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Orizzonte degli eventi

a cura di Francesco Sasso

Tag: Adriano Tilgher

Adriano Tilgher

Adriano Tilgher nacque a Resina (Napoli) – l’odierna Ercolano – l’otto gennaio 1887. Il padre era di origine tedesca e lavorava a Capodimonte come vetraio; la madre era invece valdostana.

Dopo la prima formazione culturale al liceo Vico di Napoli si laureò in giurisprudenza nel 1909 con una tesi di filosofia del diritto. Si dedicò quindi al giornalismo tenendosi sempre in disparte rispetto al mondo accademico e rifuggendo dall’insegnamento ufficiale.

Già molto giovane, grazie a un primo avvicinamento a Benedetto Croce, si cimentò nella traduzione di La Dottrina della Scienza di Fichte. Ma le differenze di vedute tra Tilgher e Croce emergono quasi subito e il rapporto si deteriora rapidamente. Nello stesso anno (1910) si trasferisce a Torino dove aveva vinto un concorso come bibliotecario.

Tilgher concepiva l’arte come Amor vitae, creazione indipendente dall’oggetto, e la sua concezione è già delineata in Arte, conoscenza, realtà del 1911.

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IL TERZO SGUARDO n.57: Adriano Tilgher, “La filosofia di Leopardi e altri scritti leopardiani”

Adriano Tilgher, La filosofia di Leopardi e altri scritti leopardiani, a cura e con un introduzione di Raoul Bruni, Torino, Aragno, 2018

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di Giuseppe Panella*

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Adriano Tilgher è certamente più famoso per i suoi studi sulla filosofia teatrale di Luigi Pirandello e le sue analisi del teatro contemporaneo (Studi sul teatro contemporaneo, Roma, Libreria di Scienze e Lettere, 1923 e sgg.) e per la sua grottesca e sconcertante liquidazione del pensiero di Giovanni Gentile (Lo spaccio del Bestione trionfante, Torino, Gobetti, 1926) che per la sua analisi del pensiero di Leopardi. Eppure è stato uno dei primi a valutare positivamente Leopardi come pensatore e a rifiutare la stroncatura che della sua poesia aveva fatto proprio Benedetto Croce (la celebre definizione di una “vita strozzata” che si trova in Poesia e non poesia del 1923, anno della sua prima edizione). Scrive Raoul Bruni nel suo intelligente saggio introduttivo a questo volume che raccoglie tutti gli interventi leopardiani del pensatore di Ercolano:

«Con La filosofia di Leopardi, Tilgher fornì un contributo fondamentale alla conoscenza del pensiero leopardiano. Eppure questo saggio viene quasi sempre ignorato o trascurato nei manuali di storia letteraria, che attribuiscono il merito di aver scoperto il valore filosofico dell’opera di Leopardi a Cesare Luporini, e al suo fortunatissimo saggio Leopardi progressivo» (p. IX).

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IL TERZO SGUARDO n.46: Pirandello e il suo doppio (critico). Adriano Tilgher, “Pirandello o il dramma di vedersi vivere”

Adriano Tilgher, Pirandello o il dramma di vedersi viverePirandello e il suo doppio (critico). Adriano Tilgher, Pirandello o il dramma di vedersi vivere, a cura di Pierfrancesco Giannangeli, Chieti, Solfanelli, 2013

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di Giuseppe Panella*

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La fortuna critica (e successivamente l’apprezzamento del pubblico) per Luigi Pirandello è tardato molto a manifestarsi e se su di lui un dibattito più aperto e sensibile alle sue prospettive generali di scrittore è iniziato e ha permesso che lo scrittore siciliano raggiungesse un buon successo anche in ambito italiano (nonostante le stroncature di Croce e il rifiuto pregiudiziale degli intellettuali che lo avversavano, con l’eccezione solitaria delle positive note recensorie di Antonio Gramsci) lo si deve sicuramente ad Adriano Tilgher.

Nonostante una serie piuttosto dura di critiche nei confronti della produzione di Pensaci, Giacomino!, (realizzata nella versione originale in lingua siciliana al Teatro Nazionale di Roma, il 10 luglio 1916, dalla Compagnia di Angelo Musco), non molti anni dopo, nel 1923, pubblicando i suoi Studi sul teatro contemporaneo, il giudizio sul commediografo girgentino sarà radicalmente rovesciato. Se nella recensione al lavoro messo in scena nel 1916, Tilgher aveva scritto: “Gli sciocchi possono scambiare per profondità il sorriso ironico del Pirandello sui suoi personaggi, ma chi ha buon gusto non si lascia ingannare”[1], nel volume di sette anni dopo l’analisi sarà molto diversa e molto più favorevole:

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