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a cura di Francesco Sasso

Tag: Marino Magliani

STORIA CONTEMPORANEA n.50: Una tranquilla serie di storie di morte. Marino Magliani – Vincenzo Pardini, “Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

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di Giuseppe Panella

Una tranquilla serie di storie di morte. Marino Magliani – Vincenzo Pardini, Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo, con una postfazione di Arnaldo Colasanti, Massa, Transeuropa, 2010

Quattro racconti non fanno forse un romanzo intero. Ma le quattro storie raccontate da Vincenzo Pardini e Marino Magliani costruiscono un mondo – feroce accanito spietato straziato e quotidiano. Storie di tutti i giorni queste narrate da due scrittori apparentemente molto diversi (puntato sul rigo e sulla pagina Pardini, preoccupato di non soffermarcisi troppo e voglioso di andare oltre, verso un altro e più nuovo destino, invece, Magliani) che si scoprono nello stesso libro molto simili e accomunati da una visione disincantata e terribile della vita degli uomini.

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“Scrittori dell’eccesso: Pardini e Magliani”. Postfazione di Arnaldo Colasanti a “Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo”

 

[Per gentile concessione dell’autore Colasanti e dell’editore, pubblichiamo  la postfazione al volume  Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo di Marino Magliani e Vincenzo Pardini, Transeuropa,  2010 (f.s) ] 

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 di Arnaldo Colasanti

1. Sarà forse eccessivo dire che la letteratura nella sua profondità parla solo di vita e di morte, ma è un fatto che Vincenzo Pardini e Marino Magliani siano scrittori dell’eccesso. La storia di Fidelco Meroli Gregotti è una preghiera detta davanti a un lume di ceri rossi, è il rosario recitato di pomeriggio quando a casa non c’è più nessuno. In queste pagine, tuttavia, non c’è chiesa, né una nicchia dove inginocchiarsi. La voce è quella sottile e rasente dei fantasmi.

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STORIA CONTEMPORANEA n.11: Nella terra delle storie del passato. “La ballata della piccola piazza” di Elio Lanteri

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei.  (G.P)

Elio Lanteri- La ballata della piccola piazza

 di Giuseppe Panella

11. Nella terra delle storie del passato. Elio Lanteri, La ballata della piccola piazza, con una Prefazione di Marino Magliani, Massa, Transeuropa Edizioni, 2009

 

Della “piccola piazza” del titolo l’autore rende ragione nell’esergo del libro. Si tratta di un verso di Federico Garcia Lorca (di cui Lanteri è grande estimatore) che si intitola, appunto, Balada de la placeta (è del 1919) e che recita così:

 

«Perché ti allontani / dalla piccola piazza ?… / Ed io andrò molto lontano, / oltre i monti, vicino alle stelle, / con il mio cuore antico di bambino, / maturo di leggende, / con il berretto di piume / e la sciabola di legno» (p. 9).

 

Leggendo questi versi splendidi del poeta andaluso, si intuiscono molte delle ragioni che hanno spinto l’ormai anziano scrittore (è nato a Dolceacqua di Imperia nel 1929 e questo è il suo primo testo narrativo) a tentare la carta dello scarto linguistico e della creazione di atmosfere fantastiche ricreate con sguardo onirico e attenzione ai particolari più remoti. La scena è, ovviamente, in Liguria e il racconto parte all’alba del 9 settembre 1943, quando con l’uscita dell’Italia dalla guerra la situazione del Paese, soprattutto al Nord, trasforma gli italiani agli occhi dei gog (così vengono definiti i tedeschi quasi sicuramente dalla leggenda di Gog e Magog) da alleati poco affidabili in nemici potenziali.

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STORIA CONTEMPORANEA n.8:Dall’Olanda con amore. “La Tana degli Alberibelli” di Marino Magliani

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei.  (G.P.)

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di GiuseppePanella

 

8. Dall’Olanda con amore. Marino Magliani, La Tana degli Alberibelli, Milano, Longanesi, 2009

 

 

«La prima fucilata rade / la fiorita di rosmarini e scope. / Il tempo di caccia in questi luoghi alti sul mare / lacera il sonno antico, storna il guardiano di rovine, / falcia da un anno all’altro il branco. //

Abituati a una vita meno piena / e manchevole di calore e luce, / mi dico, tieni a bada l’amarezza. // Resisti, reggi il filo ancora teso / tra grado e grado della febbre eterna, / sorridi, porta a compimento l’opera. // Mentre colpo su colpo / la pendola degli anni / scandisce il tempo d’un addio, // mentre il volo ad ali ferme del nibbio / si tiene alto, mentre il cane punta / e l’uccello snidato s’alza a volo / e fila contro il tiro d’imbracciata, // mentre l’uomo teme, / mentre va incontro al suo male / e si dibatte tra viltà ed ardire »

(Mario Luzi, “Spari” in Dal fondo delle campagne, 1969)

 

1.

Un giovane olandese che reca il romantico nome di Jan Martin Van der Linden viene in Italia a ritrovare i luoghi della sua infanzia e a compiere una difficile missione. E’ a metà strada tra un archeologo avventuroso alla Indiana Jones e l’agente infiltrato di un romanzo dedicato alla corruzione politica o alla repressione dell’insider trading. Soprattutto è inquieto e incerto sul proprio destino. Il suo agente di collegamento che portava il fatidico (e volterriano) nome di battaglia di Pangloss (uno che avrebbe dovuto sapere tutto, dunque) è stato trovato ucciso poco lontano dal porto di mare dove aveva dato sue notizie l’ultima volta. In una Liguria dai nomi di fantasia (Santaleula, Oriana e poi frazioni, piccoli borghi, località sconosciute ai più e difficili da trovare sulle mappe più precise) ma dai paesaggi intensi e intriganti nella realtà concreta, si svolge una lunga e affannosa caccia alla verità. Jan Martin ama quei luoghi:

 

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LA TANA DEGLI ALBERIBELLI di Marino Magliani. Recensione di Francesco Sasso

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di Francesco Sasso

Questo La Tana degli Alberibelli (Longanesi, Milano 2009), che esce proprio oggi in libreria, è il sesto romanzo di Marino Magliani.

 

Vi si narra delle indagini di un giovane olandese, Jan Martin, inviato da un’agenzia europea antifrode in Italia. Siamo in Liguria, nelle terre di Ponente. A Bruxelles si sospetta che i fondi europei per costruire un porto turistico, il più grande del Mediterraneo, siano stati dirottati altrove.

 

La storia s’apre con la misteriosa morte di un’agente, collaboratore di Jan Martin. A Bruxelles chiedono del tempo per valutare e decidere se proseguire con l’indagine oppure mollare la presa. Nel mentre, invitano Martin a proseguire con il suo lavoro di copertura. Ufficialmente egli è in Italia per conto di una emittente televisiva olandese, alla ricerca di un oggetto abbandonato in una grotta carsica da due disertori della battaglia di Marengo.

 

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MARIO BENEDETTI. Nueve Poesías de “Humana Gloria” (2004). Traducción de JOSÉ DANIEL HENAO GRISALES

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Sarò breve. Come annunciai tre mesi fa su queste pagine, la traduzione è un punto di passaggio necessario per impossessarsi della letteratura straniera. Ciò vale soprattutto oggi, nell’epoca di internet. Ci pareva quindi di dover dedicare una sezione di Retroguardia 2.0 alla traduzione e diffusione in internet della letteratura contemporanea italiana. Chi desidera collaborare con noi può scriverci.

 

Al momento, con l’aiuto di JOSÉ DANIEL HENAO GRISALES – traduttore colombiano – e con il sostegno degli scrittori e traduttori Marino Magliani e Roberto Rossi Testa, andremo a tradurre in spagnolo, una delle lingue più diffuse al mondo, frammenti d’opere letterarie italiane.

 

umana-gloriaIl primo fascicolo è dedicato a Mario Benedetti, a nostro avviso uno dei maggiori poeti contemporanei. Le nove liriche da noi tradotte sono state estratte da Umana gloria.

 

A José Daniel Henao Grisales per la traduzione, a Marino Magliani per la revisione della traduzione, a Giuseppe Panella per il contributo critico e al poeta Mario Benedetti per aver gentilmente concesso la pubblicazione dei testi su Retroguardia 2.0, il mio personale grazie.

f.s.

 

pdf-ico [PDF di MARIO BENEDETTI, Nueve Poesías de “Humana Gloria” (2004) ]

 

 

 

Traducción de JOSÉ DANIEL HENAO GRISALES

 Textos Seleccionados de Francesco Sasso

 Revisión de la traducción de Marino Magliani

 Título Original  Umana gloria

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