Al Selinus (14-3-’26) con Rino Marino tratteggiando i volti, i divenire
Cerchiamo di estrarre dalla follia la vita contenuta in essa, pur odiando i folli che non cessano di far morire questa vita, di rivolgerla contro se stessa. (Gilles Deleuze)
di Antonino Contiliano
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Quando un artista, già alterato nella percezione, estrapola un volto/dei volti dal contesto – dal corpo, dall’ambiente, dal tempo – e lo espone allo sguardo pubblico come corpo discorsivo e dispositivo collettivo in incarnazione scenica, compie un’ulteriore operazione di decontestualizzazione. Lavora con “i divenire”, trasformando dati bio-fisiognomici in una proposta densa di significati: una costellazione di pieghe, soglie e passaggi, un’intensità di “percetti” concatenati ma irriducibili a qualsiasi chiusura dell’ordine dominante e alle abitudini individuali e di massa.



















