La poesia tecnologica di Lamberto Pignotti (YouTube e Spotify)
Confronto tra strumenti di annotazione collaborativa
Ecco un confronto chiaro tra NowComment, Hypothes.is e Perusall, utile se stai valutando quale usare per attività editoriali o didattiche.
Blended learning
La modalità blended — sempre più citata nel dibattito educativo — è un modello di insegnamento che unisce in modo organico la didattica in presenza con quella online. Non si tratta semplicemente di alternare lezioni in aula e attività digitali, ma di costruire un percorso in cui i due ambienti si integrano e si rafforzano a vicenda.
In un contesto blended, il momento in classe diventa lo spazio privilegiato per il confronto, la discussione e il lavoro collaborativo, mentre l’online offre materiali, esercizi, approfondimenti e occasioni di studio autonomo. Questa combinazione permette di rendere l’apprendimento più flessibile e personalizzato, adattandolo ai tempi e ai bisogni degli studenti.
Scuola secondaria secondo grado: Linee guida
5 passi pratici per una vita minimalista. Riordinare la testa prima di svuotare casa
Un attimo prima del vuoto. Stig Dagerman, “L’isola dei condannati”
Stig Dagerman, L’isola dei condannati, Trad. Giovanni Agnoloni, Ortica editrice, 2025, pp.334, € 18,00
di Luciana De Palma
.
La scrittura di Stig Dagerman risuona come un’esplosione i cui echi somigliano Ai fischi di una materia scagliata nell’infinito che, una volta andata in frantumi, non può più essere ricomposta. Questo è ciò che accade in ogni sua opera e non meno nel romanzo L’isola dei condannati (Ortica ed.), tradotto da Giovanni Agnoloni.
Protagonisti sono sette naufraghi, cinque uomini e due donne, i quali, approdati su un’isola, lottano per la sopravvivenza, avendo a disposizione poca acqua e poco cibo e soprattutto sono gravemente feriti nell’anima. La trama si dipana tra contingenze fisiche e necessità spirituali, queste ultime determinate da sequenze di terrore che imperversano nella mente dei sette.
La risata di Kafka e il vero Superuomo (YouTube e Spotify)
La calma è un’arma di resistenza
La mindfulness è un atto di resistenza contro il caos e l’oppressione. Non è fuga dalla realtà, ma uno strumento per agire con chiarezza e compassione. Permette di gestire la paura e l’indignazione, trasformandole in azioni consapevoli e coerenti per difendere la libertà.
Una milizia per Trump
di Francisco Soriano
.
Ice è l’acronimo di Immigration and Customs Enforcement. Questa agenzia federale è composta da migliaia di agenti finanziati da un budget di milioni di dollari con l’intento specifico di fronteggiare l’immigrazione clandestina attraverso nuovi poteri che perseguitano, nel vero senso della parola, i presunti immigrati irregolari. L’Ice ha assunto contorni a dir poco inquietanti, seminando terrore e omicidi di cittadini solo per il fatto di averne intralciato l’azione di polizia.
Vittorino Curci, “Terra dell’inquietudine”. Nota di lettura sui testi poetici di Vittorino Curci.
Vittorino Curci, Terra dell’inquietudine, Musicaos Editore, 2026, pp.104, € 15,00
di Francisco Soriano
.
Terra dell’inquietudine è l’ultima opera del poeta e musicista pugliese Vittorino Curci. Una poesia matura che segna un passaggio fecondo nel lungo tragitto poetico dell’autore, fra paesaggi rarefatti e pervasi dall’inedia di una memoria abbagliata dalle funeste vicissitudini umane e dalle periferie di un esistente cosparso di vuoti esistenziali. Nulla si cela dietro la coltre del dimenticatoio, fino a quando è la poesia a intervenire, con la sua memoria, per ridare carica etica e civile: la poesia dopo la poesia conserva il sapore di quegli / anni. / la notte è serena e il fiume guadabile / dimentichi? hai un debito da pagare alla vita.
Leggere l’inconscio aziendale tra le righe
L’Analisi Emozionale del Testo (AET) è una metodologia di ricerca-azione che studia le culture locali attraverso i processi simbolici e la collusione. Utilizzando statistica multivariata, individua repertori culturali per promuovere lo sviluppo organizzativo.
“Tra i decenni Settanta e Ottanta del Novecento, l’Antigruppo siciliano”. La lettura di Simona Squadrito
Tra i decenni Settanta e Ottanta del Novecento, l’Antigruppo siciliano. La lettura di Simona Squadrito
di Antonino Contiliano
.
Tirando le fila, il dovere dell’intellettuale, secondo la logica dell’Antigruppo – scrive Simona Squadrito in “Inchiostro e dinamite. Antigruppo siciliano” (Postmedia Books, 2025, € 24,00) – “è quello di unirsi alla voce di tutti gli strati della società, privilegiando quelli più umili e fragili, piuttosto che limitarsi a rappresentarli” (cap. I, p. 52). Piena adesione dell’analista alle pratiche discorsive e performative plurali dei protagonisti individuali – sicuramente antifascisti –, sebbene l’orientamento politico dei soggetti del movimento letterario, artistico e poetico “Antigruppo siciliano” fosse caratterizzato da differenti spinte ideo-politiche e culturali.
Charles Bukowski, Emil M. Cioran, Gian Mario Villalta
Poesie di Kabir
Poesie di Kabir
Servo, dove mi cerchi?
Eccomi, sono al tuo fianco.
Non mi troverai nel tempio
né nella moschea; non abito
nella Kaaba né in cima al Kailash;
non mi circoscrive cerimonia
né rito, lo Yoga o la rinuncia.
Se sei un vero cercatore mi troverai
subito, mi incontrerai all’improvviso.
Kabir dice: “Dio respira in ogni respiro”.
Accenni di lettura del nr 260 di “Fermenti”
Accenni di lettura del nr 260 di “Fermenti”
di Stefano Lanuzza
.
La multiculturale, ormai storica, FERMENTI nasce a Roma nel 1971 su impulso di Velio Carratoni. Non online ma pervicacemente offline, essa non rinuncia alla sua complessione cartacea come alla qualità visiva, certo superiore rispetto alla resa di qualsivoglia supporto più o meno improprio… Infatti, per leggerla, non ti servono connessioni, monitor, antivirus; né, a causa dell’inopinata intrusione della pubblicità, devi sospendere la lettura, l’attenzione, la concentrazione.
LA STANZA DEL LETTORE: Ernst Behler e Aldo Venturelli, “Friedrich Nietzsche”
Ernst Behler, Aldo Venturelli, Friedrich Nietzsche. Nuova edizione, Salerno Editrice, collana “Profili”, 2025, pp. 308.
di Francesco Sasso
.
La nuova edizione del volume Friedrich Nietzsche di Ernst Behler e Aldo Venturelli si presenta come uno strumento critico di grande affidabilità per lo studio del filosofo tedesco, offrendo una sintesi rigorosa, aggiornata e filologicamente fondata di una delle figure più complesse e fraintese del pensiero moderno. In un panorama editoriale spesso segnato da semplificazioni concettuali e da appropriazioni ideologiche, il lavoro di Behler e Venturelli si distingue per la scelta metodologica di sottrarre Nietzsche tanto alla mitologia quanto alla riduzione filosofica che ha investito categorie quali superuomo, volontà di potenza, nichilismo e dionisiaco.
ESERCIZI DI LETTURA: Dentro il misterioso equivoco della vita. Reiner Stab, “Questo è Kafka?”
Reiner Stab, Questo è Kafka?, Adelphi editore, Milano, 2016
di Gustavo Micheletti
.
Nell’immaginario collettivo Franz Kafka sembra una sorta di essere alieno: “avulso dalla realtà, nevrotico, introverso, malato, un uomo inquietante che suscita cose assai inquietanti”. Secondo Reiner Stach si tratta di luoghi comuni non privi di conseguenze sulla percezione della sua opera e della sua personalità, che in realtà non corrisponde molto a questo cliché. Kafka era infatti dotato di un fine umorismo, di un’autentica umiltà e di una spontanea gentilezza, ma anche di una colta ingenuità che era capace di giocare con repentini cambi di prospettiva. Il suo impegno artistico, “pur essendo vissuto a tratti in modo terribilmente serio, mantenne sempre una componente ludica”, da cui seppe trarre sempre una vera gioia, e che riuscì talora a coltivare anche nelle Lettere e nei Diari, e “finanche nei gesti e negli episodi della vita quotidiana”.
In nome di dio, per un sopravvissuto a Teheran
In nome di dio, per un sopravvissuto a Teheran
di Francisco Soriano
.
Da uno dei momenti più drammatici di questi giorni di rivolta dei giovani iraniani al regime teocratico degli ayatollah, emerge una storia incredibile di disperazione e sopravvivenza che commuove e, nonostante tutto, ci rende felici. È il Centro per la documentazione sui Diritti umani a offrire una testimonianza, non verificabile nell’immediato per la chiusura di ogni comunicazione con l’Iran da parte degli sgherri fascio-islamici. Non esiteremo a ricercare fra le pagine dei crimini scellerati di questa mattanza senza eguali nel Vicino oriente la notizia, quando sarà possibile scoprire alla luce del sole ogni aberrante azione del regime. A Kahrizak un giovane si finge morto e viene salvato dalla famiglia, fra i sacchi neri gettati nel cortile dell’obitorio, fra centinaia di giovanissimi recisi dalle pallottole delle milizie e dei paramilitari giunti dall’Iraq e dall’Afghanistan. Noi vogliamo crederci.
Quattro anni di «Metaphorica – Semestrale di Poesia». Una breve intervista a Saverio Bafaro.
Quattro anni di «Metaphorica- Semestrale di Poesia». Una breve intervista a Saverio Bafaro
di Annalisa Lucini
.
Save the date: 26 gennaio ore 19.00 presso Bibliothè, Roma Via Celsa n.5.
Verrà presentata l’uscita del numero 7 della rivista Metaphorica-Semestrale di Poesia, edita da Edizioni Efesto, fondata e diretta da Saverio Bafaro.
Ad impreziosire il volume, tra una sezione e l’altra, foto delle opere di Patrizio Di Sciullo del quale, in occasione dell’evento, sarà possibile ammirare gli originali di alcune incisioni.
Saranno presenti Valerio Magrelli, Elio Pecora e Gabriella Sica che si racconteranno attraverso componimenti pubblicati nel nuovo numero, offrendo spunti di riflessione. A chiudere l’incontro “Ouverture N.7”, performance poetica a cura di Saverio Bafaro.
Gli attraversamenti del poeta Giovanni Lombardo. Una nuova vita, un mondo nuovo
Giovanni Lombardo, Tra i passaggi di un mondo a venire, Quaderni di Spiragli Centro Internazionale di Cultura “Lilybaeum”, 2025, pp.119, € 10,00
di Oronzo Liuzzi
.
“La verità poetica” scrive nell’introduzione Antonino Contiliano al Tra i passaggi di un mondo a venire di Giovanni Lombardo “si pone” “come ricerca di verità”, una verità che incisa sulla pelle di ognuno di noi porta addosso gioie e tormenti e passioni e bellezza di una vita e di tante altre vite senza frontiere, tutte cose che ci portano in un mondo che respira come un organismo e abbraccia e tradisce e intreccia destini umani “Mio marito è disoccupato non trova altro lavoro io no / io no non sono disoccupata / non sono licenziata soltanto non ci pagano / e il padrone non c’è più, ci sono i capannoni / anche il lavoro c’è ma non lo si fa più / e il padrone non c’è più / ci ha venduti a chi non c’è.”
La scrittura levigata e diretta del poeta attraversa gli avvenimenti, la memoria, le attese e i desideri della materia viva di un mondo tutto da recuperare, da riscoprire, un mondo “a venire” ossigenato da amare ogni giorno per sempre “Ma tutto mi ritrovo rilucente”, “Un nuovo mondo ed una nuova vita / Senza ritorno e senza nostalgia di nessun prima”.
LETTURE GENERATIVE – “Gargantua e Pantagruel” di François Rabelais: polifonia dei discorsi specializzati (YouTube e Spotify)
Christopher Isherwood, “Un uomo solo”
Christopher Isherwood, Un uomo solo, Adelphi ed.,Trad. Dario Villa, 2009, pp.148, € 16,00
di Luciana De Palma
.
In Un uomo solo (Adelphi ed.) l’autore Christopher Isherwood mette al centro della vicenda un’ordinaria giornata di George, omosessuale professore inglese di mezza età che insegna in un college di Los Angeles.
Dopo la morte del suo compagno, trova conforto nella compagnia di un giovane studente con il quale trascorre una notte.
La solitudine del protagonista è tratteggiata da Isherwood con una scrittura lieve, un fraseggio quasi trasparente capace però di essere altamente evocativo di terribili mareggiate che si agitano sul fondo della sua anima.
Nessun sudario per Teheran
di Francisco Soriano
.
Non ci sono sudari per le giovanissime vittime uccise durante tutte le sommosse che si moltiplicano in questi anni in Iran. Neppure uno sulla morte di migliaia di impiccati, in maggior numero prigionieri politici, come in nessun altro Paese al mondo: quest’anno più di 2200. Non un telo bianco per avvolgere il dolore delle detenute, rapite per strada durante le proteste o per aver indossato male il velo, decedute magari nell’imposizione di una rieducazione al buon comportamento che una sciita duodecimana deve alla sua guida spirituale, l’ayatollah Alì Khamenei. Nessun sudario per le ragazze stuprate e gettate dai tetti dei palazzi delle città, fingendo un suicidio in piena contestazione al regime durante le sommosse. Esiste una fascinazione per alcuni Paesi shariatici da parte della galassia «femminista» occidentale? Forse in una visione del mondo ancorata a un terzomondismo tramontato da tempo, alcune realtà dittatoriali e teocratiche rappresentano ancora il modello di contestazione ai sistemi democratici e liberali europei, accusati di essere avamposti del capitalismo e del razzismo suprematista bianco? È possibile credere che rapaci dittatori che uccidono e reprimono ogni velleità di cambiamento in popoli che lottano per difendere il valore della libertà trovino ancora riferimenti in migliaia di persone fra sbandieratori e cattedratici delle università italiane? Non sono bastati 46 anni di oppressione feroce da parte delle bande islamofasciste dei basij su una popolazione inerme ridotta alla fame per annodare un sudario bianco sul proprio balcone di casa per le torture patite in stupri e scosse elettriche nella prigione famigerata di Evin?
LA STANZA DEL LETTORE: Il muscolo come mito. Note a margine di “Diventa ciò che sei” di Andrea Presti
Andrea Presti, Diventa ciò che sei, Rizzoli, 2024, pp.228, € 15,00
di Francesco Sasso
.
Ho iniziato da otto mesi, a cinquant’anni, quasi per caso, un percorso autogestito di allenamento con i pesi.
Un ritorno inatteso, in una stanza con un bilanciere, qualche manubrio, una panca regolabile: gli stessi attrezzi che avevo abbandonato venticinque anni fa in una piccola palestra di provincia. Eppure, nell’età in cui il corpo inizia a chiedere trattative più delicate, il gesto del sollevare ferro ha assunto una nuova grammatica: non più vanità giovanile, ma disciplina. Ogni ripetizione è diventata una sillaba: un linguaggio con cui il corpo, finalmente, ricomincia a parlarmi. A ogni sessione imparavo una nuova lettera di un linguaggio antico, fatto di fibre che cedono e rinascono, di gesti minimi, di ripetizioni che nessuna retorica riesce a nobilitare.
LETTURE GENERATIVE – Montale, Moio e Palladini: l’Io e la resistenza
Iryna Shuvalova, “Canzoni alla fine”
Iryna Shuvalova, Canzoni alla fine (End Songs), Edizioni Interlinea, 2025, traduzione e cura di Alessandro Achilli e Yarina Grusha, pp.152, € 14,00
di Francisco Soriano
.
Canzoni alla fine (End Songs) è un libro di elegie scritto da Iryna Shuvalova (Edizioni Interlinea, Novara, 2025, traduzione e cura di Alessandro Achilli e Yarina Grusha), traduttrice e poetessa di origini ucraine. In una delle sue interviste la scrittrice pone in risalto due aspetti fondamentali e ineludibili della sua scrittura: la poesia come spazio intimo da preservare e, soprattutto, dopo l’aggressione russa, l’importanza di raccontare le storie individuali che fungono da esplorazioni poetiche dell’identità e della microstoria1. Temi che hanno abitato il suo percorso lirico per oltre un decennio, dall’esordio con Ran nel 2011 (Primo premio del concorso editoriale «Smoloskyp»), alle molteplici pubblicazioni che lo seguono, fra le più importanti in edizioni bilingue: Pray to the Empty Wells e, nel 2019, come coeditrice delle 120 pages of “Sodom”. Inoltre si ricorda la prima antologia di «letteratura queer» pubblicata in Ucraina, Pray to the Empty Wells, tradotta da Olena Jennings, che è stata descritta dal «Guardian» come un’opera che offre «un modo per capire cosa significhi essere ucraino in un momento catastrofico per il paese della poetessa»2.
Il deragliamento della spars-azione delle poesie di Giorgio Moio
Giorgio Moio, Poesie sparse – 2009/2023, Frequenze poetiche, pp.120, € 14,00
di Antonino Contiliano
.
Nel giugno del 2025 Giorgio Moio pubblica Poesie sparse – 2009/2023 (Frequenze poetiche, pp.120, & 14,00). La raccolta, una miscela di testi verbali e non verbali, contiene più di ottanta testi e, come dice il titolo del volume, poesie assolutamente “sparse”. Il poeta, per scelta, non tiene conto di un’unica cronologia. Il tempo è trattato, secondo chi scrive, topologicamente: punti di prossimità e contiguità. Se è verso che l’indicazione “2009/2023” è una linea temporale che non lascia adito a dubbi sulla sua continuità, è anche vero che, a partire dal primo testo – “Per i miei cinquant’anni” (p. 7) – si legge che la poesia scritta il 25 maggio 2009 è stata pubblicata in “Kairòs Edizioni, 2011); che “Leopardiana” e “Echi” – pubblicate in “Le reti di Dedalus”, luglio 2015 – indicano il 1980. Crediamo, e bene, che sia un modo per impegnare il suo ipotetico lettore a stabilirsi in una distanza temporale fatta di salti; e ciò per seguire il suo cammino di poeta irregolare, disteso negli intervalli del suo vissuto esperienziale fenomenologico e nelle riserve del suo nascosto pre-personale socio-storico materiale.
Mosaico biografico per un romanzo di formazione. Marco Palladini, “Noi siamo altri. Materiali per una diegesi familiare”
Marco Palladini, Noi siamo altri. Materiali per una diegesi familiare, Editrice ZONA, 2025, pp. 264, € 25
“L’Io è un oggetto fatto come una cipolla: lo si potrebbe pelare e si troverebbero le identificazioni successive che l’hanno costituito” (Jacques Lacan, Seminario. Libro I. Gli scritti tecnici di Freud, 1953-1954)
di Stefano Lanuzza
.
“Dovremmo, credo, chiederci tutti chi siamo. Siamo un mistero per noi stessi. Esistiamo nel buio, cercando sprazzi di luce cosciente. Che non sono le illuminazioni interiori di tanta letteratura mistica. Ma delle materialistiche accensioni che dovrebbero farci maggiormente apprezzare la nostra condizione di ospiti di un corpo che non di rado, ingrati, maltrattiamo. Finché dura”. È con questa lapidaria giustapposizione di frasi a conclusivo compendio d’un anticanonico volume-mosaico repleto di vicende che Marco Palladini connota la sua eterogenea eppure coerente autobiografia rimbaudianamente intitolata Noi siamo altri. Materiali per una diegesi familiare (Genova, Editrice ZONA, 2025, pp. 264, € 25).
LETTURE GENERATIVE – IA e relazione: il rischio nella scuola algoritmica
Adriana Beverini, “L’Oltre: Eugenio Montale tra filosofia, fisica e religione”
Adriana Beverini, L’Oltre: Eugenio Montale tra filosofia, fisica e religione, prefazione di Alessandro Zaccuri, appendice di Roberto Maggiani, Il ramo e la foglia edizioni 2025, p. 110, € 15,00.
di Annalisa Lucini
.
Adriana Beverini esplora la scrittura letteraria di Eugenio Montale e si pone nell’intersezione tra filosofia, fisica e religione, cercando la traccia del punto di rottura tra questi aspetti diversi e la matrice poetica della parola che, come sottolinea Alessandro Zaccuri nella prefazione, ha origine nella presa d’atto di «ciò che non siamo, ciò che non vogliamo».
Citare l’ultimo verso della prima lirica che apre Ossi di Seppia produce l’effetto di portare luce nel buco nero della crisi delle certezze dell’uomo contemporaneo.
Venezuela, che fare?
di Francisco Soriano
.
Il blitz americano in Venezuela era stato ampiamente previsto anche se non in queste spettacolari dinamiche che rendono il quadro generale molto interessante nel futuro prossimo. Che gli americani abbiano compiuto l’ennesimo atto illegale e di pirateria dal punto di vista delle leggi internazionali è fuor di dubbio, ma in questo frangente dimostrano di avere una strategia ben diversa da quelle del passato, che ci hanno riservato grossolani errori e assolute responsabilità in eccidi e migrazioni. Così pare.
LA STANZA DEL LETTORE: Un inno alla lettura, all’amicizia e alla rinascita. Nicola Pesce, “La volpe che amava i libri”
Nicola Pesce, La volpe che amava i libri, Edizioni NPE, 2021, pp.144, € 12,00
di Francesco Sasso
.
La volpe che amava i libri è una favola moderna che, con uno stile semplice ma profondamente evocativo, parla di solitudine, amicizia e del potere salvifico della lettura. Ambientato nelle sperdute steppe della Siberia, il romanzo racconta la storia di Aliosha, una volpe diversa dalle altre, che trova nei libri un rifugio e una compagnia durante i lunghi mesi invernali. La sua vita cambia quando un topolino ottimista e un corvo spietato bussano alla sua porta, costringendola a confrontarsi con le proprie paure e a imparare a convivere con le differenze altrui.
Aliosha rappresenta chi si sente diverso, chi cerca nei libri una via di fuga e una ragione per sperare. La sua storia è una metafora della condizione umana, della ricerca di significato e della necessità di connessione.
Claudio Marrucci, “Madonna licenziata. Due cuori e una capanna”
Claudio Marrucci, Madonna licenziata. Due cuori e una capanna, prefazione di Guido Lo Moro, postfazione di Susanna Schimperna, Edizioni Croce, 2025, p. 100, € 16,00 Continue reading
La rondine di Leopardi e il lanciafiamme di Putin. Antonio Moresco, “Lettera d’amore a Giacomo Leopardi”
Antonio Moresco, Lettera d’amore a Giacomo Leopardi, Solferino editore, Milano 2025, pp.240, € 19,90
di Gustavo Micheletti
.
Certe volte, quando nel tardo pomeriggio Antonio Moresco si trovava in chiesa per la recita del rosario con gli altri ragazzi ospiti della scuola del seminario, invece delle parole in latino delle preghiere recitava i versi di Giacomo Leopardi. Ripetendo sottovoce ciò che il suo animo in quel momento aveva bisogno di ascoltare, invece di sanctificetur nomen tuum, fiat voluntas tua, adveniat regnum tuum… o di sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus… poteva capitargli di recitare tra sé versi come questi: “Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete… E il naufragar m’è dolce in questo mare”.
Dannata me, macerata anima solitaria. Annalisa Lucini, “dannazione di donna perbene”
Annalisa Lucini, dannazione di donna perbene, Eretica edizioni, 2023, pp.62, € 15,00
di Francisco Soriano
.
Riecheggiano già dai primi versi echi della grande tradizione stilnovistica, in questa silloge costruita con eleganza stilistica di Annalisa Lucini (dannazione di donna perbene, Eretica edizioni, 2023). In maggior parte fra distici e terzine Lucini mette in scena una consapevole quanto malinconica memoria di tempi e spazi lastricati di cocci rotti.
La sofferenza tuttavia non esonera dall’affannosa ricerca di un etimo, un rampicante, una sottile linea rossa che la leghi a un passato mutato, stravolto, ormai perduto. La consapevolezza è il trascorrere, l’azione naturale di logoramento e annientamento, la ritorsione che il tempo ci riserva per quelle cose che, seppur vissute nella felicità, si deteriorano: Dannata me, macerata anima solitaria. / Butto via ogni cosa persa e ritrovata / prima del suo innato deteriorarsi.
L’Intifada delle Parole … Poesie da Gaza. Il loro grido è la mia voce
Aa.Vv., Il loro grido è la mia voce- Poesie da Gaza, Prefazione di Ilan Pappé e interventi di Susan Abulhawa e Chris Hedges, Fazi Editore, 2025, pp.141, € 12,00
“Non credete che nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU anziché i paesi che hanno la bomba atomica sarebbe più giusto mettere quelli che sono riusciti pur massacrati dai bombardamenti a scrivere queste poesie bellissime?”
Luciana Castellina
di Antonino Contiliano
.
Il loro grido è la mia voce- Poesie da Gaza (Prefazione di Ilan Pappé e interventi di Susan Abulhawa e Chris Hedges, Roma, Fazi Editore, 2025, pp. 141, € 12,00). Per ogni copia venduta Fazi Editore donerà 5 euro a EMERGENCY per le sue attività di assistenza sanitaria nella Striscia di Gaza. La raccolta, curata da Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti, propone una selezione di poesie di dieci autori palestinesi: Hend Joudah, Ni’ma Hassan, Yousef Elqedra, Ali Abukhattab, Dareen Tatour, Marwan Makhoul, Yahya Ashour, Heba Abu Nada (uccisa nell’ottobre 2023), Haidar al-Ghazali e Refaat Alareer (ucciso nel dicembre 2023). Il volume è arricchito da una prefazione dello storico israeliano Ilan Pappé e da due interventi firmati dalla scrittrice Susan Abulhawa, autrice del romanzo bestseller Ogni mattina a Jenin, e dal giornalista premio Pulitzer Chris Hedges, ex corrispondente di «The New York Times» da Gaza. Dal vortice risonante delle poesie viene fuori una doppia immagine.
Josè Saramago, “L’uomo duplicato”
Josè Saramago, L’uomo duplicato, trad. Rita Desti, Feltrinelli, 2018, pp. 270, € 13
di Luciana De Palma
.
Ne L’uomo duplicato (Feltrinelli ed.) José Saramago, mescolando surrealismo e arguzia, indaga il tema dell’identità.
Al centro della vicenda è uno strano avvenimento che vede coinvolti Tertuliano Máximo Afonso, professore di storia nelle scuole medie, e Daniel Santa-Clara, nome d’arte di un attore: i due, molto più che somiglianti, sono identici in ogni minimo dettaglio. Questa coincidenza li porterà a fondere le loro esistenze: le loro vite combaceranno fino a spingersi oltre i limiti dell’inimmaginabile.
L’infinito cerca il tocco del finito, / Il finito la sua liberazione nell’infinito.
L‘idea cerca il suo corpo nella forma
La forma cerca la sua libertà nell’idea.
L’infinito cerca il tocco del finito,
Il finito la sua liberazione nell’infinito.
SEGNALAZIONI PARTECIPI: Vladimir V. Majakovskij, “Operai e contadini non vi capiscono”
Vladimir V. Majakovskij, Operai e contadini non vi capiscono, a cura di Amedeo Anelli, Bibliotheka («Formiche», 16), Roma 2025 (ottobre), 56 pp., 12 €
di Luciano Curreri (UNIUPO)
«Se qualcuno occupa un posto di prima fila, in una mia serata, si sentirà in dovere di urlare: “Gli operai e i contadini non vi capiscono!”». Majakovskij parla – all’altezza del 1928, due anni prima del suicidio – della sua attività di lettore itinerante e dice che nelle prime file (le più care) non c’è pubblico. Se ci fosse, griderebbe che chi è dietro, negli ingressi, nella galleria, non sarebbe in grado di seguirlo, quando invece di fronte a ottocento operai, in fabbrica, l’autore riceve un attestato di piena comprensione da tutti, tranne uno, il contabile. Quest’ultimo vuole precisare che la lettura del poeta è un valore aggiunto che facilita la comprensione. Majakovskij commenta: «Si può certamente fare a meno degli attestati, ma il burocratismo è anch’esso letteratura. E ben più diffusa della nostra!». Dietro l’ironia è il problema, tuttora attuale, della complessità: «“Leggere cose complesse” – ha detto la bibliotecaria – “non solo ha procurato piacere, ma ha elevato il loro grado di cultura [di operai e contadini]”». Dietro è il problema della distribuzione: «Il problema della distribuzione dei nostri libri riguarda la capacità d’acquisto dei gruppi cui il libro è destinato. I nostri lettori sono giovani studenti, gli operai e i contadini del Komsomol […]». Dietro è il problema dell’arte di massa: «L’arte non nasce di massa, lo diventa in un processo che richiede sforzi» e «corrispondenza fra la maturità delle masse e le questioni poste dal libro». Perché quello che ieri e oggi chiamiamo «il carattere di massa è il risultato della nostra lotta, non già la camicia in cui nasceranno i libri felici di qualche genio letterario». Più chiaro di così!
_____________________________
[Leggi tutti gli articoli di Luciano Curreri pubblicati su Retroguardia 3.0]



