Scientific Study of Literature (Volume 14, n. 1, 2025)

di Francesco Sasso

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Ho appena letto con grande interesse l’ultimo numero di Scientific Study of Literature (Volume 14, n. 1, 2025), una rivista internazionale open access che lavora su un terreno sempre più centrale: lo studio empirico della letteratura.

È un fascicolo che dà bene la misura di dove stanno andando oggi gli studi letterari fuori dai confini più tradizionali. Qui non troviamo il classico commento testuale o il close reading, ma ricerche che incrociano letteratura, psicologia, scienze cognitive, educazione e media studies. In altre parole: non solo che cosa leggiamo, ma che cosa succede quando leggiamo.

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Francisco Soriano, “Endecasillabi”

Francisco Soriano, Endecasillabi, illustrazioni di Carlo Bugli, incipit di Claudia Valsania, Collana Quaderni d’arte, Eretica edizioni 2025, p. 68, € 15,00


di Annalisa Lucini

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ora – la notte è messa di traverso

e le tue dita schiudono le tende:

dove sei? a cercare il mio silenzio –

ma non lo vedi? dicesti adirata.

Francisco Soriano è endecasillabo perfetto.

Nella sua ultima pubblicazione, nella collana Quaderni d’arte di Eretica edizioni, i versi sono declinati anche attraverso il tratto disarticolato, asimmetrico e compulsivo dell’artista Carlo Bugli che su fogli bianchi, rappresenta il segno irregolare del linguaggio, plasma la rappresentazione artistica e racconta la vita nella sostanza di cui si nutre.

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Thomas Mann, “Nell’Officina dello Scrittore”

Thomas Mann, Nell’Officina dello Scrittore, Trad. e cura di Lucio Coco, Firenze, Olschki («Particelle elementari»), 2026, pp. XIII, 33, € 10,00


di Luciano Curreri (UNIUPO)

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Come e quando si mette al lavoro uno scrittore? Dostoevskij preferiva la notte e la postura era febbrile, inquieta. Un altro amante della vita, Hemingway, optava per la mattina presto e si tirava su dalla pagina quando sapeva come avrebbe continuato il giorno dopo: il resto della giornata era, per l’appunto, vita, ricca di eventi ed esistenti, altrimenti rischiava di restare vuoto il serbatoio cui attingere immagini e idee. Thomas Mann prediligeva la scrittura di un paio di pagine in orario antimeridiano (che correggeva il giorno dopo prima di continuare) e per il resto della giornata si concedeva poche chiacchiere, poche persone, solitudine e aria pura, riposo e passeggiate, buoni libri e pace, tanta pace. Procedendo in tal senso, quello che hai da scrivere, ti si scrive in testa prima che sulla pagina. Ma questo lo pensavano pure scrittori dalla condotta meno lineare. Baudelaire, 15 aprile 1846: «La toile doit être couverte – en esprit – au moment où l’écrivain prend la plume pour écrire le titre».

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Una biblioteca è piena di libri non letti, ed è fonte di eterni rimorsi

“Io ho alcune esperienze che credo siano comuni a chiunque possiede moltissimi libri (io ne ho ormai circa quarantamila, tra Milano e le altre mie case). La prima esperienza è quella del solito imbecille che entra in casa e dice: «Quanti libri! Li ha già letti tutti?». A questa domanda si possono dare tre risposte:
(1) «No, questi sono solo quelli che ho messo da parte per leggere domani»;
(2) «Sì, e più di una volta ciascuno»;
(3) «E perché li terrei se li avessi già letti?»
E questa è, in fondo, la risposta più giusta. Una biblioteca non è fatta per conservare i libri che si sono letti, ma per conservare i libri da leggere, specie se si ha la sfortuna di ricevere un’enorme quantità di libri in omaggio.
Quindi una biblioteca è piena di libri non letti, ed è fonte di eterni rimorsi. Arriva poi un giorno che, per sapere qualcosa su un certo argomento, ci si decide finalmente ad aprire uno dei tanti libri mai letti.” (Umberto Eco)

da L’umana sete di prefazioni. Testi liminari 1956-2015, a cura di
Leo Liberti, © 2026, La nave di Teseo.

La libertà e le sue maschere. George Orwell, “La fattoria degli animali”

George Orwell, La fattoria degli animali, Universale Economica Feltrinelli, 2021, pp.156, € 9.50


di Luciana De Palma

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La fattoria degli animali (Universale Economica Feltrinelli) fu, secondo le intenzioni dell’autore George Orwell, un’attenta riflessione sia sugli avvenimenti che precedettero la Rivoluzione russa quanto su ciò che accadde durante l’era stalinista.

Orwell giunse ad aspre conclusioni in merito a questi due eventi in seguito alla sua personale esperienza durante la guerra civile spagnola che lo indusse a vedere chiaramente quanto la dittatura basata sul culto della personalità e sostenuta da un clima di continuo terrore fosse brutale oltre ogni dire.

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«Benedetti Maledetti», collana diretta da Stefano Lanuzza (Stampa Alternativa)

D.A.F. De Sade, Ancora uno sforzo… Rivoluzioni e profanazioni del Gran Maledetto, traduzione e cura di Stefano Lanuzza

Lou Andreas Salomé, La rivolta dell’eros. Sull’amore e il tipo di donna, a cura di Luciana Floris


di Ernestina Pellegrini

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Stefano Lanuzza, ex direttore della Biblioteca della Facoltà di Magistero dell’Università di Firenze, da tempo dedito alla letteratura, alla pittura e a vari lavori di carattere editoriale, ha ideato una deliziosa collana di alta divulgazione, «Benedetti Maledetti», per le edizioni di Stampa Alternativa, che ripropone figure e testi di indubbio fascino, a cominciare da due preziosi volumetti: D.A.F. De Sade. Ancora uno sforzo… Rivoluzioni e profanazioni del Gran Maledetto, traduzione e cura di Lanuzza stesso e Lou Andreas Salomé. La rivolta dell’eros. Sull’amore e il tipo di donna, a cura di Luciana Floris. In cantiere altri piccoli estrosi libri su/per Nietzsche, su Campana degli Orfici, su Rimbaud delle Illuminazioni. Per quel che riguarda il divino marchese – come recita la quarta di copertina – si tratta di una rilettura e di una nuova traduzione di alcune importanti quanto rare pagine politiche di colui, il ‘gran maledetto’ De Sade, che è ritenuto il più malfamato degli scrittori di ogni epoca. Figlio dell’Illuminismo libertino e tra gli intellettuali protagonisti della rivoluzione francese, in questi suoi scritti ricchi di spunti suggestivi seppure pervasi d’una filosofica follia, Sade vuole prefigurare un programma di rivolta permanente contro tutti i dispotismi politici e religiosi.

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Rossella Renzi, “Mani”

Rossella Renzi, Mani, Pequod, 2025, pp.90, € 14,00


di Francisco Soriano

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Mani è l’ultima opera della poetessa romagnola Rossella Renzi (Pequod 2025). Le mani plasmano le parole alla stregua di vasi d’argilla, «in attesa del silenzio», nulla ci appare scontato, neppure l’incanto di uno spiraglio di luce fra i rami di un pesco appena fiorito.

Un’eco sovrasta i canti nella spirale del vuoto, appena attraversato da un «verso del mondo senza memoria». I versi liberi, divisi spesso in terzine e quartine, talvolta in frammenti più lunghi, sembrano avvolgersi in sprazzi inabissati di immagini che assumono diversi risvolti a seconda della luce che appena li illumina. Così è per la «distesa dell’acqua e del suo riflesso», o con «le ali spiegate in piena luce», e ancora «per rubare alle gemme un po’ di luce».

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Siete davvero felici della vostra vita?

Siete davvero felici della vostra vita?

È questa la domanda spiazzante che James Patterson ha rivolto a una platea di studenti della Vanderbilt University. Spesso viviamo come se fossimo su un tapis roulant, passando da un impegno all’altro senza chiederci se la direzione sia quella giusta. Abbiamo paura dei cambiamenti, anche quando sappiamo che potrebbero aiutarci, e finiamo per sentirci esclusi o “imbrogliati” dal tempo che passa
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Julia Kissina, “Bubuš”

Julia Kissina, Bubuš, trad. di Valentina Parisi, Voland, 2025, pp. 213, € 19,00


di Annalisa Lucini

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Alla magia di una pistola s’inchinano i bambini e Satana” (SCRITTA SU UNO SPECCHIO)

Julia Kissina, fotografa, performer e scrittrice ucraina, introduce il suo romanzo con questo esergo, forse con l’intento di creare una sorta di deflagrazione iniziale nello spazio che – già dalle prime pagine – rapisce il lettore di Bubuš, tradotto nella versione italiana da Valentina Parisi, edito da Voland.

A proposito di rumori di sottofondo che rubano – talvolta – la scena alla protagonista, questa scrittura viene dall’underground (letteralmente “sottoterra”) esistenziale dell’umanità tutta, sia in Europa sia Oltreoceano.

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Poeti d’Ucraina e dell’Europa. Contesti e comparazioni

Poeti d’Ucraina e dell’Europa. Contesti e comparazioni


di Stefano Lanuzza

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Per ogni dove risuona la voce di coloro che predicano la morte” (Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1883)

Tutta la Russia vive al dieci per cento del bilancio normale, tranne la Polizia, la Propaganda, l’Esercito…” (Louis-Ferdinand Céline, Mea Culpa, 1936)

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Blended learning

La modalità blended — sempre più citata nel dibattito educativo — è un modello di insegnamento che unisce in modo organico la didattica in presenza con quella online. Non si tratta semplicemente di alternare lezioni in aula e attività digitali, ma di costruire un percorso in cui i due ambienti si integrano e si rafforzano a vicenda.

In un contesto blended, il momento in classe diventa lo spazio privilegiato per il confronto, la discussione e il lavoro collaborativo, mentre l’online offre materiali, esercizi, approfondimenti e occasioni di studio autonomo. Questa combinazione permette di rendere l’apprendimento più flessibile e personalizzato, adattandolo ai tempi e ai bisogni degli studenti.

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Un attimo prima del vuoto. Stig Dagerman, “L’isola dei condannati”

Stig Dagerman, L’isola dei condannati, Trad. Giovanni Agnoloni, Ortica editrice, 2025, pp.334, € 18,00


di Luciana De Palma

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La scrittura di Stig Dagerman risuona come un’esplosione i cui echi somigliano Ai fischi di una materia scagliata nell’infinito che, una volta andata in frantumi, non può più essere ricomposta. Questo è ciò che accade in ogni sua opera e non meno nel romanzo L’isola dei condannati (Ortica ed.), tradotto da Giovanni Agnoloni.

Protagonisti sono sette naufraghi, cinque uomini e due donne, i quali, approdati su un’isola, lottano per la sopravvivenza, avendo a disposizione poca acqua e poco cibo e soprattutto sono gravemente feriti nell’anima. La trama si dipana tra contingenze fisiche e necessità spirituali, queste ultime determinate da sequenze di terrore che imperversano nella mente dei sette.

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Una milizia per Trump

Una milizia per Trump


di Francisco Soriano

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Ice è l’acronimo di Immigration and Customs Enforcement. Questa agenzia federale è composta da migliaia di agenti finanziati da un budget di milioni di dollari con l’intento specifico di fronteggiare l’immigrazione clandestina attraverso nuovi poteri che perseguitano, nel vero senso della parola, i presunti immigrati irregolari. L’Ice ha assunto contorni a dir poco inquietanti, seminando terrore e omicidi di cittadini solo per il fatto di averne intralciato l’azione di polizia.

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Vittorino Curci, “Terra dell’inquietudine”. Nota di lettura sui testi poetici di Vittorino Curci.

Vittorino Curci, Terra dell’inquietudine, Musicaos Editore, 2026, pp.104, € 15,00


di Francisco Soriano

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Terra dell’inquietudine è l’ultima opera del poeta e musicista pugliese Vittorino Curci. Una poesia matura che segna un passaggio fecondo nel lungo tragitto poetico dell’autore, fra paesaggi rarefatti e pervasi dall’inedia di una memoria abbagliata dalle funeste vicissitudini umane e dalle periferie di un esistente cosparso di vuoti esistenziali. Nulla si cela dietro la coltre del dimenticatoio, fino a quando è la poesia a intervenire, con la sua memoria, per ridare carica etica e civile: la poesia dopo la poesia conserva il sapore di quegli / anni. / la notte è serena e il fiume guadabile / dimentichi? hai un debito da pagare alla vita.

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“Tra i decenni Settanta e Ottanta del Novecento, l’Antigruppo siciliano”. La lettura di Simona Squadrito

Tra i decenni Settanta e Ottanta del Novecento, l’Antigruppo siciliano. La lettura di Simona Squadrito


di Antonino Contiliano

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Tirando le fila, il dovere dell’intellettuale, secondo la logica dell’Antigruppo – scrive Simona Squadrito in “Inchiostro e dinamite. Antigruppo siciliano” (Postmedia Books, 2025, € 24,00) – “è quello di unirsi alla voce di tutti gli strati della società, privilegiando quelli più umili e fragili, piuttosto che limitarsi a rappresentarli” (cap. I, p. 52). Piena adesione dell’analista alle pratiche discorsive e performative plurali dei protagonisti individuali – sicuramente antifascisti –, sebbene l’orientamento politico dei soggetti del movimento letterario, artistico e poetico “Antigruppo siciliano” fosse caratterizzato da differenti spinte ideo-politiche e culturali.

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Poesie di Kabir

Poesie di Kabir

Servo, dove mi cerchi?
Eccomi, sono al tuo fianco.
Non mi troverai nel tempio
né nella moschea; non abito
nella Kaaba né in cima al Kailash;
non mi circoscrive cerimonia
né rito, lo Yoga o la rinuncia.
Se sei un vero cercatore mi troverai
subito, mi incontrerai all’improvviso.
Kabir dice: “Dio respira in ogni respiro”.

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Accenni di lettura del nr 260 di “Fermenti”

Accenni di lettura del nr 260 di “Fermenti”


di Stefano Lanuzza

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La multiculturale, ormai storica, FERMENTI nasce a Roma nel 1971 su impulso di Velio Carratoni. Non online ma pervicacemente offline, essa non rinuncia alla sua complessione cartacea come alla qualità visiva, certo superiore rispetto alla resa di qualsivoglia supporto più o meno improprio… Infatti, per leggerla, non ti servono connessioni, monitor, antivirus; né, a causa dell’inopinata intrusione della pubblicità, devi sospendere la lettura, l’attenzione, la concentrazione.

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LA STANZA DEL LETTORE: Ernst Behler e Aldo Venturelli, “Friedrich Nietzsche”

Ernst Behler, Aldo Venturelli, Friedrich Nietzsche. Nuova edizione, Salerno Editrice, collana “Profili”, 2025, pp. 308.


di Francesco Sasso

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La nuova edizione del volume Friedrich Nietzsche di Ernst Behler e Aldo Venturelli si presenta come uno strumento critico di grande affidabilità per lo studio del filosofo tedesco, offrendo una sintesi rigorosa, aggiornata e filologicamente fondata di una delle figure più complesse e fraintese del pensiero moderno. In un panorama editoriale spesso segnato da semplificazioni concettuali e da appropriazioni ideologiche, il lavoro di Behler e Venturelli si distingue per la scelta metodologica di sottrarre Nietzsche tanto alla mitologia quanto alla riduzione filosofica che ha investito categorie quali superuomo, volontà di potenza, nichilismo e dionisiaco.

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ESERCIZI DI LETTURA: Dentro il misterioso equivoco della vita. Reiner Stab, “Questo è Kafka?”

Reiner Stab, Questo è Kafka?, Adelphi editore, Milano, 2016


di Gustavo Micheletti

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Nell’immaginario collettivo Franz Kafka sembra una sorta di essere alieno: “avulso dalla realtà, nevrotico, introverso, malato, un uomo inquietante che suscita cose assai inquietanti”. Secondo Reiner Stach si tratta di luoghi comuni non privi di conseguenze sulla percezione della sua opera e della sua personalità, che in realtà non corrisponde molto a questo cliché. Kafka era infatti dotato di un fine umorismo, di un’autentica umiltà e di una spontanea gentilezza, ma anche di una colta ingenuità che era capace di giocare con repentini cambi di prospettiva. Il suo impegno artistico, “pur essendo vissuto a tratti in modo terribilmente serio, mantenne sempre una componente ludica”, da cui seppe trarre sempre una vera gioia, e che riuscì talora a coltivare anche nelle Lettere e nei Diari, e “finanche nei gesti e negli episodi della vita quotidiana”.

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In nome di dio, per un sopravvissuto a Teheran

In nome di dio, per un sopravvissuto a Teheran


di Francisco Soriano

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Da uno dei momenti più drammatici di questi giorni di rivolta dei giovani iraniani al regime teocratico degli ayatollah, emerge una storia incredibile di disperazione e sopravvivenza che commuove e, nonostante tutto, ci rende felici. È il Centro per la documentazione sui Diritti umani a offrire una testimonianza, non verificabile nell’immediato per la chiusura di ogni comunicazione con l’Iran da parte degli sgherri fascio-islamici. Non esiteremo a ricercare fra le pagine dei crimini scellerati di questa mattanza senza eguali nel Vicino oriente la notizia, quando sarà possibile scoprire alla luce del sole ogni aberrante azione del regime. A Kahrizak un giovane si finge morto e viene salvato dalla famiglia, fra i sacchi neri gettati nel cortile dell’obitorio, fra centinaia di giovanissimi recisi dalle pallottole delle milizie e dei paramilitari giunti dall’Iraq e dall’Afghanistan. Noi vogliamo crederci.

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Quattro anni di «Metaphorica – Semestrale di Poesia». Una breve intervista a Saverio Bafaro.

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Quattro anni di «Metaphorica- Semestrale di Poesia». Una breve intervista a Saverio Bafaro


 di Annalisa Lucini

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Save the date: 26 gennaio ore 19.00 presso Bibliothè, Roma Via Celsa n.5.

Verrà presentata l’uscita del numero 7 della rivista Metaphorica-Semestrale di Poesia, edita da Edizioni Efesto, fondata e diretta da Saverio Bafaro.

Ad impreziosire il volume, tra una sezione e l’altra, foto delle opere di Patrizio Di Sciullo del quale, in occasione dell’evento, sarà possibile ammirare gli originali di alcune incisioni.

Saranno presenti Valerio Magrelli, Elio Pecora e Gabriella Sica che si racconteranno attraverso componimenti pubblicati nel nuovo numero, offrendo spunti di riflessione. A chiudere l’incontro “Ouverture N.7”, performance poetica a cura di Saverio Bafaro.

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Gli attraversamenti del poeta Giovanni Lombardo. Una nuova vita, un mondo nuovo

Giovanni Lombardo, Tra i passaggi di un mondo a venire, Quaderni di Spiragli Centro Internazionale di Cultura “Lilybaeum”, 2025, pp.119, € 10,00


di Oronzo Liuzzi

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La verità poetica” scrive nell’introduzione Antonino Contiliano al Tra i passaggi di un mondo a venire di Giovanni Lombardo “si pone” “come ricerca di verità”, una verità che incisa sulla pelle di ognuno di noi porta addosso gioie e tormenti e passioni e bellezza di una vita e di tante altre vite senza frontiere, tutte cose che ci portano in un mondo che respira come un organismo e abbraccia e tradisce e intreccia destini umani “Mio marito è disoccupato non trova altro lavoro io no / io no non sono disoccupata / non sono licenziata soltanto non ci pagano / e il padrone non c’è più, ci sono i capannoni / anche il lavoro c’è ma non lo si fa più / e il padrone non c’è più / ci ha venduti a chi non c’è.”

La scrittura levigata e diretta del poeta attraversa gli avvenimenti, la memoria, le attese e i desideri della materia viva di un mondo tutto da recuperare, da riscoprire, un mondo “a venire” ossigenato da amare ogni giorno per sempre “Ma tutto mi ritrovo rilucente”, “Un nuovo mondo ed una nuova vita / Senza ritorno e senza nostalgia di nessun prima”.

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Christopher Isherwood, “Un uomo solo”

Christopher Isherwood, Un uomo solo, Adelphi ed.,Trad. Dario Villa, 2009, pp.148, € 16,00


di Luciana De Palma

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In Un uomo solo (Adelphi ed.) l’autore Christopher Isherwood mette al centro della vicenda un’ordinaria giornata di George, omosessuale professore inglese di mezza età che insegna in un college di Los Angeles.

Dopo la morte del suo compagno, trova conforto nella compagnia di un giovane studente con il quale trascorre una notte.

La solitudine del protagonista è tratteggiata da Isherwood con una scrittura lieve, un fraseggio quasi trasparente capace però di essere altamente evocativo di terribili mareggiate che si agitano sul fondo della sua anima.

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Nessun sudario per Teheran

Nessun sudario per Teheran


di Francisco Soriano

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Non ci sono sudari per le giovanissime vittime uccise durante tutte le sommosse che si moltiplicano in questi anni in Iran. Neppure uno sulla morte di migliaia di impiccati, in maggior numero prigionieri politici, come in nessun altro Paese al mondo: quest’anno più di 2200. Non un telo bianco per avvolgere il dolore delle detenute, rapite per strada durante le proteste o per aver indossato male il velo, decedute magari nell’imposizione di una rieducazione al buon comportamento che una sciita duodecimana deve alla sua guida spirituale, l’ayatollah Alì Khamenei. Nessun sudario per le ragazze stuprate e gettate dai tetti dei palazzi delle città, fingendo un suicidio in piena contestazione al regime durante le sommosse. Esiste una fascinazione per alcuni Paesi shariatici da parte della galassia «femminista» occidentale? Forse in una visione del mondo ancorata a un terzomondismo tramontato da tempo, alcune realtà dittatoriali e teocratiche rappresentano ancora il modello di contestazione ai sistemi democratici e liberali europei, accusati di essere avamposti del capitalismo e del razzismo suprematista bianco? È possibile credere che rapaci dittatori che uccidono e reprimono ogni velleità di cambiamento in popoli che lottano per difendere il valore della libertà trovino ancora riferimenti in migliaia di persone fra sbandieratori e cattedratici delle università italiane? Non sono bastati 46 anni di oppressione feroce da parte delle bande islamofasciste dei basij su una popolazione inerme ridotta alla fame per annodare un sudario bianco sul proprio balcone di casa per le torture patite in stupri e scosse elettriche nella prigione famigerata di Evin?

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LA STANZA DEL LETTORE: Il muscolo come mito. Note a margine di “Diventa ciò che sei” di Andrea Presti

Andrea Presti, Diventa ciò che sei, Rizzoli, 2024, pp.228, € 15,00


di Francesco Sasso

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Ho iniziato da otto mesi, a cinquant’anni, quasi per caso, un percorso autogestito di allenamento con i pesi.

Un ritorno inatteso, in una stanza con un bilanciere, qualche manubrio, una panca regolabile: gli stessi attrezzi che avevo abbandonato venticinque anni fa in una piccola palestra di provincia. Eppure, nell’età in cui il corpo inizia a chiedere trattative più delicate, il gesto del sollevare ferro ha assunto una nuova grammatica: non più vanità giovanile, ma disciplina. Ogni ripetizione è diventata una sillaba: un linguaggio con cui il corpo, finalmente, ricomincia a parlarmi. A ogni sessione imparavo una nuova lettera di un linguaggio antico, fatto di fibre che cedono e rinascono, di gesti minimi, di ripetizioni che nessuna retorica riesce a nobilitare.

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