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Orizzonte degli eventi

Albert Caraco, “Breviario del caos” (incipit)

« Noi tendiamo alla morte, come la freccia al bersaglio, e mai falliamo la mira, la morte è la nostra unica certezza e sempre sappiamo di dover morire, quale che sia il luogo, il momento, o il modo. La vita eterna è un nonsenso, l’eternità non è vita, la morte è la quiete a cui aspiriamo, vita e morte sono legate, chi reclama altro pretende l’impossibile e otterrà in ricompensa solo fumo. Noi, che non ci contentiamo di parole, acconsentiamo a scomparire e siamo lieti di acconsentire, non abbiamo scelto di nascere e ci riteniamo fortunati a non sopravvivere in nessun luogo a questa vita, che ci fu imposta più che donata, vita piena di affanni e dolori, dalle gioie discutibili o mediocri. Che cosa prova mai che un uomo sia felice? La felicità è un’eccezione, mentre noi guardiamo soltanto alle leggi generali, in base a queste ragioniamo, queste meditiamo e investighiamo, disprezziamo chiunque insegua il miracolo e non siamo avidi di beatitudini, la nostra evidenza ci basta e la nostra sovrana eccellenza non è riposta in nient’altro.»
(Breviario del caos, Adelphi,)