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Orizzonte degli eventi

a cura di Francesco Sasso

Mese: Ottobre 2015

Alessandro Salvi, “Santuario del transitorio”

Alessandro Salvi, Santuario del transitorioAlessandro Salvi, Santuario del transitorio, L’arcolaio, 2014, pp. 61, € 11,00

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di Francesco Sasso

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Santuario del Transitorio di Alessandro Salvi (1976, Pola- Croazia) è una raccolta poetica articolata in tre sezioni, la prima della quale dà il titolo alla raccolta, la seconda si intitola Madrigali eroici, la terza sezione è Ladro di Tamerici. È una raccolta di sonetti, madrigali, sestine in cui Salvi illustra il transitorio: «Io vi parlo da questa / inospitale zona del sentire»

Questi componimenti hanno, qua e là, spunti di felice intuizione paesaggistica, scatti di ebbrezza panica e squisite modulazioni di ritmo.

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SUL TAMBURO n.8: Costanza Geddes da Filicaia, “Dura Lex sed Dura”

Costanza Geddes da Filicaia, Dura Lex sed DuraCostanza Geddes da Filicaia, Dura Lex sed Dura. Parodie di uomini di legge in letteratura italiana, Firenze, Nicomp Editrice, 2015

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di Giuseppe Panella

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La dizione esatta sarebbe, ovviamente, Dura Lex sed Lex ad indicare la necessità di rispettare la legge stabilita e vigente anche in presenza di molte attenuanti per chi ne è l’oggetto e soprattutto se le sue pratiche punitive possono sembrare disumane e impossibili da accettare e applicare. La capacità di far funzionare la legge e di farla rispettare equanimemente dovrebbe, infatti, permettere a ogni consorzio civile stabilito di vivere tranquillamente nelle proprie occorrenze quotidiane e di stabilire, di conseguenza, regole consolidate e accettate da tutti.

Ma altrettanto ovviamente non è così. La letteratura, vista come un osservatorio privilegiato delle storture della vita umana e dell’imbecillità in essa predominante, contiene innumerevoli momenti significativi di scontro tra il buon senso e l’esercizio della giustizia e molte esemplificazioni rappresentative del cattivo esercizio del modo in cui essa viene applicata.

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Ezio Raimondi, “Le voci dei libri”

Ezio Raimondi, Le voci dei libriEzio Raimondi, Le voci dei libri, a cura di Paolo Ferrantini, Il Mulino, 2012, pp.113, € 13,00

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di Francesco Sasso

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Ho sempre avuto una particolare predilezione per le (auto)biografie degli scrittori e critici letterari ed è probabile che ciò si debba ad una forma di pudore che ho verso le mie vicende personali. Non riuscirei mai a scrivere di me, questo perché ho un tarlo che mi direbbe “A chi interessano i tuoi andirivieni sentimentali o culturali? A chi può interessare la tua vita quotidiana?”. Pur tuttavia, leggo con piacere le (auto)biografie altrui, forse con l’intenzione di scovare una qualche affinità elettiva oppure perché i libri di memorie sono ingannevoli giustificazioni. Immagino di non essere l’unico ad avere un tale orizzonte di attesa.

Negli ultimi anni sono usciti fiumi di autobiografie e libri di memorie di rilevanti critici italiani. Ricordo qui, per esempio, Giulio Ferroni e il suo La passione predominante. Perché la letteratura.

Le voci dei libri di Ezio Raimondi è uscito nel 2012 e costituisce un momento di riflessione sui libri letti e sull’amicizia, un semplice punto di passaggio e di congiunzione tra passione intellettuale e lo scorrere dell’esistenza, al di sopra del complesso lavoro critico e filologico del Nostro.

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SUL TAMBURO n.7: Maria Attanasio, “Il condominio di Via della Notte”

Maria Attanasio, Il condominio di Via della NotteMaria Attanasio, Il condominio di Via della Notte, Palermo, Sellerio, 2013

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di Giuseppe Panella

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Questo quinto testo narrativo di Maria Attanasio nasce da una provocazione editoriale di Antonio Sellerio che le aveva chiesto di scrivere un racconto per un libro collettivo che si incentrava sullo “straniero”. Dapprima tentata di rifiutare, la scrittrice caltagironese ha poi avuto un’intuizione che si è tradotta in un romanzo che appartiene di diritto alla tradizione distopica del Novecento, apparentandosi a opere come 1984 di Orwell o a Brave New World di Aldous Huxley:

«All’improvviso, qualche giorno dopo, l’illuminazione. A soccorrermi creativamente fu la narrazione delle vicissitudini condominiali dei miei amici Maurizio e Luciano: a partire da sette foglie secche cadute dal verdeggiante terrazzino milanese della casa, dove avevano appena traslocato, nel sottostante balcone; con la sequela di accanite rimostranze della vicina, e l’allerta per i nuovi venuti del condominio tutto. La letteratura è esplorazione del nome, scrive Roland Barthes in Critica e verità, essendoci dentro i pochi suoni di un nome tutto un mondo da esplorare e tradurre in testo»1.

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