Ahmad Shamloo: la poesia come esperienza dell’uomo
(11 dicembre 1925 – 23 luglio 2000)
a cura di Nina Sadeghi e Francisco Soriano
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«Le mie opere sono la mia autobiografia. Sono convinto di una verità: la poesia non è un’interpretazione della vita; è la vita stessa.»
Questa affermazione offre forse una delle chiavi più efficaci per entrare nell’opera di Ahmad Shamloo. In pochi poeti persiani del Novecento vita, storia e parola poetica appaiono infatti così strettamente intrecciate. La sua poesia attraversa alcune delle grandi fratture dell’Iran contemporaneo, ma non si limita mai a raccontarle. L’esperienza storica viene trasformata in un’interrogazione più ampia sulla libertà, sulla dignità dell’uomo, sull’amore e sulla responsabilità della parola. Conoscere Shamloo significa dunque leggere la sua biografia attraverso la poesia e, al contempo, riconoscere nei suoi versi le tracce di un’esistenza attraversata dalla storia.
