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[Poesia] Michele Brancale, Rosa dei tempi

Michele Brancale, Rosa dei tempi, Passigli.

Aprendo gli occhi al dedalo dei giorni,
risorto sollevo il velo leggero,
in cui ripongo la notte passata
e la città riflesso d’ametista.

La brina è distesa oltre i vetri, freddi,
sui tetti delle case dirimpetto.
Fuori s’affacciano sulla mia sciarpa
gli ultimi cristalli d’acqua di marzo.

Si è spento il momento di non vedersi.
Ho bruciato i fogli che ingombravano
lo spessore di te, il tuo profilo.

Non rimpiango la corsa a cui mi accingo,
svincolata dal peso, dal non senso,
dell’accumulo.
Questa è la notizia.