari

 

Ambiente di social learning per la creazione e condivisione di contenuti didattici digitali e la gestione di classi virtuali, mappe concettuali, ebook, presentazioni.

 

 

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Le parole del reame

le-parole-del-reameÈ regola invariabile del potere che, le teste, è sempre meglio tagliarle prima che comincino a pensare, dopo può essere troppo tardi.

José Saramango

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di Antonino Contiliano

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Dimmi specchio del reame, quale fra le parole del bestiame è la più ricca di letame!

Il capitalismo non conosce trasformazioni se non per perpetuare se stesso. Il suo modello si basa sulle diseguaglianze, lo sfruttamento e le altre vie (già note, ma sempre più spesso dimenticate e/o negate come quella maestra della valorizzazione espropriativa) a proprio uso e consumo. Le sue asimmetrie di potere e la correlazione degli apparati che lo sostengono sono le chiavi del comando dei pochi che, potenti e padroni sui molti, ne beneficiano elevandosi a intoccabili. Non diverso orientamento, anzi più marcato e deciso, ha la fase in corso della sua riaccumulazione-ricapitalizzazione, quella che prende il nome di capitalismo finanziario. La fase che ha identificato economia reale e fittizia o virtuale che si voglia dire. Il nesso vitale cioè che, devastante, ne ha amplificato e intensificato il dominio di classe e lavorato per svuotare le stesse vecchie forme democratico-liberali, incrementare le diseguaglianze sociali, le povertà e l’immiserimento generale. Come dire che la macchina del capitalismo con i suoi proprietari e protettori non ha nessuna vocazione democratica (né ristretta né allargata). E di questa macchina tritatutto, una parte non indifferente è costituita da parole tipiche che fanno girare la ruota del commercio della comunicazione individuale e sociale.

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