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Dispacci (letteratura e didattica)

a cura di Francesco Sasso

Category: Post-it (blog) (Page 1 of 10)

Galileo Galilei

RETROTECA: Intervista a William Burroughs

RETROTECA: http://www.youtube.com/user/retroguardia

CRESTOMAZIA 30: “Così comincia a donare” di Cesare Viviani

Così comincia a donare
chi non sa amare, l’amore
non abbisogna di doni. Per fare
spazio dentro di sé
quante case da abbandonare,
quante strade da macinare,
finché l’aria si fa tersa, limpida
e non c’è ricordo, nessuna speranza
solo una stanza
vuota.

da Silenzio dell’universo, VII


“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

RETROTECA: Scarpe fritte, diamanti cotti. Documentario Beat Generation

RETROTECA: http://www.youtube.com/user/retroguardia

Risorgere


 

Gianni Rodari, “Grammatica della fantasia”

“Sbagliando s’impara, è un vecchio proverbio. Il nuovo potrebbe essere che sbagliando s’inventa”.

“L’incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l’esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce perché non è un istinto. Se avviene in una situazione burocratica, se il libro sarà mortificato a strumento di esercitazioni (copiature, riassunti, analisi grammaticale eccetera), soffocato dal meccanismo tradizionale: «interrogazione-giudizio», ne potrà nascere la tecnica nella lettura, ma non il gusto. I ragazzi sapranno leggere, ma leggeranno solo se obbligati.”

“…. Nella vita molte volte, per trovare la risposta giusta, bisogna sfuggire alle false alternative”

Frederick Rolfe, Il desiderio e la ricerca del tutto

Leggo Baron Corvo (Frederick Rolfe), Il desiderio e la ricerca del tutto, Milano 1963 (1909)

“Colui che desidera deve perseguire il suo desiderio anche se il mondo intero lo ostacola. Colui che persegue il desiderio trova il proprio cammino disseminato di ostacoli”. (Frederick Rolfe, 1909)

Raimon Panikkar – Etica e disarmo culturale

Seminario dell’A.R.Co. (Associazione per la Ricerca e la Comunicazione) su “Istanze etiche nella società planetaria”
(Roma 9.10.1993)

“Non abbiate paura dei fallimenti”

Tolstoj, nel Libro di lettura, ha scritto due racconti, uno si intitola Il ciliegio a grappoli, l’altro si intitola Come camminano gli alberi. Fanno così: Lev Nikolaevič aveva bisogno di mettere in ordine il suo giardino, e aveva visto che, sopra un sentiero, era nato un ciliegio a grappoli, e aveva ordinato di tagliarlo. Un servo aveva cominciato a tagliarlo, poi era arrivato Tolstoj in persona e aveva detto «Quando si lavora bisogna essere allegri», e si era messo a tagliare anche lui. E l’albero aveva tremato, e d’un tratto qualcosa, da dentro l’albero, era come se avesse gridato e l’albero era caduto, pieno di fiori e di api. «Mi dispiace», aveva detto il servo. «Mi dispiace anche a me», aveva detto Tolstoj. Dopo qualche anno, Tolstoj aveva visto che su un altro sentiero era cresciuto un ciliegio a grappoli. L’era andato a guardare, e aveva visto che era nato da uno dei rami del ciliegio a grappoli che avevano tagliato insieme al servo. Il racconto l’aveva intitolato Come camminano gli alberi.
Non abbiate paura dei fallimenti.
Il riconoscimento, la fama, arrivano sempre dopo, ma la scrittura, prima della fama, è un godimento.

[Viktor ŠKlovskij, Racconto sull’Opojaz, in Formal’nyj metod. Antologija russkogo modernizma, Kabinetnyj učenyj, Moskva-Ekaterinburg 2016, pp. 293-294]

FONTE: http://www.paolonori.it/come-camminano-gli-alberi/

Nulla è importante se non la vita

Nulla è importante se non la vita. Per questa ragione sono un romanziere. Ed essendo un romanziere, mi considero superiore al santo, allo scienziato, al filosofo e al poeta – che sono tutti grandi esperti di parti diverse dell’uomo vivente, ma che non colgono mai l’intero.

D.H. Lawrence, Why the Novel Matters (1925)

Che cos’è la letteratura?

Che cos’è la letteratura? Dopo decenni di studi e letture, dopo aver scritto e insegnato, mi rendo conto dell’impossibilità di una definizione semplice e univoca. Difficile è anche circoscrivere il campo della letteratura, separarla da ciò che letteratura non è. Che fare? Riprendere a studiare e a leggere?

Bello, bellezza secondo Voltaire

BELLO, BELLEZZA. Chiedete a un rospo cos’è la bellezza, il bello assoluto, il to kalòn. Vi risponderà che è la sua femmina, con i suoi due grossi occhi rotondi sporgenti dalla piccola testa, la gola larga e piatta, il ventre giallo, il dorso bruno. Interrogate un negro della Guinea: il bello è per lui una pelle nera, oleosa, gli occhi infossati, il naso schiacciato. Interrogate il diavolo: vi dirà che la bellezza è un paio di corna, quattro artigli e una coda. Consultate infine i filosofi: vi risponderanno con argomenti senza capo né coda; han bisogno di qualcosa conforme all’archetipo del bello in sé, al to kalòn.
Assistevo un giorno a una tragedia, seduto accanto a un filosofo. « Quant’è bella! », diceva. « Cosa ci trovate di bello? » domandai. « Il fatto, » rispose, « che l’autore ha raggiunto il suo scopo ». L’indomani egli prese una medicina che gli fece bene. « Essa ha raggiunto il suo scopo, » gli dissi, « ecco una bella medicina! » Capì che non si può dire che una medicina è bella e che per attribuire a qualcosa il carattere della bellezza bisogna che susciti in noi ammirazione e piacere. Convenne che quella tragedia gli aveva ispirato questi due sentimenti e che in ciò stava il to kalòn, il bello.
Facemmo un viaggio in Inghilterra: vi si rappresentava la stessa tragedia, perfettamente tradotta, ma qua faceva sbadigliare gli spettatori. « Oh! Oh! » disse, « il to kalòn non è lo stesso per gli inglesi e per i francesi ». Concluse, dopo molte riflessioni, che il bello è assai relativo, così come quel che è decente in Giappone è indecente a Roma e quel che è di moda a Parigi non lo è a Pechino; e così si risparmiò la pena di comporre un lungo trattato sul bello.

(Voltaire, Dizionario filosofico)

“Avvertenza sugli scrupoli della fantasia” di Luigi Pirandello

 Avvertenza sugli scrupoli della fantasia. “Avvertenza” di Luigi Pirandello a “Il fu Mattia Pascal” (1904)

Il signor Alberto Heintz, di Buffalo negli Stati Uniti, al bivio tra l’amore della moglie e quello d’una signorina ventenne, pensa bene di invitar l’una e l’altra a un convegno per prendere insieme con lui una decisione.

Le due donne e il signor Heintz si trovano puntuali al luogo convenuto; discutono a lungo, e alla fine si mettono d’accordo.

Decidono di darsi la morte tutti e tre.

La signora Heintz ritorna a casa; si tira una revolverata e muore. Il signor Heintz, allora, e la sua innamorata signorina ventenne, visto che con la morte della signora Heintz ogni ostacolo alla loro felice unione è rimosso, riconoscono di non aver più ragione d’uccidersi e risolvono di rimanere in vita e di sposarsi. Diversamente però risolve l’autorità giudiziaria, e li trae in arresto.

Conclusione volgarissima.

(Vedere i giornali di New York del 25 gennajo 1921, edizione del mattino.)

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CRESTOMAZIA 29: “Rotta” di CLAUDIA MARÍA JOVEL

CLAUDIA MARÍA JOVEL (1969 – 1989)

Ruta
Caminábamos por la ruta escogida
seguros de llegar pronto al final.
Nos burlamos hasta del más mísero gusano,
logramos penetrar mil barreras,
descubrimos cielos,
encarcelamos temores,
dejamos plasmados nuestros poemas
en la pupila de la tristeza.

.

Cantamos, cantamos,
y cantando le pusimos flores a la muerte,
y no nos siguió.

***
Rotta
Camminavamo per la strada scelta
sicuri di arrivare presto alla fine.
Abbiamo deriso persino i più umili vermi
siamo riusciti ad oltrepassare mille barriere,
abbiamo scoperto cieli,
abbiamo imprigionato paure,
abbiamo plasmato i nostri versi
nella pupilla della tristezza.

.

Abbiamo cantato e cantato,
e cantando abbiamo offerto fiori alla morte,
e lei non ci ha seguito.

(da LUNA BLU Plaquette Monografica ex combatientes di El Salvador 2017)

La vita è passata, e io è come se non l’ho vissuta…

Stamattina decido di rileggere “Il giardino dei ciliegi” per arrivare a quel finale lì con la famiglia che se ne va, il rumore degli alberi abbattuti che fa da sottofondo al povero FIRS:
 
FIRS (si avvicina alla porta, prova la maniglia) Chiuso. Partiti… (Siede sul divano). Di me si sono dimenticati… Non importa… io mi siedo qui… E vuoi vedere che sua signoria non ha neanche messo su la pelliccia, è partito col soprabito… (Sospira con aria preoccupata). Io non ci ho pensato… gioventù scriteriata! (Borbotta qualcosa di incomprensibile).La vita è passata, e io è come se non l’ho vissuta… (Si sdraia). Io mi sdraio qui… Non c’hai più forza, non c’hai più niente, niente… Ah, sei un buono da niente!… (Resta immobile).
[Da “Il giardino dei ciliegi”, dramma (1904) dello scrittore russo A.P. Čechov (1860-1904)]

Benedetto Croce: Professore…

Benedetto Croce: “A proposito dell’uso non infrequente da me fatto della parola professore ad esprimere un certo modo di inferiorità in cose di filosofia, mi si risponde che anche Platone, Aristotele, Vico e Kant furono professori. La risposta, che vorrebbe essere arguta, è essa stessa professorale, cioè poco fine, perchè io non parlo dell’onesto guadagnarsi il pane con l’insegnamento, ma di un certo abito mentale che si forma spesso in quella condizione” (“Pagine sparse”, volume 3, pagina 163).

Carl Orff Music Festival 2017 (Puglia)

Carl Orff Music Festival 2017 I Concerto

Carl Orff Music Festival 2017 I Concerto

30.11.-1

Carl Orff Music Festival I Concerto Putignano Chiesa di San Domenico ore 20:30

 

Carl Orff Music Festival 2017 II Concerto

Carl Orff Music Festival 2017 II Concerto

30.11.-1

Carl Orff Music Festival Putignano Chiesa di San Domenico ore 20:30 III Premio Dolce Bonta’… L’Arte nelle tue mani

Carl Orff Music Festival 2017 III Concerto

Carl Orff Music Festival 2017 III Concerto

30.11.-1

Carl Orff Music Festival III Concerto Putignano Chiesa di San Domenico ore 20:30 Daniele di Bonaventura & Vertere Strings Quartet

Carl Orff Music Festival 2017 IV Concerto

Carl Orff Music Festival 2017 IV Concerto

30.11.-1

 

Letteratura e migrazioni in Italia

        Corso gratuito:

Inizio delle lezioni: 11 settembre 2017 Apertura iscrizioni: 28 agosto 2017

    Indagare il nesso tra letteratura italiana contemporanea e migrazioni a partire da letture e riflessioni intorno alla produzione letteraria di autrici e autori d’origine non italiana.
    • Il corso è articolato in 5 unità didattiche:
    1. Anni Novanta: le prime pubblicazioni ad opera di immigrati
    2. La voce delle donne
    3. Il dibattito teorico: definizioni, nodi, prospettive
    4. La “letteratura della migrazione” per bambini e ragazzi
    5. Aldilà della migrazione

http://ok.unive.it/mod/page/view.php?id=481

 

Nirvana – January 24th, 1988, RadioShack, Aberdeen, WA (COMPLETE, PREVIOUSLY UNCIRCULATED)

CRESTOMAZIA 28: “ROLLS ROYCE” di Giorgio Bassani

1982: Giorgio Bassani legge la poesia Rolls Royce


“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)


CRESTOMAZIA

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