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Lo sbrego di Antonio Moresco

di Francesco Sasso

“Io non ho mai letto niente”. Ecco il paradossale incipit di un libro sulla lettura scritto da Antonio Moresco. “Per me leggere non è leggere”, continua lo scrittore che fatica a ricordare il primo libro letto (Salgari). Inoltre afferma di non riuscire a leggere a lungo a causa di una malformazione agli occhi e che ha iniziato ad “attraversare” le grandi opere letterarie dai trent’anni in su.

Pubblicato nel 2005, il libro è un meticciato di generi: saggio, autobiografia, narrativa, pamphlet.

Lo Sbrego inizia con una telefonata dello scrittore e curatore di collana Dario Voltolini. Quest’ultimo gli commissiona “un libro sulla lettura”. Dopo aver accettato l’impresa, all’apparecchio telefonico dello scrittore mantovano si accalcano voci provenienti dallo spazio e dal tempo.

Infatti, la narrazione è costruita sul ritmo di queste chiamate. Moresco immagina di parlare al telefono con Stendhal, Kafka, Dostoevskij, Goethe, Cervantes, Melville, Hugo, Céline, Cechov, Dickinson, Faulkner, Walt Whitman, Flaubert, Leopardi, Emily Bronte, Virginia Woolf ecc.
Non con tutti parla al telefono. Alcuni scrittori sono semplicemente evocati.

Moresco nel libro inscena un processo di smitizzazione e di distruzione delle gerarchie dei grandi scrittori. Soltanto davanti a Goethe, Dante e Shakespeare, egli mostra un certo timore reverenziale.

Ne Lo Sbrego troviamo anche le idee eversive di letteratura dello scrittore dei Canti del caos e le ben note invettive contro certa cultura editoriale:

“Tutte queste povere larve vestite che dirigono collane editoriali, coi loro omologhi che scrivono libri consentiti e richiesti, obbedienti allo spirito del tempo e ai suoi conformismi e alle sue piccole gratificazioni medianiche ed economiche, morti viventi, feti normalizzati e allevati, con le loro piccole carriere, le loro scalate”

Comunque, il libro è quanto di più lontano si possa immaginare dai rigori della scientificità accademica. Ma anche qui è da dichiarare utile e positivo il trapasso dai criteri estetici del giudizio a favore di una visione “impressionistica” delle opere dei grandi scrittori.

[Antonio Moresco, Lo sbrego, BUR- scuola Holden, 2005, pag.150, €12,00]