Giansalvo Pio Fortunato, Frammenti di inesistenza ed allegrie, puntoacapo Editrice, 2025, € 15,00
di Irene Sabetta
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L’ultima opera poetica di Giansalvo Pio Fortunato, Frammenti di inesistenza ed allegrie, è caratterizzata da una marcata densità simbolica e figurativa, nonché da continui slittamenti semantici e stilistici che rendono la raccolta un viaggio a tappe nelle potenzialità espressive e speculative della parola poetica.
Il termine “frammenti”, presente nel titolo, dà subito ragione della molteplicità d’intenti e di direzioni che connota il testo. Esso si compone infatti di tre sezioni, a mio avviso molto difformi tra loro, in cui il poeta tenta più strade per raggiungere tuttavia il punto fermo, lo “still point” di memoria eliotiana, da cui ripartire verso una meta ancora sconosciuta ma di certo più luminosa del luogo di partenza. E di partenze e di ritorni, di fughe e di separazioni, di attraversamenti e di voli, parlano i personaggi appartenenti ai miti sacri della Bibbia e a quelli pagani della classicità greca che animano la prima sezione, “Iniziazioni”.


































