La poesia politica di Antonino Contiliano

La poesia politica di Antonino Contiliano


di Francesco Sasso

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C’è un paradosso che attraversa la geografia culturale italiana e che trova in Marsala una delle sue espressioni più evidenti: la presenza del poeta-testimone. È quanto accade con Antonino Contiliano premiato a Napoli nella VI edizione del premio “Poesia a Napoli”, con il riconoscimento “Una vita per la poesia”.

La motivazione della giuria formata da Laura Cannavacciuolo, Eugenio Lucrezi, Antonio Perrone (Segretario), Biancamaria Sparano, Ferdinando Tricarico (Presidente):

«Antonino Contiliano naviga nel mare della lingua per trasformare la bonaccia del senso comune nel fortunale di una significazione nuova. La chiglia tagliente dei suoi versi rimescola le acque, abissa la lirica e suscita onde di pura sovversione poetica. Il risultato è una poesia politica»

Ma cosa significa, oggi, poesia politica?

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Al Selinus (14-3-’26) con Rino Marino tratteggiando i volti, i divenire

Da sn: Giuseppe Undari, Antonino Contiliano, Rino Marino e Fabio Lo Meo.

Al Selinus (14-3-’26) con Rino Marino tratteggiando i volti, i divenire


Cerchiamo di estrarre dalla follia la vita contenuta in essa, pur odiando i folli che non cessano di far morire questa vita, di rivolgerla contro se stessa. (Gilles Deleuze)

di Antonino Contiliano

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Quando un artista, già alterato nella percezione, estrapola un volto/dei volti dal contesto – dal corpo, dall’ambiente, dal tempo – e lo espone allo sguardo pubblico come corpo discorsivo e dispositivo collettivo in incarnazione scenica, compie un’ulteriore operazione di decontestualizzazione. Lavora con “i divenire”, trasformando dati bio-fisiognomici in una proposta densa di significati: una costellazione di pieghe, soglie e passaggi, un’intensità di “percetti” concatenati ma irriducibili a qualsiasi chiusura dell’ordine dominante e alle abitudini individuali e di massa.

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MELANGE: intelligenza artificiale e Poesia. Intervista a Nino Contiliano

di Francesco Sasso

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Il progetto di pubblicazione del testo MELANGE di Nino Contiliano prende ancora forma con un approccio multimediale e interattivo. Una prova ancora di confronto collaborativo-disgiuntivo che fa parlare poesia, voce umana e intelligenza artificiale. L’iniziativa si articola in tre elementi:

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“Dai monti” di Nino Contiliano: un’esperienza tra parole, immagini e tecnologia

Dai monti di Nino Contiliano: un’esperienza tra parole, immagini e tecnologia


di Francesco Sasso

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Il progetto di pubblicazione del testo Dai Monti di Nino Contiliano prende forma con un approccio multimediale e interattivo che fonde poesia, voce e intelligenza artificiale. L’iniziativa si articola in tre elementi:

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Alle poesie “Antigruppo” siciliano per la pace e pro-Palestina. Il No di una Berlino-Germania filoisraeliana 2024

Immagine pittorica per gentile concessione di © Giacomo Cuttone

Alle poesie “Antigruppo” siciliano per la pace e pro-Palestina. Il No di una Berlino-Germania filoisraeliana 2024


di Antonino Contiliano & Giacomo Cuttone

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C’è oggi nel codice dell’Eu dei blocchi del capitalismo imperiale (con il suo cinico mercato universale) una Berlino-Germania israeliana-antipalestinese, come, ieri, è stata hitler-antiebraica?

Certo!, se Simona Squadrito e Lisa Andreani del gruppo REPLICA (progetto di conservazione, esposizione e divulgazione del libro d’artista come medium) & CROSSLUCID (collettivo artistico noto per le sue pratiche altamente collaborative e transdisciplinari che esplorano il rapporto tra l’arte e la tecnologia), dopo aver concordato con l’“Archivio Conz” di Berlino (luglio 2024) un convegno sull’eterogeno ed eterodosso movimento d’avanguardia artistico-poetico “Antigruppo” siciliano (con annesso pubblico momento di recital di poesie), si vedono intimare un immediato e inappellabile alt di comando: un divieto irrinunciabile (nessuna contrattazione!). Un a priori censorio in ordine alle letture poetiche dedicate alla ‘pace’ e, in specie, al popolo palestinese. Il titolo – per inciso – del convegno concordato con l’Archivio Conz è: “An Arrov Against the Tank” (Una freccia contro il carro armato: da una poesia di Crescenzio Cane, poeta, artista e uno dei fondatori dell’Antigruppo siciliano). In particolare, l’ignobile censura berlinese dell’“Archivio Conz” riguardava però la poesia “Un popolo è un popolo”) del poeta mazarese e Antigruppo Rolando Certa (poesia dedicata “ai fratelli palestinesi”). Qui il diktat: 

«So, dearest friends, only those poems and no others. Should you not agree, we cancel» (Quindi, carissimi amici, solo quelle poesie e nessun’altra. Se non siete d’accordo, annulliamo).

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Antonino Contiliano, “Uso dell’arte e della poesia”

Antonino Contiliano, Uso dell’arte e della poesia, Lithos Editrice, 2024, pp.217, € 20,00


di Francesco Sasso

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Uso dell’arte e della poesia di Antonino Contiliano è un’opera complessa e provocatoria che si colloca al crocevia tra poesia e teoria antagonista. Questo libro non è solo una raccolta di saggi, ma un vero e proprio manifesto che interroga il ruolo dell’arte e della poesia in un contesto socio-economico dominato dal capitalismo avanzato, o come preferisce chiamarlo l’autore, “basso capitalismo”. Contiliano esplora come le nuove tecnologie abbiano trasformato il mondo e il modo in cui l’arte e la poesia possano ancora mantenere una funzione critica e oppositiva in un tale scenario.

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Da Marsala: “Finestre sul mondo” contro la/e guerra/e

Da Marsala: “Finestre sul mondo” contro la/e guerra/e

“in questo momento combattuta da Israele in terra di Palestina”


di Antonino Contiliano

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Il 4 novembre 2023 (18,30), nei locali dell’Associazione “Finestre sul mondo” (Marsala, Via Sibilla), un gruppo di uomini e donne (età diverse) si autoconvoca e autorganizza nel particolare momento della guerra-genocidio scatenata – con la complicità internazionale dei governi al potere delle dittature neoliberiste – dall’armata-Israele sulla popolazione di Gaza. Questo gruppo di uomini e donne, liberamente riunitosi nello spirito e nella lettera della comunicazione e della parola come azione di controtendenza, ha deciso di chiamare all’appello i tanti (e via chat) della comunità marsalese e fuori. L’invito alla condivisione della comunicazione e della parola come azione di “rivolta” coagulerà il suo appuntamento in piazza per il 18 novembre 2023. L’azione è all’insegna della azione “semiologica” della poesia, del teatro, delle canzoni et similia (come da nota appresso riportata). La stessa (condivisa) porta la firma dell’amico Salvatore Inguì (che si è fatto carico della sintesi e qui riprodotta):

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“Il wu wei della poesia contro le guerre”, ebook a cura di Antonino Contiliano

Dal 6 aprile 2022 al 16 aprile 2023, Antonino Contiliano e Fabiola Filardo hanno curato 65 podcast di poesie contro la guerra in Ucraina.

Oggi siamo lieti di presentarvi l’ebook Il wu wei della poesia contro le guerre, la prima uscita al nostro catalogo letterario. Questa insolita opera è stata curata con passione e dedizione da Antonino Contiliano.

Come direttore ed editore di Retroguardia.net, desidero esprimere la mia più sincera gratitudine ai curatori e ai poeti per averci concesso il privilegio di pubblicare questa straordinaria opera.

L’opera Il wu wei della poesia contro le guerre è disponibile online attraverso il nostro sito web.

Il wu wei della poesia contro le guerre in formato pdf

 


I podcast sono disponibili sulla nostra rivista e sui canali Youtube e Spotify

Francesco Sasso

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Il wu wei della poesia contro le guerre n.63: Antonino Contiliano, “Cri-mea cri cri”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Antonino Contiliano, “Cri-mea cri cri”. Lettura di Fabiola Filardo.


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify (Retroguardia podcast)

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


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Il divenire conflitto politico della poesia tra i “versi” di A. Contiliano

Antonino Contiliano, Sparse disarmoniche, Prova d’Autore, 2022, €14,00


Clip del libro su RetroguardiaTV

di Giacomo Cuttone

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Il divenire conflitto politico della poesia tra i “versi” di A. Contiliano

Un libro eterodosso. Un conflitto antagonista est-etico-politico il nuovo libro di poesie “Sparse Disarmoniche” di Antonino Contiliano. Un tessuto che, tra il soggettivo e l’inter-soggettivo della rete linguistico-semiotica, lascia cadere acidi liberatori di senso. Sensi in processo, e legati alla storia e ai linguaggi in cammino. Una sfida al caos di classe della fossilizzazione e della canalizzazione uniformante dell’attuale mondo robotizzato e telecomandato dei padroni.

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Il wu wei della poesia contro le guerre n.42: Antonino Contiliano, “Bertolt”. Lettura di Fabiola Filardo

Il wu wei della poesia contro le guerre a cura di Antonino Contiliano e Fabiola Filardo.

Antonino Contiliano, “Bertolt”. Lettura di Fabiola Filardo


Ascolta la poesia anche su:

Anchor e Spotify

[Qui tutti i podcast di Il wu wei della poesia contro le guerre su RETROGUARDIA]


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Conversazione su matematica e poesia fra Antonino Contiliano, Giuseppe Mussardo e Gaspare Polizzi

Giacomo Cuttone, Ritratto pixellato, acrilico su tela 50×70, 2017

Conversazione su matematica e poesia fra Antonino Contiliano, Giuseppe Mussardo e Gaspare Polizzi

per Giuseppe Panella


Antonino Contiliano (a cura di)

Scarica l’intervista in formato pdf

Prima di avviare la conversazione con i professori Giuseppe Mussardo e Gaspare Polizzi, desidero esprimere loro il mio saluto. Un grazie, cioè, per aver accettato sia il mio invito per una chiacchierata su matematica e poesia, sia l’intenzione di dedicare la conversazione stessa all’amico scomparso Giuseppe Panella (filosofo, saggista e poeta). Fra le opere di Panella ricordiamo: Il lascito di Foucault (Giuseppe Panella e Giovanni Spena, 2006); L’arma propria- Poesie per un futuro trascorso (2007); Il secolo che verrà- Epistemologia letteratura etica in Gilles Deleuze (Giuseppe Panella e Silvio Zanobetti, 2012); Tutte le ore feriscono, l’ultima uccide- Georges Bataille: l’estetica dell’eccesso (2014). Come poeta, Giuseppe Panella, ha partecipato anche alle azioni poetiche del soggetto collettivo-anonimo “Noi Rebeldía” (una nostra idea). A cura di Antonino Contiliano sono state pubblicate pure le sillogi “We are winning wing/2012 e L’ora zero/2014”. Due libri di poesia collettiva-anonima le cui copertine portano opere dell’artista Giacomo Cuttone. Con Francesco Sasso, Panella ha curato il “quaderno elettronico di critica letteraria- Retroguardia”. Devo la conoscenza di Giuseppe Panella all’amico Gaspare Polizzi. Anticipiamo pure, così, che questa conversazione sarà visibile sul sito stesso di Retroguardia. Prima di avviare il nostro incontro qualche nota (per gli eventuali visitatori) su Giuseppe Mussardo e Gaspare Polizzi.

Giuseppe Mussardo è professore di fisica teorica alla SISSA di Trieste. È Direttore editoriale della rivista scientifica Journal of Statistical Physics and Applications (JSTAT). Tra le monografie scientifiche che ha pubblicato ci sono Il Modello di Ising (2007); Statistical Field Theory (2010) e The ABC’s of Science. È autore anche dei film-documentari Maksìmovic. La Storia di Bruno Pontecorvo (2013) e Galois. Un matematico rivoluzionario (2017).

Gaspare Polizzi, storico della filosofia e della scienza, è membro del Comitato scientifico del Centro Nazionale di Studi Leopardiani. Insegna attualmente all’Università di Pisa. Su Leopardi ha pubblicato cinque volumi: Leopardi e “le ragioni della verità” (2003); Galileo in Leopardi (2007); «… per le forze eterne della materia» (2008); Giacomo Leopardi: la concezione dell’umano, tra utopia e disincanto (2011); Io sono quella che tu fuggi. Leopardi e la natura (2015). Con Giuseppe Mussardo (coautore) ha pubblicato L’infinita scienza di Leopardi (2019).

Ed è dalla lettura di quest’opera che è partita la mia idea di una conversazione con loro su matematica, poesia e scienza (in genere). Scontato è, poi, il fatto che (da parte nostra, non specialisti) l’interesse per l’argomento è quello di un’essenziale curiosità intellettuale.

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“Con i soviet dei Kom-futy, ancora…”. Saggio di Antonino Contiliano

Battete in piazza il calpestío delle rivolte!

/…/ Nostre armi sono le nostre canzoni. /…/

Vedete, il cielo s’annoia di stelle! /…/

Majakovskij, La nostra marcia

Non si tratta di conservare il passato,

ma di realizzare le sue speranze.

M. Horkheimer, T.W. Adorno

(Dialettica dell’Illuminismo)

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di Antonino Contiliano

Nel tempo delle bancherotte del capitalismo finanziario-simbolico e delle sue crisi sempre più ravvicinate (che il linguaggio del sistema considera come processo di rinnovamento permanente della propria naturalezza e eternità), è possibile rinunciare al linguaggio della ricerca che, storico-scientifica, relaziona la politica con l’arte, con la poesia, e i loro nessi ritmici con la speranza e l’utopia che il futuro non nega?

Se ogni individuo come ogni epoca non è giudicabile secondo l’immagine che ha di sé e non dimentica il futuro del passato rimasto immemore (un fuoco sotto la cenere come i sogni del mondo onirico), allora non c’è forma capitalistica che possa arrestare il futuro.

Così il primo terreno di scontro con il linguaggio dell’odierna forma cognitivo-immateriale del capitalismo contemporaneo potrebbe essere addirittura quello di ricordargli che la sua durata è smentita scientificamente dalla pluralità dei tempi (la teoria e la sperimentazione quanto-relativistica). Una pluralità dei tempi che trova anche il suo modo d’essere nella storia delle culture diverse e delle categorie verbali messe in uso, come per esempio il privilegiare l’“aspettualità” dei tempi verbali; le forme cioè perfettive, imperfettive e iterative (progressive, abituali) che maggiormente danno risalto all’azione. Qui non è il tempo assoluto della misura del valore astratto-capitalistico che conta ma l’azione, l’azione temporale che i soggetti vogliono significare con quella determinata idea-immagine (aspetto). E i soggetti hanno una singolarità plurale che prima di tutto obbedisce a differenti modalità di soggettivare la libertà e l’eguaglianza non solo nei rapporti con il tempo e i suoi ritmi/intervalli – “tempuscoli” – ineguali quanto differenziali (ritmo non è misura di ripetizione periodica fissa), ma anche con il blocco spazio-tempo dell’insieme delle relazioni socio-politiche dinamiche e instabili, asintotiche e aggrovigliate (pieghe frattalizzate).

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Un hacker per compagno nell’e-silio. Saggio di Antonino Contiliano

ferdinandeatrittico-acrilico-su-tela-40x120-2017-copiaCi sono periodi di altissimo sviluppo che non hanno rapporto diretto con lo sviluppo generale della società né con la base materiale e la cultura portante della sua organizzazione.
Marx
Il forte rilievo dato al potenziale politico delle arti…esprime prima di tutto l’esigenza di una effettiva comunicazione dell’atto di accusa alla realtà costituita e degli obiettivi della liberazione. È lo sforzo di trovare forme di comunicazione capaci di spezzare il dominio oppressivo del linguaggio e delle immagini costituite sulla mente e sul corpo dell’uomo; linguaggio e immagini che sono diventati da molto tempo mezzo di dominio, di indottrinamento e inganno.
Marcuse
Il comunismo è l’abolizione dello stato di cose presente.
Marx

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di Antonino Contiliano

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Sono passati ormai più di vent’anni dal 1979, l’anno in cui Gianni Grana in Epilogo Aperto (ma non è stato il solo nel XX secolo) ha scritto che finché c’è vita, qualunque strumento tecnico inventato si possa arrogare il diritto privilegiato ed escludente della comunicazione, si farà arte e si scriverà poesia. La morte dell’arte e della poesia è, in fondo, però, solo una metafora che nasconde la volontà di eliminare gli spazi della libertà.

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Antonino Contiliano, “Futuro eretico”

cop-stamapata futuro eretico copiaAntonino Contiliano, Futuro eretico, Ed. Fermenti, 2016

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di Franca Alaimo

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Scrive Antonino Contiliano nel testo “Le radici del passato” (pag. 36) “Farfalle vorrei tossiche i poeti”, enunciando una poetica fedelmente perseguita, fin dai suoi esordi nella letteratura in un clima di protesta sessantottina, che non soltanto fallì i suoi obiettivi, ma che mise in atto un riflusso reazionario, da cui sono stati generati altri mostri, non ultimo “il piatto della solitudine collettiva” in seguito al dominio del “world facebook”, in cui è del tutto annegata ogni capacità individuale di reattività critica, di indipendenza deragliante, di visionarietà trasformatrice.

Contiliano usa ancora la poesia come un’arma che un’inusuale e composita tessitura linguistica rende tagliente e, appunto, tossica. Lanuzza, nella sua recente, pluricentrica opera “Il bosco, il mondo, il caos”, così scrive (pag. 41): “Contro il conformismo vestito d’obiettività, la poesia produce linguaggi ‘altri’ e diversi da quelli egemoni mai definitivi o legiferati; e interagenti con la prassi d’una critica generale e permanente, non addomesticabile dal pervasivo codice del dominio e delle sue predeterminate garanzie di senso”.

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Il concerto “La Terra dei Ciclopi”. Un’alleanza di blocchi artistici

Foto di Mirko Tamburello. Da sn, nella foto: Fabrizio Ferracane, Rino Marino, Sade Mangiaracina e Luca Aquino

Foto di Mirko Tamburello. Da sn, nella foto: Fabrizio Ferracane, Rino Marino, Sade Mangiaracina e Luca Aquino

Il concerto “La Terra dei Ciclopi”. Un’alleanza di blocchi artistici. Teatro “Garibaldi” (Mazara del Vallo, 3 Gennaio ’16)

‘Nnavanti e ‘nnarrè, ‘nnavanti e ‘nnarrè, ‘nnavanti e ‘nnarrè

Rino Marino, Carcere

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di Antonino Contiliano

“La Terra dei Ciclopi”. Un campo di forze artistiche in cui si intrecciano la musica, la fotografia artistica, la video-arte, la poesia e la recita attoriale. Un concerto. Un concerto come modalità espressiva che consente alla “terra” dei Ciclopi – una quasi-ripresa ciclica del pensiero di G. B. Vico sui primi abitatori della terra come “bestioni” dell’indistinto (un sentire-pensare cioè che non separa le due sfere; ciò che non pensa, infatti, abita il pensare anche quando le linee sembrano spezzarsi) – di esprimersi nelle varie forme territorializzanti e deterritorializzanti delle attività estetiche trascinate dalla musica del piano-jazz di Sade Mangiaracina (pianista e compositrice).

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Una galassia per 10 poesie

Antonino Contilianodi Giacomo Cuttone

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“OnDevaStar” è l’ultimo libro di poesie di Antonino Contiliano. Il libro esce per i tipi di EUREKA Edizioni (Associazione Culturale, Via T. Tasso, 30 – 70033 Corato, Bari 2015; [email protected]). Curata da Oronzo Liuzzi e Rossana Bucci, la nuova raccolta poetica di Antonino Contiliano, “OnDevaStar”, è la quarta edizione con cui EUREKA porta a compimento il suo progetto editoriale di libri d’arte:
“100 esemplari in piccolo formato, numerati, firmati e personalizzati da interventi diretti degli autori con un loro segno distintivo di originalità che rende il libro un connubio unico di poesia e di arte”.

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Oltre il “singolare”: scritture collettive e autoralità diffusa Intervista ad Antonino Contiliano (Noi Rebeldìa)

scritture collettive

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di Silvia Ciancimino1

  1. Volendo recuperare alcune recenti considerazioni di Gabriele Perretta sullo stato dell’arte a noi contemporanea, egli, problematizzando l’irrimediabile metamorfosi e dell’opera e dell’autore che la concretizza (come fenomeno endemico ai complessi regimi di accumulazione di capitale immateriale e monetario), sostiene: «l’artifex è più vicino ad un esangue artigiano che si allena ad eseguire un mandato progettuale e teorico ormai staccatosi dal contesto del singolo soggetto […].
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Presentazioni de “L’Ora Zero”, “Vilipendio”, “Il ritmo dei tempi in Antonino Contiliano”

I video delle presentazioni di L’Ora Zero, Vilipendio, Il ritmo dei tempi in Antonino Contiliano (Firenze, Roma, Napoli – 1,3,4, 6 marzo 2015)

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Firenze (1 marzo 2015): L’Ora Zero (a cura di Antonino Contiliano) e Vilipendio (Gianmario Lucini)

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Ricordando il poeta Gianmario Lucini “parresiasta”

di Antonino Contiliano
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Che parole intrecciare e quali pensieri farvi parlare quando la morte toglie voce e silenzi a un amico e a un poeta che hai frequentato – Gianmario Lucini, inaspettatamente scomparso (ottobre 2014). Il poeta e l’amico con cui hai dialogato, scherzato, sgranocchiato, progettato incontri e viaggi di poesia, o con cui hai condiviso anche un mondo, il mondo della poesia, e intrecciandone destino e funzione oggi! Il mondo che per lui era generato dal “pensiero poetico integrale” (logico, analogico, scelte epistemologiche, affetti, condotte) e dal suo divenire – forma secondo il principio pareysoniano della “formatività” critica. Perché «l’uomo è un essere dotato di pensiero poetico integrale criticabile, in quanto riconoscibile secondo un principio di coerenza interna al pensiero poetico integrale stesso, che si esprime in una forma artistica» (G. Lucini, Pensiero poetico e critica integrale dell’arte).

Scarica e leggi il pdf Ricordando il poeta Gianmario Lucini “parresiasta”

Fonte: http://www.senecio.it

Firenze, Roma, e Napoli. Il viaggio di Contiliano con la poesia

Nei giorni 1, 3, 4 e 6 marzo 2015 l’autore marsalese, Antonino Contiliano, sarà a Firenze, Roma e Napoli per la presentazione di alcuni libri di poesia; libri che lo vedono nella veste di curatore, di prefatore o che hanno come centro l’intero ciclo della sua stessa produzione poetica (Francesca Medaglia, “Il ritmo dei tempi in Antonino Contiliano”, Empirìa/2014).

Domenica 1 marzo 2015, alle ore 17, il Nostro sarà a Firenze per la presentazione di Noi Rebeldía 2014, “L’ora zero” (il libro di poesia collettiva-anonima di cui è stato ideatore e curatore) e “Vilipendio” (libro di poesie dell’amico Gianmario Lucini – recentemente scomparso – di cui ha curato la prefazione). La presentazione, che vedrà gli interventi di Annalisa Macchia, Francesca Medaglia e Giuseppe Panella, avrà come sede la sala dell’‘Area N.O.’ (via Panicale 24rosso, Firenze), lo “spazio olistico” diretto dal poeta fiorentino Massimo Mori.

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Gianmario Lucini, “Vilipendio”. Prefazione di Antonino Contiliano

copertina VILIPENSIO In certi momenti storici il testo, per essere fruito

esteticamente, deve avere obbligatoriamente una

funzione non solo estetica […].

Jurij M. Lotman (La sttuttura del testo poetico)

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di Antonino Contiliano

Se “Vilipendio”, l’ultima fatica poetica di Gianmario Lucini, – come lui stesso si affretta ad anticipare (Nota dell’autore), – non «è un libro di poesie “civili”», in quanto «epica della coscienza, dei suoi conflitti e dei sentimenti che li agitano», piuttosto che il sentire individuale dei singoli “cives” e insieme delle contraddizioni paradossali e/o aporetiche che ne attanagliano stile di vita e destino solo personali, è anche vero che questa raccolta di nuovi testi poetici ha una dimensione etico-politica pubblica di indubbia e rilevante rivelazione “estetica”. Rilevante, la funzione estetica, in quanto rivela simultaneamente un’incidenza etico-politica di pubblico e comune interesse. L’aisthesis poetica di questo lavoro, infatti, avvia a una lettura e un’interpretazione che non è solo artistico-poetica, o riconducibile alla sola autonomia linguistica autoreferenziale. Anzi, si potrebbe dire che la percezione artistico-poetica di questi testi de il “Vilipendio” risalta per un rovesciamento tipico di quel che viene suggerito nei dis-corsi dei versi del ductus subtilis. La strategia che propone come tema dell’idea l’inverso di quello che si vuole dimostrare per testimoniarne l’insostenibilità. Il vilipendio – scrive infatti il poeta Lucini (Nota dell’autore, p. 8) – è solo una provocazione: «una dichiarazione di ostilità intesa come sommo atto d’amore». È il disprezzo (vilipendio) che si rovescia nel suo contrario: la scelta dell’innocenza e dell’amore trascendenti/trascendetali come bene – «Lasciami settembre dalla tiepida aria / rammentare le nostre sventure / nella carezza del sole che deterge lo sgomento / per ciò che siamo e che potremmo essere. Il cuore // … Insegnami, settembre, l’arte di obbedire / alla benedetta collera del cuore //… pronta a scattare / non appena l’uomo dimentico della morte / la vada a cercare. Questo è il dovere /del poeta capace di amare» (Congedo, p. 75).

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IL PLUSVALORE DELLA POESIA, IL SIGNIFICANTE NON MERCIFICABILE NÉ DIGITALIZZABILE VS I CLOMINIMEDIA (parte III). Saggio di Antonino Contiliano

Il linguaggio della poesia contro-tendenzaIl plusvalore della poesia, il significante non mercificabile né digitalizzabile VS I CLOMINIMEDIA

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di Antonino Contiliano

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Il linguaggio della poesia contro-tendenza

 

Se la terza rivoluzione industriale capitalistica è quella che sfrutta il linguaggio automatizzandolo pur nei modi sofisticati degli algoritmi elettro-informatici, ma sempre come linguaggio omologo al capitale e alla sua riorganizzazione, perché non pensare il  linguaggio della poesia come una rivoluzione e un agire in tendenza opposta?

In quanto divenire libertà cooperativo-plurale di costanti e variabili simbolico-semiotiche eterogenee, la cui significanza rimane una forza viva e potente innovazione creativa ed euristica, il linguaggio dei testi poetici ha, infatti, e propone, una politicità pluralizzata di lotta senza pari. La potenza dei suoi sensi esorbitanti e di soglia “indecidibile” (come il teorema di Gödel in logica matematica: se coerente è incompleto; e se completo è incoerente) non abiura all’impegno della responsabilità etico-politica verso il futuro. È come se fosse l’etica della poesia a chiamare verso l’impegno nella realizzazione di nuovi rapporti con le cose. Il tempo dell’a venire, disponibile a realizzare i valori dell’essere antagonista, infatti, non ha senso alcuno al di fuori del suo rapporto espressivo eversivo segni-cose. Una vera e propria dismisura estetico-politica che, in certo qual modo, si com-misura con quell’istanza morale emergente che, in una globalità voluta a-teorica e a-conflittuale, si vorrebbe conciliatrice, ma in realtà (se sola) è occultatrice del “reale”, delle sue contraddizioni e dei suoi antagonismi politico-sociali.

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IL PLUSVALORE DELLA POESIA, IL SIGNIFICANTE NON MERCIFICABILE NÉ DIGITALIZZABILE VS I CLOMINIMEDIA (parte II). Saggio di Antonino Contiliano

Poesia, significante non mercificabile né digitalizzabileIl plusvalore della poesia, il significante non mercificabile né digitalizzabile VS I CLOMINIMEDIA

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di Antonino Contiliano

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Poesia, significante non mercificabile né digitalizzabile

Il linguaggio poetico e la sua capacità di azione dirompente, la sua astrazione particolare quanto la sua stessa capacità di  mettere in moto immaginazione e ipotesi come altri punti di vista, come si verifica nei processi degli “esperimenti mentali” scientifici e della stessa astrazione matematica, è cosa da non sottovalutare come modo di agire, conoscere, comunicare e con-astrarre immaginativo diversi, oppositivi e alternativi. L’astrazione, più dell’intuizione, permette sia alle scienze quanto alla poesia di escogitare e ipotizzare versioni nuove e alternative di realtà, che, sebbene contaminate dalla logica fantastica e ana-logica, non perdono mai di vista le possibilità di realizzazione e applicazione (docet, per esempio, la storia dei numeri immaginari e delle città utopiche).

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IL PLUSVALORE DELLA POESIA, IL SIGNIFICANTE NON MERCIFICABILE NÉ DIGITALIZZABILE VS I CLOMINIMEDIA (parte I). Saggio di Antonino Contiliano

CLOMINIMEDIAIl tempo è rivestito di indumenti diversi a seconda del ruolo che riveste nei nostri pensieri.
John Wheeler
Il tempo viaggia in posti diversi con persone diverse. Ti dirò con chi il tempo va all’ambio, con chi al trotto, con chi al galoppo, e con chi sta fermo.
William Shakespeare
Noi deduciamo la nostra estetica, come pure la nostra moralità, dai bisogni della nostra lotta.
Bertolt Brecht

Il plusvalore della poesia, il significante non mercificabile né digitalizzabile. VS I CLOMINIMEDIA

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di Antonino Contiliano

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Siamo nel pieno avanzamento dell’economia dell’immateriale industrializzato (la svolta post-fordista), l’economia capital-neoliberista che nei suoi processi produttivi espropria e sfrutta il cervello/mente, il linguaggio e gli affetti, l’informazione e la comunicazione, il cognitivo e le relazioni cooperative mentre, dall’altro lato, cura l’occupazione della terra delle soggettivazioni sociali con l’ausilio complementare delle nuove protesi macchiniche quali il computer e internet.

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Noi Rebeldìa 2010, “We are winning wing”, a cura di Antonino Contiliano

Noi Rebeldìa 2010, We are winning wing, a cura di Antonino Contiliano, Introduzione di Francesca Medaglia Postfazione di Marta Barbaro, Edizioni CFR – 2012 – pp. 88 € 10,00

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Dalla quarta di copertina (fonte: sito dell’editore)

Un gruppo di scrittori ribelli, che si identificano con un nome collettivo (“Noi rebeldìa”, ossia “Noi rivoltosi”) gioca con la rete”, come scrive Marta Barbaro, e si inventa un testo collettivo. I loro nomi:

Franca Alaimo, Giuseppe Aricò, Gherib Asma, Nadia Cavalera, Massimiliano Chiamenti, Antonella Ciabatti, M. Teresa Ciammaruconi, Giovanni Commare, Ivana Conte, Antonino Contiliano, Beppe Costa, Valerio Cuccaroni, Davide Dalmiglio, Antonio Fiore, Stefano Lanuzza, Mario Lunetta, Bianca Maria Menna, Francesco Muzzioli, Giovanni Nuscis, Leonardo Omar Onida, Natalia Paci, Marco Palladini, Giuseppe Panella, Emilio Piccolo, Luca Rosi, Francesco Sasso, Gianluca Spitalieri, Lucio Zinna.

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LA PAROLA PLURALE. “Ero(s)diade” di Antonino Contiliano. Saggio di Marta Barbaro

La parola plurale. Ero(s)diade di Antonino Contiliano.

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di Marta Barbaro (1)

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non dirmi più canto la poesia
dell’uomo o l’elegia del virtuale dolore
o va dove il verso ti porta delle ali
controcorrente per abbattere gli stealth
e il silenzio dei radar e delle veline
e le vergogne delle zattere e dei gommoni
o dei capannoni dell’ospitalità per le stragi
questa è una buona brava guerra!
Buona guerra (2)

.

Per presentare l’ultima raccolta poetica di Antonino Contiliano, Sergio Pattavina chiama in causa la satura latina della Roma imperiale e, servendosi delle parole di Hegel, punta l’accento sull’«appassionata indignazione» di un animo virtuoso che si trova impotente e adirato contro un mondo che «contraddice alle sue idee di virtù e verità» (3). L’accostamento alla satura si rivela particolarmente felice se si considera, unitamente all’aspetto ideologico e antagonistico, l’esito compositivo dell’Ero(s)diade di Contiliano (Quaderni di “Collettivo R/Atahualpa”, 2010), tenendo a mente la formula, coniata da Edoardo Sanguineti, di coincidenza fra Ideologia e linguaggio (4); la raccolta si presenta, infatti, come una mescolanza di tematiche e di misure espressive, di linguaggi e di discorsi, che sembrano aggredire il lettore per un eccesso di sapori.

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.64: Percorsi verso l’ignoto. Antonino Contiliano, “Ero(s)diade. La binaria dell’asiento”

Percorsi verso l’ignoto. Antonino Contiliano, Ero(s)diade. La binaria dell’asiento, con un’Introduzione di Sergio Pattavina, Firenze, Quaderni di Collettivo R / Atahualpa, 2010

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di Giuseppe Panella*


Erodiade, dapprima moglie del Tetrarca di Galilea Erode Filippo I e madre di una famosissima Salomè, poi compagna di Erode Antipa fratello del precedente marito dopo il divorzio da quello, non ha mai goduto di buona letteratura. La sua impresa principale – quella di richiedere al marito la testa di Yokanaan-Giovanni il Battista per il tramite della danza dei sette veli di sua figlia – l’ha consegnata alla storia come l’esempio di una tragica cortigiana reale. Un’intera letteratura di taglio decadente-espressionistica – dalle pagine originarie del terzo evangelista Marco a Oscar Wilde, da Giovanni Testori al Pier Paolo Pasolini del Vangelo secondo Matteo, da Carmelo Bene a Ken Russell fino a Carlos Saura in una lunga sequela di ritratti a metà che privilegiavano la figlia ai danni della madre – la mostrano come una donna angosciata, rosa dall’ambizione, dotata di un erotismo torrido e perverso che, però, non dura nel cuore degli uomini sui quali dovrebbe regnare.

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“Una rosa per Contiliano”. Introduzione di Giuseppe Panella a Antonino Contiliano, “Terminali e Muquenti. Paradossi”

Una rosa per Contiliano. Introduzione di Giuseppe Panella a Antonino Contiliano, Terminali e Muquenti. Paradossi (Prompress, 2005), pp.5-8

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di Giuseppe Panella

“Non si può giudicare un uomo dall’idea che egli ha
di se stesso, così come non si può giudicare una simile
epoca di sconvolgimenti dalla coscienza che ha di se stessa.”

(Marx, Prefazione a Per la critica dell’economia politica)

Questo nuovo volume di poesie di Nino Contiliano (un autore certo non negato né corrivo a questo tipo di esperienze e di sperimentazioni testuali) reca una dedica che merita di essere analizzata a dovere per capire il perché di questa sua nuova avventura nel mondo della scrittura. Il libro, dunque, è dedicato a Hannah Arendt e a Karl Marx. La Arendt cioè la grande studiosa delle origini del totalitarismo e della nascita del mondo moderno che ha lasciato ai suoi lettori quale legato politico finale della sua attività critica la convinzione che è pur sempre necessario che esista un infra, uno spazio vitale cioè, che costituisca sempre e comunque il rapporto necessario tra il mondo della politica e quello della dimensione della “vita della mente”.

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Uno sguardo sulla poesia a Sud e l’”Antigruppo” (4/4): L’Antigruppo siciliano. Saggio di Antonino Contiliano

[Wilfredo Lam, La giungla (1943)]

di Antonino Contiliano

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L’Antigruppo siciliano*

In Sicilia e nel Meridione d’Italia, il progetto era quello che si articolava entro il tessuto e i testi della poesia civile che coniugavano contemporaneamente i motivi delle radici, dell’amore e della pace nel mondo, dell’emigrazione-immigrazione, della nostalgia, della contestazione all’establishment e di tutti gli altri temi che la nuova civiltà moderna e postmoderna ha messo sul tappeto, non escluso il tema del rapporto con la nuova civiltà tecnologica e telematica contemporanea. Non è stato ignorato, nell’ambito dell’importanza dei linguaggi nella società contemporanea, neanche il tema dello sperimentalismo e il dibattito su letteratura, poesia e linguaggio.

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Uno sguardo sulla poesia a Sud e l’”Antigruppo” (3/4): Nord poesia, le scelte dei poeti. Saggio di Antonino Contiliano

[Yves Tanguy, Gli invisibili (1951)]

di Antonino Contiliano

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Nord poesia, le scelte dei poeti*

A nord, invece, le cose seguivano altre indicazioni. Nel nuovo panorama della controversa e preoccupante realtà che si andava profilando e determinando con i nuovi assetti di società del consumo e del consenso amministrati, antiliberale e antidemocratica, i poeti, specie quelli del Gruppo 63, reagivano stravolgendo prevalentemente il linguaggio rendendolo comunicativamente impraticabile o teatro di rivisitazioni retoriche e giochi pirotecnici. Altri tentavano esperienze neoorfiche, neoermetiche, neosimboliche o la via della cosiddetta “parola innamorata” o della “nuova poesia”.

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Uno sguardo sulla poesia a Sud e l’”Antigruppo” (2/4): Punti di contatto e riferimenti. Saggio di Antonino Contiliano

[Fernand Léger, Les constructeurs (1950)]

di Antonino Contiliano

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Punti di contatto e riferimenti*

La situazionalità insulare dei poeti siciliani contemporanei, tuttavia, non ha significato mai isolamento, sebbene le nuove categorie della poesia siciliana – ” l’isolitudine e la sicilitudine “(16) – convivessero con il vecchio mito idillico del buon tempo andato e della civiltà contadina, ripiegata tra angoscia e dolore, fuga e ritorno, esilio e nomadismo e, a volte, lamento e vittimismo. L’isolitudine (espressione coniata dal poeta Lucio Zinna) e la sicilitudine (espressione coniata dal poeta Crescenzio Cane) “Sono due aspetti dell'<insularità> (…). La prima denota l’insularità in dimensione sociologica, la seconda in dimensione esistenziale (…). L’isolitudine emerge ogni qualvolta ci si faccia isola nell’isola, sia nel caso in cui tale situazione appaia esaltante sia nel caso in cui appaia penosa”(17).

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Uno sguardo sulla poesia a Sud e l’”Antigruppo” (1/4): Il contesto. Saggio di Antonino Contiliano

[Victor Vasarely, Pal-Ket (1973-74)]

di Antonino Contiliano

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Il contesto*

La poesia siciliana contemporanea – credo sia importante rilevarlo prima di problematizzare e indicare delle tracce seppure in termini generali – si muove in un contesto storico-temporale piuttosto problematico e complesso. Le sue costanti e le sue variabili, i temi e le scelte linguistiche (espressione in lingua italiana o siciliana, interferenze, plurilinguismo, modelli culturali di riferimento, tradizione, ecc.) sono significativamente condizionati sia dal movimento storico oggettivo sia dall’elaborazione soggettiva d’ogni autore. Non è un caso se Giuseppe Zagarrio, parlando della Sicilia e dei poeti siciliani compresi nel decennio 1970/1980, metaforicamente definì l’Isola come un continente dostojevskijano “dove il magma del profondo è di fluida incandescenza, e dunque un cenno diverso o una diversa sfumatura di comportamento possono costituire, tra un poeta e poeta, un abisso vero e proprio di misura non commensurabile”(1).

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Ero(s)diade le “prossime utopie” di Nino Contiliano

di Franca Alaimo*

Antonino Contiliano, Ero(s)diade / La binaria dell’asiento, Quaderni di “Collettivo R / Atahualpa”, Firenze 2010, pp. 86.

Contiliano appartiene a quella schiera di scrittori che, passando ad occhi aperti sul corpo melmoso e sanguinante del reale, non smette di nutrire prossime utopie: non è forse contenuta nello stesso titolo del suo poemetto (concepito come un attraversamento  per tappe – i singoli testi titolati –  del mondo di ora e di qui ) la risposta all’ “ero diade”?

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Ero(s)diade. Intervista a Nino Contiliano sulla sua ultima opera letteraria

a cura di Roberta Matera *

L’ultima intervista fatta al poeta marsalese Antonino Contiliano risale alla fine dell’estate 2009. Il nostro giornale, allora, lo aveva sentito su due particolari avvenimenti. Uno riguardava  i risultati della sua attività di animatore delle serate estive poetiche  “Ong non-estinti poetry” sullo scoglio marsalese – le note “2rocche”  – di Capo Boeo. L’altro toccava la sua produzione culturale e poetica. In questo caso, nello specifico, la nostra intervista ruotava attorno al riconoscimento che la Città di Sassari, con il  premio di poesia – “L’isola dei versi” (Sassari, Ottobre in poesia) –,  gli aveva attribuito per la sua opera collettiva – ‘Elmotell blues (Navarra Editore, Marsala). Il poeta aveva, infatti, ricevuto il primo premio per la sezione delle opere edite. Ma da allora ad oggi, il poeta-filosofo  – come lo presenta il critico Stefano Lanuzza nelle sue opere ( Erranze in Sicilia 2003; Insulari- Romanzo della letteratura siciliana 2009) – ha continuato il suo impegno e acquisito altri risultati. Ed è su questo che intendiamo rivolgergli qualche domanda. Anche perché il nostro giornale, pubblicandone gli scritti, via via ha avuto modo di seguirne il ventaglio tematico e le pubblicazioni (dibattiti, poesie, saggistica) tradizionali e on-line.

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PER UNA CRITICA DELL’ECONOMIA POETICA DELL’IO. Saggio di Antonino Contiliano

di Antonino Contiliano

Se chi parla non è uno, ma una molteplicità in rapporto di esteriorità e contingenza (G. Deleuze/E. Glissant), e l’Io in quanto individuo (atomo) non ha, quindi, un rapporto con un sé sempre identico (immutabile), ma con una rete di relazioni storicamente determinate, che si realizzano come singolarità plurale – e ibrida per l’intreccio delle relazioni che ne passano lo stato dal virtuale all’attualità –, allora non è impossibile pensare e criticare l’economia poetica del tradizionale Io umanistico come una persistente feticizzazione che investe il soggetto e l’oggetto poetico.

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QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.11: Siamo in attesa che arrivi il futuro… Antonino Contiliano, “Tempo spaginato. Chi-asmo”

tempo spaginatoIl titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante prove pregevoli e spesso straordinarie, è stato sostanzialmente il secolo della poesia, oggi di quella grande stagione inaugurata dall’ermetismo (e proseguita con il neorealismo e l’impegno sociale e poi con la riscoperta del quotidiano e ancora con la “parola innamorata” via e via nel corso degli anni, tra avanguardie le più varie e altrettanto variegate restaurazioni) non resta più molto. Ma ci sono indubbiamente ancora tanti poeti da leggere e di cui rendere conto (senza trascurare un buon numero di scrittori di poesia “dimenticati” che meritano di essere riportati alla memoria di chi potrebbe ancora trovare diletto e interesse nel leggerli). Rendere conto di qualcuno di essi potrà servire a capire che cosa resta della poesia oggi e che valore si può attribuire al suo tentativo di resistere e perseverare nel tempo (invece che scomparire)… (G.P.)

di Giuseppe Panella

 

Siamo in attesa che arrivi il futuro…  Antonino Contiliano, Tempo spaginato. Chi-asmo, Firenze, Polistampa, 2007

 

E’ indubbio che la poesia e il fantastico siano da sempre stati in stretta correlazione a partire dalle Lyrical Ballads di Wordsworth e Coleridge in poi. La poesia lirica attinge all’universo dell’immaginario più estremo per raccontare le vicende del presente di una soggettività linguistica messa in crisi dal suo stesso bisogno di esprimersi e di esporsi in tutte le sue contraddizioni.

Non sempre questo discorso ha avuto valore per la fantascienza e non molti testi poetici sono scaturiti dall’esplorazione del futuro (anche se prossimo venturo).

Il caso della scrittura poetica di Antonino Contiliano contenuta in questo libro è, allora, esemplare: i suoi versi, pur dedicati alla e proiettati verso la critica spietata del presente, sono tutti rivolti all’attesa del futuro che attende l’umanità e alla descrizione dell’intreccio che collega passato e avvenire in un chiasmo che li allaccia e li riconnette alle pur vistose aberrazioni della realtà vigente.

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