Aksel Bakunts, Racconti dal silenzio, Guerini e Associati, Milano 2002, pp.44, € 15,00
di Francisco Soriano
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In un recente viaggio in Armenia abbiamo scoperto uno scrittore straordinario, Aksel Bakunts, il cui vero nome è Alekhsandr Thevosyan. Nato nel giugno del 1899 a Goris, nel centro del Caucaso nell’attuale Repubblica armena, Bakunts frequentò la scuola parrocchiale, vinse una borsa di studio e proseguì il suo percorso nel collegio di Etchmiadzin. Dopo il diploma conseguito nel 1918 non perse tempo nell’arruolarsi fra le file dell’esercito di volontari per partecipare alla guerra in Turchia, a seguito dell’armata russa, per ottenere la liberazione del suo popolo nelle storiche battaglie di Erzum, Kars e Sardarapat. Giornalista e reporter per l’organo di stampa del partito democratico del nuovo Stato indipendente d’Armenia, frequentò il Politecnico di Tiflis e, in seguito, l’istituto agrario di Kharkov. Fu con la fine dell’indipendenza della Repubblica d’Armenia per mano sovietica, fra il 1918 e il 1920, che Bakunts decise di decretare la fine del partito nazionalista Dachnak, in cui aveva lottato e militato dal 1915. La letteratura divenne a questo punto il suo nuovo spazio d’azione, entrando a far parte dell’Associazione degli Scrittori proletari d’Armenia. In questo contesto venne redatto un manifesto, La dichiarazione dei tre, fra i quali componenti vi era un giovane poeta e amico di Bakunts, Yeghishe Čharents. L’idea era di superare le visioni della precedente letteratura per fare spazio a una poesia portatrice dei valori della lotta di classe: fu una scelta da parte di Bakunts che rispondeva alle sue esperienze di vita e professionali, perché egli fu in costante contatto col mondo contadino: infatti lo scrittore era agronomo, e svolgeva le sue attività soprattutto fra le montagne del Ghaphan e del Sisian. Dal 1924 cominciarono le pubblicazioni di novelle e racconti, prima sui periodici locali, in seguito in una raccolta del 1927, Mthnadzor.






















Ritratti di Poesia. Roma 10 aprile 2026, Auditorium della Conciliazione, 









