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Adriano Tilgher

Adriano Tilgher nacque a Resina (Napoli) – l’odierna Ercolano – l’otto gennaio 1887. Il padre era di origine tedesca e lavorava a Capodimonte come vetraio; la madre era invece valdostana.

Dopo la prima formazione culturale al liceo Vico di Napoli si laureò in giurisprudenza nel 1909 con una tesi di filosofia del diritto. Si dedicò quindi al giornalismo tenendosi sempre in disparte rispetto al mondo accademico e rifuggendo dall’insegnamento ufficiale.

Già molto giovane, grazie a un primo avvicinamento a Benedetto Croce, si cimentò nella traduzione di La Dottrina della Scienza di Fichte. Ma le differenze di vedute tra Tilgher e Croce emergono quasi subito e il rapporto si deteriora rapidamente. Nello stesso anno (1910) si trasferisce a Torino dove aveva vinto un concorso come bibliotecario.

Tilgher concepiva l’arte come Amor vitae, creazione indipendente dall’oggetto, e la sua concezione è già delineata in Arte, conoscenza, realtà del 1911.

Nel 1912 si sposa con Livia de Paolis, conosciuta fin dai tempi del liceo; viene chiamato alla biblioteca Alessandrina e si trasferisce a Roma. Insieme a Borgese ed altri fonda la rivista «Il Conciliatore» e contemporaneamente collabora con quotidiani e riviste quali «Italia Nostra», «La Cultura», «Rivista di Filosofia». In questo periodo si trova vicino al pensiero di Gentile.

Nel 1917 inizia a scrivere su «La Spampa», conosce e diventa amico di Missiroli e inizia la collaborazione con «Il resto del Carlino». Nel 1922 inizia a collaborare a «Il Mondo» di Giovanni Amendola. Si avvicina alle posizioni di Piero Gobetti e collabora a «La rivoluzione liberale». Ma il suo non allineamento alle posizioni di regime gli provoca l’ostracismo e, su pressione di Gentile, viene allontanato dalla biblioteca alessandrina. Pur non rendendosi protagonista di attacchi espliciti al regime fascista, diventa sorvegliato speciale per provvedimento di pubblica sicurezza.

Sviluppò una morale di tipo individualistico prevedendo la fine della civiltà europea a causa della statolatria, che sacrifica l’individuo e spegne ogni ideale che non sia l’ipocrita maschera degli interessi materiali. Tuttavia riesce a coniugare la sua morale individualistica in un interessante pluralismo. In Filosofia delle morali scopriamo differenti tipi di atteggiamenti morali irriducibili (eroismo, ascetismo, santità, saggezza) che coesistono e si mescolano nel caos della vita. Sempre nel 1937 curò l’antologia dei filosofi italiani del dopoguerra.

Fu antifascista e antigentiliano (Lo spaccio del bestione trionfante. Stroncatura di G. Gentile – 1926). Fu tra i primi a scoprire e valorizzare Pirandello, del cui teatro diede un’originale interpretazione derivata dalla sua filosofia.

Morì a Roma il 3 novembre del 1941.

Bibliografia:

  • Arte, conoscenza, realtà. 1911
  • Teoria del pragmatismo trascendentale. 1915
  • Filosofi antichi. 1921
  • La crisi mondiale. 1921
  • Relativisti contemporanei. 1921
  • Studi sul teatro contemporaneo. 1922
  • Voci del tempo. 1923
  • Ricognizioni. Profili di scrittori e movimenti spirituali contemporanei italiani. 1924
  • La visione greca della vita. 1926
  • Lo spaccio del bestione trionfante. Stroncatura di G. Gentile. 1926
  • Storia e antistoria. 1928
  • Homo faber. Storia del concetto di lavoro nella civiltà occidentale. 1929
  • Estetica. 1931
  • Etica di Goethe. 1932
  • Studi di poetica. 1934
  • Cristo e noi. 1934
  • Critica dello storicismo. 1935
  • Filosofia delle morali. 1937
  • Antologia dei filosofi italiani del dopoguerra. 1937
  • La filosofia del Leopardi. 1939
  • Diario politico. 1946

Elenco opere (click sul titolo per il download gratuito)

Fonte: Liberliber


Adriano Tilgher: Il teatro di Luigi Pirandello

Da Adriano Tilgher, Studi sul teatro contemporaneo, preceduto da un saggio su l’arte come originalità e i problemi dell’arte, seconda edizione accresciuta, Libreria di scienze e Lettere, Piazza Madama 19-20, Roma 1923, Tipografia del Senato del Dott. Giovanni Bardi.

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