Rinaldo Caddeo (Copertina di Eleonora Ruberti), Minimalia Inediti 03, a cura di Franco Manzoni, I Quaderni del Bardo Edizioni, 2026
di Annalisa Lucini
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La collana Minimalia Inediti, ideata e diretta da Franco Manzoni, è espressione di sperimentalismo e avanguardia poetica tout court.
Una scelta coraggiosa quella di Stefano Donno de I Quaderni del Bardo che ponendosi tra editoria attuale e pubblico attento, porta vento nuovo nella pubblicazione cartacea.
Cosa è Minimalia Inediti? È dettaglio che crea sinestesia tra poesia e arte, progetto agli antipodi della saturazione digitale e che attraverso l’elemento, non casuale, delle pagine bianche offre riparo dal dilagare di parole scritte.
«Minimalia non si legge nel senso convenzionale del termine; Minimalia si abita. È una provocazione e, insieme, un rifugio» sottolinea Franco Manzoni, direttore della collana.
Dopo i primi due libri-diari dedicati a Paolo Ruffilli e Annelisa Addolorato, è uscito il terzo numero dedicato a Rinaldo Caddeo, impreziosito da un’opera di Eleonora Ruberti. Un omaggio al poeta milanese recentemente scomparso, che si può definire anche testamento spirituale.
Caddeo, saggista e raffinato traduttore di Raymond Carver e Wallace Stevens ha osservato le proprie inquietudini con lucidità, ironia e un elegante distacco. La sua scrittura ha lasciato segno indelebile nella poesia contemporanea: si ricordano Le fronde del gioco e del vuoto e Calendario di sabbia.
Nel numero a lui dedicato è presente un singolo inedito, LUNA:
Entra in punta di piedi / in casa, ma porta dietro / uno strascico enorme di ombre
Questi versi che accolgono il lettore, sono in limine e sovvertono i canoni di lettura: dopo il testo, solo fogli bianchi numerati. Nessuna scelta casuale: al contrario tutto è ben ponderato. C’è l’abbandono della cronica iperproduzione e la carta diviene viatico verso un naturale distacco dal digitale.
Le pagine esistono per essere abitate, vissute e persino “profanate” dal lettore che disegna, scrive palabras, words, mots, wörter. La traccia di chi legge rimane nel libro e il fruitore ne diventa co-autore.
A suggellare questa sinergia tra le arti, la copertina del volume ospita Incantata, opera visiva originale di Eleonora Ruberti, artista pugliese, studiosa di Beni Culturali presso Unisalento, già collaboratrice de I Quaderni del Bardo.
Dunque il libro nella sua materialità è feticcio che invita a rallentare per ritrovare spazio. La collana, nella sperimentazione letteraria, a latere di nuove avanguardie digitali propone silenzio critico, riflessione, sottrazione, resistenza.
Il messaggio è chiaro e inequivocabile: riappropriarsi della carta, assecondare il gesto fisico della scrittura a mano, osservare silenziosamente un’opera d’arte e lasciare traccia della propria ispirazione su foglio bianco.
Questa sfida ai gusti correnti sarebbe piaciuta, di certo, anche a Umberto Eco che ha analizzato le avanguardie del suo secolo, ne è stato espressione con il Gruppo 63 ed ha teorizzato l’idea che l’opera d’arte non è merce del modello capitalistico, ma provocazione contro i parametri imposti dal mercato.
Minimalia è anche sperimentalismo, inteso come “devozione all’opera singola”, sperimentalismo che “produce l’opera e solo da essa estrae o permette poi che si estragga la poetica”.
Consistenza questa che rende la collana non solo gesto avanguardistico, ma contenuto speciale: fruizione di poesia e arte visiva. E in questa nuova architettura del libro l’arte trova spazio adeguato anche per il lettore che diventa egli stesso artista e opera.
NB- i libri li trovate nella sezione blog del sito della casa editrice.
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