L’autore reale, lo scrittore è esterno al testo narrativo, nel quale proietta sempre e comunque una propria immagine letteraria, più o meno vicina a quella dell’uomo, biologicamente determinabile.
Se l’autore reale (biologicamente determinato) è estraneo alla realtà narrativa della sua creazione, il suo autentico doppio è l’autore implicito, colui che detiene il senso profondo e le regole di costruzione del testo. Il suo pendant è il lettore implicito, l’istanza più alta di ricezione-decifrazione del racconto, un’istanza virtuale, poiché il lettore implicito (come l’autore) non è rappresentato nella vicenda narrata.

L’immagine dell’autore reale non coincide con quella, decisiva in sede estetica, dell’autore implicito.  Il testo artistico, in altre parole, ha una sua indiscutibile alterità e autonomia dall’autore reale. Il quale è un referente sottoposto a un processo di trasformazione e ricreazione che può “deformare”, almeno in parte, la “verità” biografica. E’ l’effetto prismatico della fantasia artistica.

D’altronde, dalla parte del destinatario si può distinguere il lettore reale con la sua ideologia (per esempio: tu, lettore di queste mie righe), che l’autore non può prevedere (per esempio: io/Francesco Sasso, scrittore reale di queste righe non so chi in realtà legge i miei post), e il lettore implicito: il miglior lettore che lo scrittore si augura e immagina, capace di capire il testo, forse meglio dello stesso autore (per esempio, io scrivo i miei post con in mente una tipologia ben precisa di lettore)

f.s.