Evaristo Seghetta Andreoli, I semi del poetaIl Classico ritrovato. Evaristo Seghetta Andreoli, I semi del poeta, con una prefazione di Patrizia Fazzi (“Un’anima etrusca”) e una nota di Carlo Fini, Firenze, Polistampa, 2013

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di Giuseppe Panella

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Evaristo Seghetta Andreoli è funzionario in un importante istituto di credito di Arezzo per mestiere, ma è un poeta per sincera dedizione. Lo si deduce dalla passione con cui si è gettato nella stesura dei versi di questo suo primo libro. Come ha scritto Patrizia Fazzi nella sua intensa Prefazione al volume, il poeta si era realizzato finora solo nella profondità della sua applicazione continuata alla pratica continua del verso:

 

«Evaristo Andreoli, quasi novello Italo Svevo, pur se calato, come l’autore triestino, nelle stanze dei conti e dei rapporti commerciali, ha mantenuto il “vizio” segreto di scrivere, di annotare e trasformare in poesie l’esercizio altrettanto quotidiano di ascoltare se stesso e di “osservare” la realtà esterna e i fenomeni naturali nella loro mutevole misteriosa epifania» (p. 5).

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